Sono un aspirante scrittore. Ma voglio smettere

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Controindicazioni e precauzioni d’uso

La lettura di questo post è controindicata nei pazienti affetti da una voglia di scrivere cronica, soprattutto se con una forte tendenza alle riacutizzazioni. L’uso è inoltre sconsigliato a chi è nel pieno della gestazione di un progetto creativo. Particolare cura alla posologia va posta se il post viene somministrato a unicorni impenitenti, mostriciattoli conclamati, soggetti che, a seguito delle opportune analisi del sangue magenta, hanno mostrato un livello di porporinosità elevato (attenersi alle linee guida in merito).

Effetti collaterali

Il post potrebbe far venir voglia a chi lo assume in prima battuta di trombizzare la propria vena creativa. Se la dose viene assunta in maniera completa il rischio più grande è invece quello di voler assolutamente prendere parte alla nuova edizione di #Scrittura28. Il paziente potrebbe quindi riscontrare rash cutanei che, al tatto, svelano di essere grandi classici letterari scritti in braille e perdita di coscienza con incoercibile impulso a iscriversi alla Calametta per sapere di più di questo gioco pericolosissimo che sarà la nuova-edizione-di-Scrittura28-forse-si-chiamerà-#LettereMagenta dall’idea di una Satrapante d’eccezione, Emma.

“Sono un aspirante scrittore”

No, aspetta, messa giù così è poco incisiva, me lo dicono sempre i miei personaggi che devo essere più incisivo.

Ci riprovo.

“Voglio diventare uno scrittore”

Cioè, aspetta, non è che proprio vogliovoglio, non vorrei che suonasse presuntuoso. Ai lettori non piacciono gli scrittori supponenti. Stupido, stupido me. Devo essere umile, accettare i miei limiti, ammettere i miei errori, vestire di beige e tortora e frequentare solo altri esseri umani noiosi. Volare basso. Non ridere troppo sguaiatamente. Non fare troppe battute. Ma non avere neanche il muso lungo. Essere simpatico ma non troppo. La gente si sente minacciata se sei troppo scintillante. Ferisci gli occhi. Così tutti intorno a te finiscono con il mettersi gli occhiali da sole e sotto le lenti scure magari ridono di te. Dico magari perché sarebbe già qualcosa. Insomma, devo partire dalle basi.

“Come scrivere un libro”

Sì, mi piace come ricerca. Sto migliorando. Ok, non è la frase più aulica che si sarà mai sentita ma è asciutta, puntuale, precisa, un colpo di pistola in pieno petto. Però. C’è un però. Che lo scrivo a fare un libro se lo scrivo e basta e poi lo lascio ad ammuffire in un cassetto? Già ci pensano gli scheletri nell’armadio a prendere polvere e ne attirano proprio tanta e infatti si lamenta sempre mia moglie Anna. Credo dovrei trovarmi davvero una moglie di nome Anna. Sarebbe socialmente rassicurante. E poi potrei sempre giocarmi la carta del nome palindromo per non far dimenticare a nessuno che in fondo, io, ero quello intelligente, quello speciale, quello con davanti a sé un avvenire brillante.

“Come pubblicare un libro”

Ecco, ci siamo. Senza troppi convenevoli. Senza fronzoli. Dritto alla meta. Voglio pubblicare no? Boh. Poi la gente mi leggerebbe. Dovrei voler scrivere anche per questo, del resto. Ma tu pensa tutte quelle mani sudicie di caffè bruciati e marmellata e di pensieri banali e del rumore che fanno le ruote sull’autostrada, tutti quegli occhi bovini posati sulle mie parole scelte con cura, accuratamente limate, sulle mie pietre diventata diamanti. Tanto non nasce niente dai diamanti. Quindi a che pro pubblicare? Che poi se cerco “come pubblicare un libro” con la fortuna che ho mi trovo davanti solo una sfilza di cose pratiche, di step-by-step, di nozioni concrete. Bleah. Io sono un aspirante scrittore. Voglio parlare di scrittura. Preferibilmente della mia scrittura. Ma non ho mai detto di voler fare realmente qualcosa in merito. Che cosa volgare la realtà.

“Come si diventa scrittori”

Questa ricerca sì che è bellissima. Così drammatica nella sua semplicità. Ora, mio caro motore di ricerca, ti ho messo proprio in difficoltà. Perché ora vediamo come me lo spieghi come si diventa scrittori. Non è una cosa che fai degli esami e poi a un certo punto qualcuno decide che ti sei fatto rimandare un numero sufficiente di volte e allora ti cinge di alloro e buonanotte ai suonatori. No. È una cosa che non ha una vera incoronazione. O sì? Forse l’incoronazione arriva quando vendi un certo numero di copie? Come si fa a vendere molte copie del proprio libro? Famoso. Devo diventare famoso. Ma diventare famoso prima del libro o grazie al libro e quindi dopo?

“Come si diventa uno scrittore famoso”

Ma la fama è una cosa effimera. La fama è una cosa che non necessariamente ti aiuta a portare i sacchetti della spesa. La fama non ti tiene caldo la notte quando è già tardi e fuori è buio nanana. La fama non esiste. È come la parte biscottata nella Viennetta: tu la aspetti, la aspetti, la aspetti ma poi magari l’hai già ingurgitata perché era ridotta in polvere e non te ne sei neanche accorto. Non voglio una popolarità vacua. Magari piena di critiche. Io voglio qualcosa di un po’ diverso. Anche se la differenza può essere davvero sottile.

“Come si diventa uno scrittore di successo”

Sono stato abbastanza chiaro adesso? Io voglio quella cosa che per esempio poi mi invitano nelle librerie e io sto seduto dietro una scrivania e ho dei capelli perfetti, non importa se ora mi stanno cadendo, se dico in giro che ho solo l’attaccatura alta ma sono visibilmente stempiato, non importa perché gli scrittori hanno bei capelli anche quando non hanno i capelli. È il fascino della cultura, beibi.

Quella brunetta che è stata in fondo alla sala per tutta la presentazione si avvicina e mi sorride e potrei anche scriverci un libro su quel sorriso ma anche no, in fondo non è che sono un poeta, non devo essere così lirico per forza, mi piacerebbe più uscirci a cena che chiudermi in casa a scrivere di lei. Si avvicina e mi sorride e mi porge il libro e mi chiede come ho avuto un’idea così meravigliosa e dice “gl” in un modo divertente, come se dalla chiarezza di quel “gl” dipendesse tutta l’enfasi della parola. E io le racconto una storia bella e triste su pullman persi e su alberi che perdono le foglie come denti e fino all’ultimo di chiedi se siano denti da latte o denti definitivi quelli che stanno andando persi. Poi continuo a firmare copie e sorrido. Anzi non sorrido. O a volte sorrido e a volte no. Ehi, sono io lo scrittore qui. Decido io la cifra stilistica da mantenere. Ma per il prossimo libro vorrei alzare un po’ il prezzo di listino.

“Come guadagnare scrivendo”

Non volevo essere così diretto ma “non di solo pane vive l’uomo”. No, aspetta, in questo caso questo detto non c’entra proprio niente. Volevo dire una cosa tipo che la gloria, da sola, non ti riempie la pancia. A meno che sia la Gloria della mensa, quella sì che sa come toglierti la fame, ma anche lì servono i verdoni per mangiare. E sentirti dire che sei bravo a scrivere è piacevole ma non è di grande aiuto quando sei al verde. Insomma, io questa speranza di guadagnare il becco di un quattrino ce l’ho e nessuno deve metterci il becco sulla questione. Non è che a Kafka avrebbe fatto schifo mollare il suo lavoro e guadagnare seriamente con i libri. Però forse se ora mi metto a leggere i risultati di “come guadagnare scrivendo” mi sbucano fuori robe improbabili che io non ho voglia di fare. Io voglio

“Fare soldi con la scrittura”

Potrei mettermi a scrivere incantesimi attira pecunia. È un’idea. Ma io preferirei altro.

“Diventare ricco sfondato scrivendo un libro bello”

“Ma mi va bene anche scrivendo un libro brutto”

Ma poi le critiche? Io non le prendo benissimo le critiche. Me lo diceva sempre anche la mia mamma che già dall’asilo, se per caso venivo presa di mira da un bambino, me ne stavo ore e ore in un angolo a piangere. Tutte quelle lacrime devono avermi annaffiato bene dentro fino a far germogliare bene le mie storie. Quindi mettiamo che ho scritto un libro. Cioè io non l’ho ancora scrittoscritto a dirla tutta. Ma, insomma, il libro è qui. Ah, giusto, sto scrivendo. È che mi hanno insegnato a mostrare e non raccontare. Mentre dico il libro è qui sto battendo sulla tempia con il polpastrello del mio dito indice. Il libro si scriverà da solo, in pratica. Più che altro devo preoccuparmi di

“Come migliorare il proprio manoscritto”

Però forse scrivere così suona un po’ come vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Magari potessi fare una cosa così. Mi immagino a volte ricevere una chiamata da un importante editore. Non importa io non abbia mai spedito nulla a un importante editore. Gli importanti editori le sanno a priori le cose. Sennò perché sarebbero “importanti editori”? Nella mia fantasticheria quest’importante editore mi chiama e mi dice che ha pronto per me un grosso anticipo e io mi sento come Stephen King tra aule fatiscenti e lavanderie a gettoni. Metto un giubbotto di renna marrone (ecco cosa devo fare appena finisco di scrivere, oddio che cosa faticosa scrivere: andarmi a comprare un giubbotto di finta renna marrone scuro) e vado fuori, fuori fa freddo, fuori c’è la neve, entro in un bar, ordino dello scotch (è una fantasia e io sono uno scrittore, è ininfluente il fatto che io in realtà sia astemio) e il mondo festeggia con me nelle mentite spoglie di un camionista alticcio che mette su nel jukebox la mia canzone preferita.

Sto sognando troppo?

“Iniziare a scrivere”

Forse è meglio tornare ai propositi iniziali di sobrietà e modestia.

“Dove trovare le idee per scrivere”

Lo so che sono stato io a dire che sono uno scrittore (aspirante) e quindi ho sempre un sacco di idee, ma ci sono idee e Idee e poi io non voglio diventare uno di quegli scrittori boriosi che si sentono arrivati.

“Scuole di scrittura”

Io voglio continuare sempre a imparare e imparare da tutto e da tutti, i fiori, i bambini, i gelati al parco, i cagnolini, l’umanità. La mente è un muscolo è va allenato! Ecco di cosa ho bisogno! Di allenamento!

“Esercizi di scrittura”

Ma anche

“Consigli di scrittura”

Pure se “i consigli sono una forma di nostalgia”, in fondo sono uno scrittore, in fondo quindi mi piace un po’ di nostalgia. Ma se c’è una cosa di cui sono certo certissimo non avrò mai nostalgia è questo momento di inconcludenza frustrante e di ricerca spasmodica eppure pigra e di circoli che si corrodono da soli, col vizio, e di volere ma non potere e non potere e volere e avere grandi idee e non riuscire a comunicarle e avere qualcosa di immenso dentro che vorrebbe essere espresso ma sentirsi come catapultato in una terra straniera e non conoscere la lingua e non avere mani per esprimersi a gesti e sentire solo suoni gutturali che non significano niente e emettere suoni che per chi li sente non significano niente parimenti.

“Libri già pronti a cui apporre solo la propria firma”

Non è che voglio percorrere la via più semplice. È che tutta la vita che mi inerpico (visto che bella parola è “inerpico”? Non si vede proprio che ho la stoffa dello scrittore?) dicevo, è tutta la vita che scelgo la via più dura e non mi sembra che la brunetta della mia fantasia nella libreria o un’altra carina allo stesso modo sia mai venuta a darmi una medaglia.

“Voglio scrivere un libro”

In fondo, il fondo, (ma anche la cima, ma anche tutto il percorso) è tutto qui.

“?”

mi ero scordato il punto interrogativo.

se voglio scrivere un libro o no io, in effetti, non lo so.

giphy

Interazioni con altri medicinali e altre sostanze

Quando inizierai la terapia con #LettereMagenta, la nuova edizione di #Scrittura28  dovrai fare molta attenzione a non assumere troppe letture interessanti, film coinvolgenti, bei posti, esperienze entusiasmanti. Il rischio, tra gli altri, infatti, è quello di appassionarsi a tal punto a essere di porporina sbrilluccicanti… Da assuefarsi. Parla con un Calamista della prima ora: ti dirà che ormai non ha più intenzione di disintossicarsi. 

Sei ancora convinto?

Vuoi diventare un mostro di porporina? 

Pettinare unicorni declamando versi immortali?

Passare un estate indimenticabile giocando con le parole e con te stesso e scrivendo scrivendo scrivendo?

Allora lascia qui la tua email: riceverai la ricetta per ottenere la tua terapia di #LettereMagenta.

Avvertenze speciali

Da questa esperienza nascerà un progetto ancora più grande (e, è vero, non sempre più grande è più bello, ma in questo caso sarà una sfida ancora più grande. E a noi piacciono le sfide.)

Puoi continuare a essere l’aspirante scrittore che in fondo a paura di vivere respirando inchiostro. 

Puoi continuare a guardare i tuoi sogni crescere da soli e poi non avere nessuna voglia di avere a che fare con te una volta diventati grandi.

O puoi salpare alla volta di una nuova avventura.

Cerca, guarda, sii curioso, scegli l’avventura che più ti convince.

Scegli #LettereMagenta solo se sei motivato davvero, perché alle terapie per mostri di porporina non ci si “limita a partecipare”. Si vince. Una versione nuova di se stessi.

Aggiornamento, perché un aspirante scrittore deve sempre tenere il passo

#LettereMagenta è entrata di diritto nelle terapie concluse con successo.

Quindi se ne stai leggendo solo adesso adesso hai perso il treno?

Sì, quel treno lo hai perso.

Ma stanno per partire tre nuovi treni: vieni a conoscerli nella stazione delle terapie in arrivo.

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