Viola come scrivere a squarciagola

luccicanza, scrivere, scrittura, lettera, lettere

“Preso. Sei mio per il resto della giornata, della settimana, del mese, dell’anno, della vita. Hai capito chi sono? Io credo di sì. A volte mentre butti lo sguardo tra la folla sento che i tuoi occhi scuri e appassionati si fermano su di me. Perché hai paura di dirmi quello che provi?”

Lo senti? Ecco, è il rumore che fanno le cose quando diventano qualcosa eppure continuano a scorrere dentro cose che erano state pensate per lasciare scorrere altre cose. Brillantini. Sangue. Vene. Arterie. Prima. Dopo.

Quando sei diventato un brillantino invece di fare come ti avevano detto e restare un’eritrocito?

Tonaca intima

Ti ci senti in fondo protetto. Ti fa da fodera come se tu fossi la spada anche se tu a volte ti ritrovi a chiedertelo se sei davvero ancora una spada, se lo sei mai stato, se lo sei diventato, quando lo sei diventato. Se sai fare davvero tutte quelle cose che le spade dovrebbero saper fare, se sia più importante pensare di essere in grado di fare qualcosa o farla davvero. Sei una spada spezzata ma non come la giovinezza, ché la giovinezza non si spezza, si piega così tanto che ti sembra irrimediabilmente persa, si infila nelle fessure, apri il rubinetto della vasca da bagno e ce la ritrovi immersa, ma la giovinezza resta. Vive nella voglia che hai di sperimentare quanto sei una spada e che spada sei e questa voglia non ti abbandona mai. Bella cosa l’intimità, certo. Ma solo finché non somiglia solo a un modo per rimanere sempre un po’ più in qua (mentre “in là” ci sono gli altri, quelli che potrebbero ammirarti, amarti, apprezzarti, ma che ti ostini-ostinavi a mantenere distanti).

Sei un’aorta dissecata.

Crei falsi lumi per sprecare i tuoi flussi di energia.

Finché, un giorno, ti accendi.

Tonaca media

A un certo punto succede. Succede che sei nella terra di mezzo. E Tolkien non c’entra, anche se qualche lettore appassionato (di te, del tuo animo, di tutto ciò che hai tenuto, di tutto ciò che hai dato, di ciò che hai creato, di ciò che hai comunicato) potrebbe comunque salvarti dall’impasse. Da quando ho imparato cosa indica “impasse” nel bridge non posso fare a meno di pensarci. In pratica ci sei tu che stai giocando e quindi io ti immagino molto serio o molto sorridente e vuoi vincere. Tu quando giochi non vuoi vincere? Quando vuoi vincere, nel bridge come nella vita, difficilmente è qualcosa che riguarda solo te. Così nell’impasse del bridge  c’è tutta una cosa divertentocomplicata sul dare per scontato che un avversario abbia determinate carte, anzi, non “dare per scontato” ché sennò sembra presentuoso, sbagliato. Non nel dare per scontato, sì nel valutare, nell’immaginare, nel considerare, nel desiderare, nel rischiare.

Sei la partita che non vinci mai.

Definitivamente.

Perché ti piace cambiare le carte in tavola.

Continuamente.

E giocare.

Infinitamente.

Tonaca Avventizia

Questa è la tonaca a livello di cui sei adesso. Qui sta avvenendo il tuo avvento. Hai aspettato a lungo un avvenimento. Anzi, L’Avvenimento. Te lo immaginavi ritagliato dentro un giorno con tanto vento, un  giorno rosso e bianco, con il sole che brucia i bordi come papiri faidate e fotografie sviluppate male e gli occhi accecati e la vista esclusa e le inclusioni nucleari e le esplosioni nucleari e le atipie nucleari, a dirsi “mi guardi come si guarda il più bello dei mari“.

Per Calamo L’avvenimento è una scatola-dei-sogni/incubi/desideri/vaso-di-Pandora.

Cosa avrai se deciderai di squarciare il velo di Maya maggiàchecisei pure la tonaca avventizia?

Calamarty, la festa per i Calamisti, quelli veri, quelli più matti

Comprando questa litbox ti assicuri il posto al Calamarty e, ovviamente, anche un posto esclusivo nel Gran Consiglio che si occuperà di decidere quando/dove/come/perché.

Calamella, la consulenza personalizzata in 5 comode email

Hai un progetto. In fieri. Ancora in potenza. Hai un’idea. Hai un romanzo. Hai un geranio che fa i capricci (ok, magari non sono la persona più qualificata al mondo per parlare di gerani. Anche se l’espressione “sei fuori come un geranio”). Hai un dubbio. Hai una domanda per me. Hai voglia di chiedermi qualcosa. Qualsiasi cosa. (Lo ripeto sempre con molta enfasi ogni volta che lo dico: qualsiasi cosa). Con la litbox avrai la possibilità di scrivermi un’email assolutamente libera. In un botta e risposta in 5 fasi sono certa che da questo scambio nascerà qualcosa degno dei più bei mostri magente&porporina.

Disappunto, la newsletter differente, che fa sfogare la gente

Riceverai una newsletter stupidamente (sarebbe una migliore pubblicità dire “stupendamente”? Ah ok) unica: una newsletter che invece che invitarti a essere grato (per esempio per tutto lo zucchero del tuo cornetto di cui le formiche si sono potute ingozzare nascondendosi sotto il tuo letto) ti invita a dire cosa c’è che proprio è… Meh. Perché ciò che non va non va ignorato: va affrontato, analizzato e eliminato.

#Bookaniere, adotta un tentacolo anche tu

Ho sempre trovato interessante l’idea dei “bloopers”. Ecco, in qualche modo io voglio darvi del #Bookaniere anche ciò che delle creature del mare può far male, anche l’inchiostro che ti può accecare, le meduse che sono belle e trasparenti ma anche viscide e pruriginose, i ricci che sono belli e chiusi e si difendano e ti pungolano ma possono ferirti e farti sanguinare. Con questa litbox sarete ammessi nel meraviglioso mondo del “dietrolequinte”. Come un pass per un concerto. Che suonerò per voi.

Racconto inedito, quello che nessun altro leggerà (ma tu sì, sì, sì)

Ebbene sì, ci metterò anche un racconto. Vorrei dire “speciale” ma la parola speciale finisce il più delle volte col suonare supponente o, peggio ancora, banale. Perciò vi dirò che è speciale come sono speciale certi contenuti nei DVD. Una cosa strana e viva e pericolosa e magicosa (neologismo) che ho deciso di riservare a voi.

LeRegoleDell’Attrazione, alias “perché abbiamo bisogno di una lettera viola”

Ti scriverò una lettera. Con la mia grafia incomprensibile, con le mie lettere piccole, con le mie parole spezzate, con le mie o e le mie a in corsivo lasciate aperte, con le mie linee tracciate, a caso, sbagliate, con le mie frasi sottolineate. Una lettera diversa per ognuno. Una lettera scritta a mano solo per te.

Tutto questo durerà il tempo di un Avvento 

Fino al 30 giugno.

42 litbox disponibili (all’inizio dell’avventura erano 42, ora sono meno. Giorno 12 vi aggiornerò sul numero esatto)

91 sesterzi di riscatto.

Completi il form,

ricevi un’email con uno strano biglietto,

completi l’operazione (con precisione chirurgica),

ti godi la vertigine (con gioioso abbandono).

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...