Apolidi emotivi e moltiplicatori di sogni

(Questa cosa dello scattare foto mi sfuggirà di mano)
(Questa cosa dello scattare foto mi sfuggirà di mano)

“… Il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell’una Valdrada che l’altra Valdrada non ripeta… Gli abitanti di Valdrada sanno che tutti i loro atti sono insieme quell’atto e la sua immagine speculare, cui appartiene la speciale dignità delle immagini, e questa loro coscienza vieta di abbandonarsi per un solo istante al caso e all’oblio… Lo specchio ora accresce il valore delle cose, ora lo nega. Non tutto quel che sembra valere sopra lo specchio resiste se specchiato. Le due città gemelle non sono uguali, perché nulla di ciò che esiste o avviene a Valdrada è simmetrico: a ogni viso e gesto rispondono dallo specchio un viso o gesto inverso punto per punto. Le due Valdrade vivono l’una per l’altra, guardandosi negli occhi di continuo…”

O hai del sangue in bocca o hai leccato una ringhiera

Io non lecco le ringhiere

Ah no, giusto. Tu baci sul muso i gatti randagi e ti metti sotto i temporali per farti scivolare sulla lingua la pioggia e accarezzi le rane come se fossero animali domestici e…

Grigi

Grigi?

Bacio solo i gatti grigi

Ma non lecchi le ringhiere

No. Non ancora almeno…

(A volte i futuri personaggi del mio futuro libro saltano via dalle mie dita, rubano la voce alle mie labbra e se ne vanno a zonzo a fare danni)

Piove e piove forte e tutte le strade portano sfortuna e fortuna al tempo stesso perché tutti i gatti non sembrano bigi ma direttamente neri. Calvino dice (non lo dice proprio Calvino, lo dice la voce che sta leggendo Calvino, ma a chi importa della voce che sta leggendo Calvino? Ok, magari importa pure, ma importerà sempre più di Calvino. C’è sempre una gerarchia dell’importanza che fa la differenza tra banditi e banditori) dicevo, Calvino dice di una città che si specchia e allora non è più una città ma sono due.

Calamo non è più un regno (soltanto) : è un regno che si specchia su una serie di specchi e ognuno prende del regno ciò che preferisce, ciò che trova più affine a sé e costruisce un piccolo regno nel regno.

Moltiplicare i sogni può essere naturale come respirare: basta ramificare e ramificare come l’albero bronchiale.

Per questo Calamo ha preso in mano e ha attentamento osservato ciò che è stato: magie, incanti, progetti incredibili che voi avete reso non solo possibili ma un vero successo. Questo è ciò che è stato. E con un passato così cosa si può fare?

Ci si può adagiare sugli allori.

O si può decidere di costruire un nuovo meraviglioso giardino mettendo in atto un nuovo ventaglio di nuove missioni di cui entrare subito a far parte.

E poi si può erigere un muro alto alto e non far vedere a nessuno le proprie rose e ci si può comportare come amanti piene di timore e gelose.

O si può credere alla teoria della porporina autorigenerantesi: più magia spargi in giro (ma devi spargerla bene, non a caso), più te ne torna indietro.

I Candidati Satrapi non sono altro che creature speciali che hanno voglia di riempire una brocca con l’acqua su cui è riflesso il Regno di Calamo.

La Litbox e i futuri regnanti della città del lago

In questo post voglio iniziare parlando dei candidati che per comunicare il loro sognetto (sogno+progetto) e la loro parola chiave si sono serviti (o a breve si serviranno e mi hanno già avvisato che lo faranno) del blog.

Seoeta

Chi è

Seoeta è il capitano tutto metallo (e porporina) del mondo SEO (che secondo me sta per “Se non ti legge nessuno Evidentemente non ti sei rivolto a me perché io faccio un Ottimo lavoro”). Ma poi fa i disegnini per il manifesto dei Magenta (a proposito, tu quanto fattore Magenta hai in corpo?) e anche quando i disegnini non li fa concretamente (che poi come faccia a fare i disegnini carini con quelle mani da robot non si sa ma lui fa tante cose che tanti non riescono neanche a immaginare, perciò), ecco, anche quando i disegnini non sono tangibili lui i disegnini li fa coi suoi pensieri. Perché non importa quanto astioso (oggi mi piace questo aggettivo) sia il concetto che deve spiegarti, quanto sgradevole (questo, invece, “piace”, a Seoeta) e complesso sia ciò che va fatto: lui sa metterci quell’incanto che solo chi è molto bravo può permettersi. (Se sono riuscita a far piacere la porporina a lui posso tutto)

Seoeta sta anche lavorando con me a una cosa che più speciale non c’è: i Porpocosi (ne abbiamo accennato nei commenti di un post ma per saperne di più non ti resta che restare nei paraggi.

Il suo sognetto

Newsletter, cose semi-serie e gioco… Ci voleva così poco!

La sua parola chiave

Porpocosi

 

Monica

Chi è

Tu la vedi e lo senti subito che c’è in lei qualcosa di dolce. Di, nel senso più completo del termine, materno. Lei che si occupa di E-Ducare, alla latina. Tira fuori dai bambini non solo ciò che sono ma anche ciò che vogliono essere. E non ha paaura di reinventarsi. Ogni volta che passa da Calamo lo fa con la saggezza di un’insegnante ma anche con la leggerezza di una bambina che viene a condividere i giochi. La vedi sempre lì, da quando ci siamo incrociate grazie a Sylvia, in prima linea, pronta a approfondire, a domandare, a partecipare. Perché se c’è una cosa che ho imparato è che chi più ama insegnare spesso più ama imparare. E per Monica questo assioma sicuramente vale.

Il suo sognetto

Di sognetti porporinati e calamodipendenze

La sua parola chiave

CogliCarta

 

Marco

Marco ha una cosa che quando ce l’hai si vede subito ma, paradossalmente, si vede ancora di più quando non ce l’hai: l’entusiasmo. Il suo entusiasmo lo percepisci anche a distanza. Mentre studia (e non studia solo nel senso più canonico del termine. Lui è un curioso.  Studia il mondo), mentre osserva, mentre scherza ma sa quando e cosa prendere sul serio. Lui, a Calamo, è il nostro “console” già di default perché, come recita anche la bio di Twitter, lui è bravo a consolare. L’entusiasmo è anche quella cosa che di fronte a un problema non è che il problema non glielo fa vedere. No di certo. Né il problema glielo risolve d’ufficio. Seeemagari. Ma gli permette di guardare più alle possibili soluzioni. Marco vede la scala, più che il muro.

il suo sognetto

AAA Sognetto cercasi

La sua parola chiave

Salvarsan

 

Emma

Emma non solo sta prendendo a piene mani dal lago su cui si specchia Calamo: Emma è essa stessa un lago. Quando la leggi cerchi di afferrare il più possibile come quando provi a trattenere tanta acqua tra le mani: la sua scrittura è pregna, le sue parole sono ricche eppure scivolano e dissetano. Quando scopri qualcosa in più su di lei senti con distinzione che la sua vita è come un lago ghiacciato su cui a un certo punto si è formata una crepa e lei è stata in grado di restare al tempo stesso quella che era eppure diventare ciò che è. E adesso? E adesso ha sete di passi. Com’è la sete di passi? Un’arsura dolce. Ha voglia di diventare sempre più simile all’idea che ha di se stessa e per questo non ha paura di guardare sotto le lastre di ghiaccio con cui la vita a volte ci pietrifica.

Il suo sognetto

Di sognetti e altre amenità magenta e porporina

La sua parola chiave

Avanguardia(na)

 

Il motivo in più

Perché nel prenotare la tua litbox dovresti al tempo stesso sostenere un aspirante satrapo? (A meno che voglia candidarti al ruolo tu stesso, certo!) Il motivo principale è… Devi votare per il Satrapo che con il suo sognetto e con il suo essere sé ti ha dato un motivo per farlo.

Perché Calamo, si sa, è una repubblica fondata sul sondaggesimo e sulla sovranità dei mostri di porporina magenta.

Ma c’è anche un’altra ragione: se usi una parola chiave vinci il 40% di sconto sul prezzo corrente della litbox. (Mi sembrava giusto dare una prova tangibile del fatto che l’unione fa la forza e cose così. Non mi piacciono le parole vuote, mi piacciono le parole piene. Come ceste. Piene di sorprese e caramelle.)

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23 pensieri su “Apolidi emotivi e moltiplicatori di sogni

  1. Tu… Tu devi smetterla di essere così TU!

    Dopo il “capitano tutto metallo e porporina” avevo già pronta la grafichetta per la t-shirt adatta all’occasione e avevo già messo da parte un titolo per un post di “deliziosa vendetta” a cotanta carineria.

    Ovviamente poi, ho parlato della proposta ai Porpocosi (che sto addestrando per non essere subito corrotti dalle parole dolci di Eudà) e loro hanno dato l’OK per proseguire… quindi prima poi, con la precisione di un raggio gamma o un tuono spaziale sparerò due righe dirette alla sala reale, e mirerò per bene alla corona brillante per mandare in tilt la tua testa regnante.

    Detto questo, visto che a quanto pare sono in ottimerrima compagnia, non posso che esser contento che in ogni caso, i Satrapi scelti saranno tutti in grado di farti felice ogni dì… e saranno anche lieti di farti tornare buona, nei momenti da piccola “Mercoledì”.

    1. Facciamo una magliettina anche con la scritta “smettila di brillare tanto” o qualcosa del genere?

      I Porpocosi hanno quel tipo di corruzione là nel DNA (sì, anche i Porpocosi hanno il DNA).

      E niente al “sparerò due righe dirette alla sala reale, e mirerò per bene alla corona brillante per mandare in tilt la tua testa regnante” il pluralis maiestatis si è sciolto E no, il caldo non c’entra!

  2. Sogni e sonetti. Che inseme fan sognetto, un sogno piccolo o un progetto. Io il Satrapo non lo posso fare, ci vuol mestiere che non ho. Ma un piccolo sogno che è un progetto ce l’ho. Come da tradizione calamista attiene alle vele e la mia parola è Gabbiere.
    Ecco vorrei fare per Calamo, e per la ciurma di calamisti, del vascello il Gabbiere.
    Se i Satrapi son un po’ i suoi primi ufficiali, il Gabbiere è là sui pennoni e sulla coffa, anche sotto la tempesta a gestir le vele e a scrutar l’orizzonte. Il Gabbiere è quello che grida “terra, terra” che è il massimo dei concetti che posso esprimere, non sarei all’altezza dei satrapi (ma uno lo sosterrò) però dalla coffa posso vedere la Capitana muoversi sulla tolda, dal castello di prua fino alla poppa, e posso avvisare di un pericolo lontano per cambiar rotta al tempo. Per far sentire un po’ anche la mia voce a chi comanda nel regno. Qualcuno mi sostiene la candidatura a Gabbiere? è poco sopra al mozzo ben meno del nostromo.

      1. Sicuramente gridando dalla coffa come ho fatto nel commento al post successivo. Poi diffondendo le parole di calamo ai 4 venti e in tutte le taverne di ogni porto nell’intento di rimpolpar la ciurma

  3. Dunque palesemente “candidata” e…dalla Regina in “carne e porpora”. Attendo fiduciosa ascoltando e sognando i sogni di altri e si… chi più ama insegnare spesso più ama imparare, grande e spassosa Mercoledì (ingegnoso Seoista).

    1. Monica ti pare che con l’occhio lungo che ho io mi perda gli ultimi gesti di anonimato di Monia? Sarà da qui a poco che farà un grande balzo in avanti e noi potremo dire “io c’ero” quando ancora era sconosciuta ai più.

  4. Scusate ma io in questo periodo non sto molto attenta alle bussole e i perso nelle lande del Regno porporinato.
    Però un’idea di chi sostenere l’ho da giorni. Non lo posso/devo dire qui vero? Lo invio alla Regina in busta chiusa sberluccicante?

    1. Ebbrava Sonia che capisce le cose anche quando si distrae!
      Nel nuovo post ho fatto un po’ di ordine e presto arriverà anche la newsletter Calametta a chiarirti le idee (ma, per ogni cosa, sai che sono sempre disponibile in privato per i miei mostri bellissimi)

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