Tu mi in-segni

tu mi in-segni

Hai un modo di far volteggiare la voce che la fa sembrare aggraziata.

Sempre.

Perfino quando è vestita di calamite, che le pendono dai polsi, ammanettati a pali della luce spenti, perché ci sono posti in cui la tua voce non vorremmo entrasse.

Mentre lei affonda, incurante, dentro i sussurri metallici dei “no” che sono “sì”, colorati di rame, rubato alle fermate di treni che non portano più, da nessuna parte.

Quando apri gli occhi e la strada che hai di fronte è chiusa, senza sbocco, ti ricordi degli anni sbucati dal nulla dentro stoppini accesi troppo in fretta. E dentro le torte, nelle creme così controcorrente da avere dentro le salmonelle. E nella cera, sprecata per fare tappi con cui non ascoltare il richiamo di quella voce.

Perché a un certo punto quella voce ti viene a chiamare e tu dovresti lastricare la strada di cera per poterle correre incontro così imprudentemente da scivolare tra le sue braccia. Come panna sulla lingua che si getta in gola. Invece la voce ti punge dietro l’orecchio e il tuo corpo ha una spaventosa reazione di rigetto.

Mi piaci quando parli perché sei più che mai presente. Mi piace sentire il peso delle tue palpebre sulla pelle quando guardi le tracce che lasci. Serenamente.

Per questo a te che mi leggi, e che sui segni sono certa hai tanto da insegnarmi, mi viene voglia di chiedere: ma tu la voce della tua passione, il motore immoto capace di far esplodere, nel pieno della sua conformazione, la tua costellazione, la senti? 

Annunci

34 pensieri su “Tu mi in-segni

  1. Io non la sento da troppo tempo quella voce. Legato al palo come Ulisse per non ascoltare il canto delle sirene. Ciò che mi ha ricordato con violenza il tuo post.
    Chiederei di togliere i tappi solo se sapessi di poter sentire non suoni indistinti ma la voce delicata di Nausicaa.

    Post ancora più bello del precedente. Lo definirei un passo indietro. Verso i ciliegi.

    1. Secondo me Nausicaa, nel suo castello da principessa, di ciliegi ne aveva a iosa.
      Ma la vera domanda è… Quanti poi, in effetti, si ferma(va)no a guardarli questi ciliegi?
      Forse i fiori più belli, troppo spesso, fanno la fine delle voci delle sirene.

  2. Curioso. Anni fa una persona mi ha dedicato questa frase: “C’è in noi una voce che canta perché dentro abbiamo qualcuno che ascolta. Non cercare la felicità, non si farà trovare. Disponiti a riceverla e arriverà.”
    Non so come, però da quel giorno la mia voce l’ho cercata, ho cominciato ad ascoltare. Ci ho messo tanto a capire ma l’istinto mi diceva già quel che mi era necessario sapere: avevo dentro di me tutta la forza necessaria per emergere dal limbo in cui mi ero recluso, per emergere, per splendere. Avevo la mia voce e ce l’ho ancora oggi. Quindi sì, la sento, e cresce ogni giorno.

    1. Una delle mie frasi della serie “gratitudineabbestia” suona proprio come un “sii grato per ciò che vuoi come se lo avessi già e ciò che vuoi arriverà”.
      Perciò non posso che apprezzare la dedica di quella persona.
      E sono contenta che tu sia riuscito a “emergere dal limbo” di cui eri, al tempo stesso, prigioniero e carceriere.
      Perché, ehi, anche se “ti diranno di non splendere. Tu invece spendi”!

  3. Signorina, con questo post rasenti la poesia. Complimenti.
    La propria voce è strana. Ha tanti toni. E il tono della passione spesso è quello che dorme di più.
    Da giovane la senti forte la voce. Ti sembra che riempia il mondo. Quella che abbiamo in principio si riceve in dote dalla nascita, tanto per darcene una, da spendere subito, una che giri a impulsi. Poi arriva un momento in cui non la riconosci più. Non è più tua.
    Impieghi del tempo per trovare quella vera, quella tua, quella che ti appartiene. Arriva a poco a poco, emerge anno dopo anno. Forse non basta una vita per udirla nella sua completezza.
    Boh, poi non so. Oggi non riesco. Questa sera in preda agli affanni del giorno sono un po’ giù. Con tanta necessità di spegnermi fra le ombre della notte. Ma questo tuo scritto così ovattato di emozione poetica ha un attimino risvegliato l’azzittita voce della mia passione. Mi hai fatto venire voglia di scrivere. Per un po’. Almeno finché a sonno non ceda.
    Grazie.

    1. Le dita della signorina Monia ringraziano per il complimento.
      Perché la poesia è un bel treno su cui far salire le parole: sembra uno di quei treni diretti che funzionano davvero e che arrivano dritti alla meta senza guardarsi indietro.
      Il tuo commento mi ha fatto venire in mente una domanda: la nostra vera voce, quella che forse non riusciremo mai a udire in modo completo, quanto può essere simile e quanto diversa da quella che ci viene data, come il corredino per neonati, appena veniamo al mondo?
      Per la mia voce, intanto, non c’è soddisfazione più grande di ascoltare che un’altra voce ha avuto modo di farsi sentire.
      Scrivi Marco, scrivi fino a confondere sonno e veglia così i sogni che divengono realtà saranno sempre più vicini.

      1. Quella che ci viene data è proprio quella del corredino. Risente della nostra famiglia, del contesto in cui cresciamo, delle prime scuole sotto casa, degli amici che ci capitano. Perché i primi amici ci capitano. Poi man mano che cresciamo, affiorano i nostri interessi, le propensioni, i desideri di vita. E quella voce diversa che emerge, spesso sottaciuta, spesso negata, spesso incompresa è la nostra vera essenza. Riuscire a farla emergere tutta, è il nostro percorso. Ma tutto non è così ovvio, lucido, razionale. La vita a volte ci sorprende, d’improvviso.

      2. Un blog?
        Signorina, tu mi inquieti.
        Per il mio, a breve, romanzo, sto per fare qualcosa di mai fatto sul web in Italia. E mi taglierei le vene per la complessità, ma un canonico blog non è previsto.
        Cosa intendi, che ho la curiosite dello scrittore?

      3. La curiosite è una malattia tanto affascinante quanto incurabile tant’è che… Ora sono curiosissima di scoprire cosa farai di “mai fatto sul web in Italia”!

      4. Caspita, l’ho sparata grossa!
        Oltre alla curiosite incurabile in quel momento avevo un deficit cognitivo di esaltazione scritturale artrofica. 😉

        p.s. visto che ti ho contagiato un po’ di curiosite sulla mia sparata bislacca, (e che vorrei rimangiarmi dallo scripta manent) si potrebbe anche dire, a mia discolpa, quando mai in Italia è stato pubblicato un libro perché avesse un impatto diretto sul web?

      5. ahah
        Muto allora sono.
        Anche perché fra le armoniche del marketing, la strategia del blitzkrieg, che non prevede un blog per farsi conoscere, è fondamentale… Ops… 🙂

  4. A volte sembrano quelle voci da schizzofrenici, chiara diretta, precisa, così realme ma così assurda… Altre volte, invece, assomiglia più a una canzone che non ti esce più dalla testa, che pensi d’avere in testa da sempre e che non se ne andrà mai e poi, ad un tratto, sparisce…

    La voce della passione non si sente (nel senso di ascoltare) con le orecchie, è più come la voce dello stomaco: un brontolio da interpretrare.

    Perciò sì, a volte l’ascolto, quando mi ricordo che non siamo solo mente ma anche cuore, stomaco, fegato e via dicendo… Sta tutto nel ricordarsi che la voce è tale solo quando iniziamo a distinguerla dagli altri rumori.

    1. Quando sei lì e studi semeiotica ti insegnano che puoi capire un sacco di cose dal “murmure vescicale” (sì, il “brontolio da interpretare”).
      E in fondo abbiamo tutti un fonendoscopio che aspetta solo di essere usato.
      Ma hai ragione quando dici che “sta tutto nel ricordarsi che la voce è tale solo quando iniziamo a distinguerla dagli altri rumori”.
      Perché il suono deve essere isolato dagli altri per poterne ca(r)pire il messaggio al meglio.

  5. Bel post. Poetico e vibrante.
    La voce della mia costellazione la sento, anche se alcuni giorni è troppo lontana per capire cosa dice chiaramente.
    Allora mi fermo e attendo. L’attesa fa parte del processo. Chiudi gli occhi e improvvisamente la voce, non è più solo voce, ma ha preso consitenza ed lì di fronte a te, pronta a prenderti la mano e a condurti mano nella mano. Si la sento.

    1. Quando dici “l’attesa fa parte del processo” io penso tu abbia proprio ragione.
      Perché finché non ti fermi e magari corri, corri, corri a perdifiato allora hai le orecchie piene del rumore dei tuoi piedi e del tuo fiato e del suono che fa la natura quando tu ci corri in mezzo.
      Quindi fermiamoci e ri-partiamo.
      Quale miglior momento per farlo di quello che sembra fatto appositamente per i buoni propositi sprecati?

  6. Ha posto la domanda fornendo anche la risposta al tuo secondo rigo: sempre.
    Perché è lei che lastrica, offre vie d’entrata, sporca l’anima e ti carica sul piccolo carro, portandoti fuori dal tuo, personalissimo, wormhole..

    1. “Forse non c’è più aria nei polmoni”… Quindi?
      Se la tua gabbia toracica è, appunto, una gabbia e la tua voce, con l’ultimo respiro che ha ti dice che proprio non ce la fa più, che l’ossigeno è finito lì dentro, tu cosa fai? La lasci morire o, a maggior ragione, ti affretti a farla uscire?

  7. Sapessi come strilla la mia. Mi urla contro perché vuole uscire e fare davvero rivoluzione. Oggi sono io che la tengo al guinzaglio perché forse per me non è ancora tempo o forse perché sotto sotto questo nomignolo che mi sono affibiato, in realtà mi rispecchia anche più del dovuto…per certe cose.

    Credo che i tempi siano quasi maturi però, e presto la catena che ho usato per tenerla li buona buona sarà stanca di trattenere quel grosso cagnaccio.
    Potrei comprarne una nuova certo, tanto lo so che quel vestito da lupo nel tuo negozietto è ancora di qualche taglia di troppo, ma farò decidere fino alla fine alla fame che ho.

    Chissà, magari una volta sfamato, il lupastro tornerà a dormire beato restituendomi quell’animo pigro che so già quanto potrebbe mancarmi. 😀

    1. Io ho una teoria anche sul perché ti sei affibbiato il nomignolo.
      Ma si sa che io ho un trillione di teorie quindi è ordinaria amministrazione.
      Però, se ti interessa (e io sono convinta che ti interessa) di quel vestito da lupo mi sono arrivate taglie nuove.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...