Iniezioni (aggiornamenti rapidi)

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Se la Calametta, la Newsletter-Gazzetta del Regno è un po’ come un farmaco somministrato con infusione lenta, ecco, questa pagina, invece, è quanto di più simile ci sia a un’iniezione.

Qui, infatti, potrai aggiornarti rapidamente sulle novità di Calamo.

Insomma, meglio dell’Ans(i)a.

31 marzo 2017: Mancano meno di due settimane alla chiusura del progetto #IMuriSanno e dei racconti che ci scriverò intorno e mi scriverò dentro. Mi sembra il momento giusto per fare un giro in mongolfiera con i miei mostri.

27 marzo 2017: Posto che per te, sì proprio per te che leggi, arresterei la fine del mondo ho da darti una notizia. Non so se è brutta. Non so se è bella. La notizia è questa: la fine del mondo siamo noi. Così perché non preparare un bugiardino sulla cura, la nostra personalissima cura, alla fine del mondo? Mentre le copie da prenotare delle 36 storie (compilando il form e seguendo le istruzioni dell’email che si riceverà subito dopo) diventano 288.

23 marzo 2017: Qui, più che altro, ci chiediamo quando verrà finalmente sdoganato il leggere tutto il tempo, bramare di ogni film il fuori campo, mangiare gelato a cena e pizza a pranzo. (E forse si scriverà presto un post, giusto perché qualcuno di speciale mi ha detto che un po’ (gli) manco).

17 marzo 2017: Quindici anni fa, venerdì17marzo2002, mi sono rotta il perone. Non sapevo che quindici anni dopo, venerdì17marzo2017, mi sarei rotta le unghie che non ho vedendo che per arrivare alle 360 copie ne mancano 298 “soltanto”. Ehi, è il cambio di centinaia che dona entusiasmo. Sì perché, lo sai, o saranno prenotate 360 copie delle 36 storie ispirate (d)a 36 scritte che #IMuriSanno (copie prenotabili leggendo questo post con attenzione e poi compilando il form nel post e poi aspettando l’email magica e seguendo ogni istruzione nell’email, con passione) o sarà passata una mano di intonaco su questo presente-passato.

13 marzo 2017: C’è questa cosa che quando siamo intenti a sognare qualcosa, a un certo punto, abbiamo la tentazione fortissima, incoercibile quasi, di dare torto ai nostri sogni, di accusare i nostri sogni di essere bugiardi. E invece. Invece Hesse ci dice che i sogni hanno sempre ragione, mettendo in bocca a Erminia queste parole: “… i miei sogni avevano avuto ragione, mille volte ragione, come i tuoi. La vita invece, la realtà  aveva torto…” Per questo se c’è una cosa divertente che non sai (se) smettere di fare (e in quella parentesi c’è tutta la tua tribolazione, tutta la voglia di annegare) devi pur chiederti quanto la realtà, che ha torto, stia comunque dando ragione ai tuoi sogni, che hanno ragione. Devi chiedertelo, chiederlo ai muri che incontri sul tuo cammino (perché #IMuriSanno cosa ti serve e a volte sanno pure cosa vuoi) e smettere di sbattere, contro il muro, la testa. Per quanto, lo ammetto, faccia un bel rumore.

10 marzo 2017: i mostriciattoli di porporina continuano a compilare il form per prenotare la propria copia dei 36 racconti nel megapost che oggi è stato pure aggiornato. Intanto io preparo nuove email da inviare come palloncini a chi ha prenotato, sì, come palloncini, come i palloncini che un giorno lancerò dal terrazzo di casa mia e chissà cosa ci potrebbe trovare ognuno dentro, se solo avesse il coraggio (e lo avrebbe) di bucarli.

8 marzo 2017: il Calamista Girardi scrive un post in cui parla di “una ragazza che scrive, e lo fa magistralmente, con uno stile suo personale: in lei c’è il fantasy, c’è lo splatter, il carnale sdoganato e la confusione di tre generazioni. Sa essere moderna, fluttuante e fresca. Meglio di Kerouac, e più di Austen”. Penso che devo conoscerla. Poi capisco (più o meno quando scrive il mio nome) che sta parlando di me. Alla vostra FataRegina non sfugge niente, eh.

6 marzo 2017 (un po’ più tardi): 354. Continua l’avventura che solo gli unicorni e #IMuriSanno vivere appieno. 

6 marzo 2017: La sfida di Calamo è arrivare a 360 copie prenotate. O 360, o niente. 360 copie prenotate entro il 13 aprile. Al 7 marzo le copie che restano sono 355.

4 marzo 2017: Viene lanciato (sì, proprio come un palloncino) l’intervento (sì proprio come un’operazione) #IMuriSanno presentato con un post lunghissimo e usando un’espressione bellissima come “messa in abisso”. Cos’è in poche parole? Dato che i Muri hanno orecchie e parlano attraverso le scritte che si portano addosso noi raccogliamo le scritte con foto che condividiamo su Twitter con l’hashtag #IMuriSanno, poi ne scegliamo 36 di queste scritte, 36 che faranno da spunto a 36 storie che scriverò e poi, se avrai prenotato la tua copia secondo il Metodo Radioheadache (sì, leggendo il post “Domani inizio e la poetica della Messa in Abisso” capirai tutto) riceverai un racconto al giorno per 36 giorni. Bonus: puoi diventare parte integrante della propagazione vestendo i panni di Vir(t)us Bisbigliante.

3 marzo 2017: Calamo compie gli anni. Sai, io ho sempre pensato che i compleanni, in fondo, siano un po’ appuntamenti. E gli appuntamenti sono belli perché hanno valore anche a prescindere da chi è invitato a essi. Loro sono lì. E restano lì. Ma senza portarsi dietro tutta l’ansia spigolosa delle scadenze. Loro sono lì e restano lì e sta a te raggiungerli. Per questo gli appuntamenti somigliano alle promesse e i compleanni sono appuntamenti promessi a se stessi.

25 febbraio 2017: Sto facendo una cosa sporca, una di quelle cose sporche si fanno quando si è molto pieni o molto vuoti e/o quando si è lisergicamente (“lisergico” è un termine bellissimo, non trovi?) predisposti a farlo. Questa cosa sporca è parlare di poesie e di ossa e  storpiare un titolo per scrivere un articolo su quanto una volta ma anche spesso ma anche sempre volli così forte che mi uscì il sangue dal naso. Così lo facciamo, facciamo questa cosa che non è catarsi, che non è salvezza, che non è “deus ex machina” ma solo macchina che va pure fuori strada: parliamo di fratture e parliamo della parola “boccascena” e iniziamo a parlare di quello che i muri ascoltano che poi è alla base, è nelle fondamenta di ciò che #IMuriSanno.

23 febbraio 2017: l’unicorno Emma risponde a Holden dicendo “sull’onda delle provoc-azioni del mio demone buono, Monia” ho scritto e riscritto un post. Parla della scrittura come “la cosa più bella” e tu pensi che tra le cose più belle non può che esserci anche questa sua frase: “assorta in un bisogno di capire che ha dell’alieno. Quando l’alieno precipita sulla Terra e non sa nulla, nemmeno cosa cercare”. 

19 febbraio 2017: l’unicorno Monica risponde alla difficilissima domanda (quasi quanto una delle domande suicide) “cosa ti piacerebbe fare se potessi fare tutto ciò che ti passa per la testa?” e risponde citando un’iniziativa bellissima fatta di cose raccolte e di cose salvate e di cose che quando le raccogli capisci che, in qualche modo, sono loro a salvare te: si scrive #CogliCarta e si legge “come catturare parole che ti catturano e scoprire che, più che di cattura, si tratta di reciproca liberazione”).

18 febbraio 2017: Mi capita tra le mani una copia del Giovane Holden. Non è una di quelle (bellissime) con la copertina tutta bianca, in questa, al contrario, c’è questa macchia che non è una macchia, è come un lenzuolo, come una nuvola, come una tenda, è azzurra e su di essa si staglia un ragazzo con in mano un gelato che sembra preparato direttamente da Picasso. Mi capita tra le mani e allora lo apro e leggo la frase in cui il nostro Giovane parla di come vorrebbe fare l’acchiappatore nella segale,  stare “in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo”. Così ci scrivo su un post, la cosa più bella che leggerai oggi (se oggi non leggerai nient’altro) e ne approfitto per farti una domanda fondamentale che è proprio difficile fare e farsi fare: ma tu cosa vorresti fare tutto il giorno se potessi fare quell’accidenti che ti pare?

12 febbraio 2017: Viene inaugurato il progetto in fieri noto al mondo tutto come StripMine: ti dico solo che il post che lo illustra un po’  nel titolo porta come medaglie le parole “esantema” e “unicorni a pois”. StripMine, che presto approfondiremo meglio, è lo scavo in miniera (ciao Verga, ciao diamanti) con più e con meno SEO al tempo stesso. Perché la SEO forse non è esattamente quello che pensi tu, sai? Non so se tu lo sai, io ci sto riflettendo e intanto quel matto che ha reso possibile il meraviglioso nuovo logo del blog sta picconando con me. Ma lui è Seoeta ed è amico di Goldrake, di che ti stupisci.

11 febbraio 2017: Il Regno manda in orbita un post-(s)chiarimento (non saranno mai troppi i complimenti per l’abbinamento del titolo con l’immagine del post quindi sentiti pure libero di farmene). Perché un blog è uno studio pilota nel senso che prova su un gruppo, magari all’inizio esiguo, di creature fantastiche qualcosa e poi magari quel qualcosa funziona e allora cambia il mondo. O almeno qualcosa intorno.

7 febbraio 2017: Viene tagliato il nastro al nuovo fenotipo del blog.

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