La clinica degli scrittori

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Il rimpianto infetta l’albero
Nuota

Isole dai crateri inevitabili
All’orizzonte

Nulla è familiare e nulla è estraneo
Poi

La quarantena dello scrittore è quella cosa che può fare di lui uno scrittore

(O un bravissimo ex autore)

40 giorni di terapia intensiva nella clinica degli scribacchini

Cliccami per scoprire la terapia “Scribiatra”

Il risultato del sondaggio

ScribSondagg

Sei andato a rileggere in cosa consiste la terapia “Scribiatra”?

Com’è che dici?

Non ci sei andato perché ormai l’hai imparata a memoria e, semplicemente, di poterla avere non vedi l’ora?

Bravo Calamista.

Come puoi ammirare con i tuoi stessi occhietti sbrilluccicosi in questo sondaggio vi siete proprio superati: tre pareggi, tre. Ok che vi ho sempre detto che no, le cose semplici non ci piacciono… Ma non staremo un po’ esagerando? Addirittura tre voci in completà parità! Non si fa così!

Giacché è la media che fa il totale… Su 200 ci andremo a tarare.

Perché, si sa, il Regno di Calamo è una democrazia fondata su giustizia e equità.

Ma ho promesso 4 giorni di promozione ai Magentini.

Per questo, per i primi 4 giorni (quindi fino al 10 settembre, 10 compreso) sarà a 188 invece di 200 e non è tutto: per chi è stato selezionato tra gli iscritti alla Calametta per l’interesse dimostrato il prezzo sarà ulteriormente ribassato.

Come si sa se si è stati selezionati?

Lo si sente, è come l’amore e il vento. Ah, poi c’è quella piccola cosa che è “aver ricevuto negli ultimi giorni email luccicanti che si congratulavano per l’interesse e l’impegno”. Ti è successo? Se hai ricevuto email magenta negli ultimi giorno alle 14 ne riceverai un’altra, in anticipo di un’ora sull’apertura ufficiale delle iscrizioni.

Hai aspettato con le dita impiastricciate di porporina l’arrivo delle terapie in arrivo e ora aggiorni compulsivamente la pagina per le iscrizioni a October Chest, String-i-Mi e Scribiatra? Aggiorna la pagina magica ancora una volta, segnati bene l’ora di apertura delle danze e, intanto… Balla. Balla anche se non sai ballare, balla come non hai mai ballato (anche se non hai mai ballato, anzi, soprattutto se non hai mai ballato).

Dopo le piroette della Litbox e gli incantesimi di #LettereMagenta è il momento di iniziare questo nuovo “anno scolastico” prendendo, oltre un’agenda nuova di pacca, anche la propria vita in mano.

Aspetta!
Prima di lasciarti andare vorrei dirti ancora qualcosa!

 

Ci stiamo riprovando.

A nascere piante d’appartamento, intendo.

Ma non “piante d’appartamento qualsiasi”.

Noi vogliamo rinascere cactus.

Perché il cactus ha in sé quella forza fortissima che gli permette di sopravvivere anche lì dove tante altre piante perirebbero.

E la scrittura, se ci pensi, è proprio un cactus fatto e finito.

Il germe della scrittura può sopravvivere anni senza essere nutrito.

Ma poi, un giorno, gli dedichi un po’ di tempo.

La quantità giusta di luce e acqua.

E il cactus della scrittura fiorisce, addirittura.

E mentre guardi i fiori sbocciare imprimi più forte la penna sul foglio e quasi lo buchi.

Ti scusi, ma è che sei quasi commosso.

Hai tra le dita parole che non vedono l’ora di diventare carta e poi altre piante e poi evolvere fino a diventare persone.

In carne e inchiostro.

Hai tra le dita polaroid di posti che hai ricostruito con dovizia di particolari.

Mentre ancora cerchi il tuo posto nel mondo.  

Sei stato tu a far sì che la terapia Scribiatra sbocciasse.

Tu con la tua voglia di fare che però resta in garage quando hai la sensazione (bruttissima) di non sapere da che parte cominciare.

Tu con la tua voglia di portare a termine che però poi ti fermi nella corsia di emergenza dell’autostrada e hai gli occhi pieni di giallo, la tua voce ha lo stesso suono del giubbotto d’emergenza e vorresti solo ripartire ma proprio non ce la fai a rimetterti in carreggiata.

Tu con la tua voglia di bucare lo schermo ma anche con la paura di cosa può succedere se si fa il botto. Come se ottenere ciò che vuoi fosse come far esplodere palloncini di una festa non tua.

Sì, insomma, è tutta colpa tua.

(Non smettere mai di avere simili colpe.

Avere la colpa di simili incanti e uno degli effetti collaterali più belli dell’essere unicorni e non “solo” cavalli).

Vuoi questa terapia? Richiedimela

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