L’imperdibile referendum dei gattiny da best seller

gattiny

Il punto è che siamo una repubblica.

Una repubblica fondata su cosa?

Sulle cose nel nostro manifesto, per esempio.

Tipo sulla porporina e sui mostri e sul #fattoremagenta?

Eh. E sul gelato e sugli unicorni e sugli arcobaleni e sulle somministrazioni endovena e sulle parole, una miriade di parole, e sulla felicità im-possibile e su ciò che è carino e atterrente e…

E sui gattiny che conquisteranno il mondo scrivendo romanzi da milioni di copie solo con qualche meow e le loro instagram-foto?

Stiamo diventando un regno grande in effetti. Serve un referendum.

Ok, sei seduto comodo?

(Che nel mio caso, per esempio, corrisponde in genere a qualche posizione strana, tipo con le gambe parallele alle mura del mio castello e tenute sollevate per aria).

Qui c’è bisogno della tua opinione.

Perché lo sai che mi piace sapere sempre come la pensi prima di prendere una decisione.

Punto 1 del programma: le cure per mostriciattoli

 

Punto 2 del programma: la clinica degli unicorni

 

Punto 3 del programma: perché per conquistare il mondo dobbiamo allearci coi gattiny 

 

Siamo tutti un po’ i g(R)attiny di noi stessi. Nel senso che abbiamo in noi sacche grandi (ma proprio grandi, tipo i sacchi di juta dei Babbi Natale dei centri commerciali) di capacità di autoconsolazione. Consol(id)amento. Tossisci perché qualcosa sembra esserti andato di traverso ma non ti è semplicemente andato di traverso. Si è insediato. Allora avresti bisogno dei grattini e dei sorrisi e delle fusa per non fondere dentro stampi preconfezionati e diventare un prodotto sempre di te stesso, certo. Ma che non ti piace più

“Siamo la catena di montaggio di noi stessi e non possiamo permetterci di andare in ferie.”

Siamo tutti un po’ i gattiny di noi stessi. Nel senso che abbiamo in noi vene gonfie (come i fiumi quando piangono, chissà se buca bene questa stilografica, vediamoci dove straripano i tuoi occhi, a mezzanotte, ti bagnerai le scarpe nuove, ti farò ballare così forte che ti si asciugheranno gli occhi, hai le ciglia che stillano maipiù e i denti che sputano ancoraunavolta) di leggerezza. Quella leggerezza bella che è la magliettina rosa “cute but psycho” indossata al parco, seduta nell’aiuola in cui è vietato, leggendo Musil mentre un altro giorno vorrebbe provarci a morire ma tanto sa che ogni volta arriva l’infermiera Alba con la sua lavanda gastrica. Ed è tutto un turbinio di enzimi psichedelici che colorano il cielo.

Possiamo smembrarci fino a diventare milioni di pezzi perfettamente identici tra loro, perfettamente identici a altri e possiamo farci riciclare e essere facili da infilare nei barattoli perché saremo perfettamente identici a cose viste milioni di volte

Oppure possiamo essere il gatto che lecca un gelato arcobaleno e che quando perde (non il vizio, quello mai) il pelo, non lo perde davvero. Lo trasforma in fiocchi di neve perfettamente diversi tra loro, perfettamente diversi da altri, fiocchi di neve che sono, a modo loro, inevitabili e qualcuno li guarda all’inizio con diffidenza perché sono perfettamente diversi rispetto a cose viste milioni di volte.

(E delle cose uniche, si sa, se ne vogliono milioni di copie).

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9 pensieri su “L’imperdibile referendum dei gattiny da best seller

  1. Mettere di vedetta un gatto con un gelato colorato e spararmelo negli occhi mentre passo equivale a slegare Ulisse quando transita vicino alle sirene. Non si fa mica così eh…

    1. Nadia, io so che tu sai che noi sappiamo che in fondo, Ulisse, quella volta, non si è proprio fatto legare legare…
      Diciamo che ha pensato fosse una buona storia da raccontare.
      (Quindi tu puoi dire in giro che il gattone col gelato in technicolor ti sono stati sguinzagliati davanti a tradimento.)

      1. E che Ulisse, essendo un grande amatore, e avendo capito che le sirene non si potevano togliere il pezzo di costume da pesce quindi non erano t..bili prese nota e invertì la rotta. Si divertiva di più facendo il porco com la Sciura Circe.
        Dai riscriviamo l’Odissea. 😀

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