Di come i lettori di un blog diventano un Noi e altri incanti

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Tu pensa svegliarti domattina, strofinarti gli occhi con le dita che si sporcano dei sogni che non sono riusciti a fuggire per tempo e sono rimasti sulle ciglia e mentre tu li strofini un po’ li esaudisci, come lampade inconsapevolmente magiche, un po’ li uccidi, pensa staccarti dal cuscino, staccarti dal buio degli occhi chiusi, serrati, come certe porte quando in quei certi posti dietro le porte ci vorresti andare, tu pensa svegliarti domattina e svegliarti davvero, almeno per una volta, svegliarti talmente tanto da prenderti pure l’enorme responsabilità di cambiare strada, se serve, di uscire di casa vestito un po’ leggero e un po’ pesante come chi non sa esattamente quali intemperie dovrà affrontare e imboccare un nuovo viale e proprio lì, dove la strada fa una curva stretta, lì all’incrocio, trovare qualcosa.

Non necessariamente qualcosa che eri certo di desiderare, ché quello che già si sa con precisione di volere forse forse bisognerebbe andare a prenderselo e basta, ma qualcosa che ti serviva. Qualcosa di cui avevi bisogno. Non sempre sappiamo di volere ciò di cui necessitiamo, non sempre ce ne accorgiamo, a volte neanche lo cerchiamo, poi lo troviamo e immediatamente sentiamo che è un pezzo del puzzle che ci mancava.

Stando alle email bellissime che mi avete inviato è successo un po’ questo coi libri ricevuti partecipando a #VoloDiCalibrì.

 

Cos’è #VoloDiCalibrì (in due parole o almeno ci tentiamo)? Dato che a Calamo continuano ad arrivare email carine carine di gente carina carina che ha capito in parte, in parte ha dei dubbi, ma che comunque è dispiaciuta per non aver potuto partecipare e mi chiede quando lo potrà fare vedrò di sintetizzare e spiegare: #VoloDiCalibrì è un gioco in cui i lettori del blog, anche-se-chiamarli-solo-lettori-è-davvero-riduttivo, si sono impegnati a regalare un libro, spedendolo per posta, e riceverne un altro, sempre nella propria cassetta delle lettere. Regalarlo a chi? A uno “sconosciuto”. Riceverlo da chi? Da un altro “sconosciuto” diverso dallo “sconosciuto” precedente. Ovviamente gli sconosciuti li ho abbinati io, unica detentrice degli indirizzi di tutti i partecipanti. Risultato? Nel cielo hanno iniziato a volare libri. All’inizio, magari, gli uccelli li guardavano con sospetto ma poi hanno capito che erano Calibrì, libri-farfalla con ali che non vedevano l’ora di essere usati, libri che erano stati liberati affinché potessero liberare qualcosa di magico e nascosto anche nel loro nuovo destinatario.

I Calamisti, perché-sì-i-miei-lettorimoltopiùchelettori-hanno-un-nome-tutto-loro, hanno superato ogni mia più rosea aspettativa. Si sono mandati bigliettini, qualcuno ha perfino mandato insieme alla busta col libro una foto di quando il libro era stato “catturato” prima che gli venisse dato un nuovo orizzonte verso cui librarsi (inception-calibrì), si sono scritti cose bellissime, sconosciuti (di vario ordine e grado) hanno indovinato i gusti del destinatario assegnato anche non indovinandoli, semplicemente dando qualcosa con la speranza che piacesse. E pensare che io per prima ho sempre sostenuto che regalare un libro sia una cosa estremamente difficile in quanto estremamente personale.

Questo gioco è stato affrontato in un modo stupefacente da tutte le persone con cui ho avuto l’onore di dar vita a questa piccola magia. Calamisti di lungo corso, vecchie glorie, certezze, mescolati a nuove leve, a nuovi arrivati pieni di entusiasmo che sono stati accolti come è giusto succeda in un regno che si rispetti. Sì, perché si fa un gran parlare di “come creare la community del tuo blog in 10 rapide mosse (e già che ci sei rifare pure l’orlo ai pantaloni)” ma la verità è che certe volte succede qualcosa di più. Qualcosa di ancora più incantevole e importante.

I libri si sono rivelati pezzi di puzzle che spesso chi li ha ricevuti non sapeva neanche gli mancassero ma una volta che li ha ricevuti ha sentito che dopo averli avuti niente sarebbe stato uguale a prima. Ma anche chi i libri li ha ricevuti e inviati, perfino chi non ha fatto in tempo a farlo ma ora mi scrive e mi chiede e si interessa e pure chi non ne sapeva niente ma magari adesso sta leggendo questo post, ecco, anche tutte queste persone, sì proprio loro, si sono rivelati pezzi di un puzzle che forse sapevo di voler completare ma di cui forse non intuivo ancora bene il disegno: tu, Calamista, sì proprio tu che ora sei qui ma ci sei stato anche prima o comunque, se non ci sei stato, d’ora in poi ci sarai (perché vuoi esserci), proprio tu che forse a volte non sai esattamente verso cosa stai volando ma continui a volare, proprio tu che forse neanche sapevi di avere ali così forti e non ti eri mai chiesto cosa fossero davvero in grado di fare, proprio tu che sei tu e non solo non potresti essere nessun altro ma neanche vuoi… Tu sei un pezzo fondamentale di questo puzzle che sta andando delineandosi. E non è un puzzle fatto di meri lettori, di condivisori opportunisti e acritici, di comparse.

Il puzzle che io e te stiamo creando insieme è un puzzle dove c’è il cielo per far volare i libri e la terra per farli atterrare e finestre per raffreddare torte che poi cadono e combinano disastri (perché in fondo i disastri un po’ ci piacciono e ci piace aver qualcosa da aggiustare e ci piace preoccuparci, basta che non sia troppa la preoccupazione, e ci piace metterci alla prova per dare una svolta a una situazione) e in questo puzzle c’è il mare, ché il mare ha sempre un sacco di cose da dire a chi lo vuole ascoltare e ci sono io che ogni giorno imparo qualcosa di nuovo da te.

I Calamisti, in questo progetto (che è parte di un progetto più grande, del progetto che siamo Noi, e giorno dopo giorno ce ne stiamo accorgendo sempre meglio) mi hanno insegnato davvero un sacco di cose:

  • Come un gatto può insegnare a una gabbianella a volare così un essere umano può insegnare a volare a un libro.
  • Essere Calamisti dà una tessera VIP del club del buongusto (altrimenti non si spiegherebbe come avete fatto a essere così bravi, così bravi che i titoli di cui mi avete raccontati me li sono pure segnati).
  • La capacità di stupirsi va a braccetto con quella di stupire e vanno preservate sempre, a tutti i costi.
  • Non importa quanto proverai a fare dei pronostici su qualcosa. Quel qualcosa finirà comunque, equivivolevo, per stupirti. In questo caso speravo il gioco vi sarebbe piaciuto. Ma mi avete stupito davvero tanto. Ovviamente in bene, ma si sa che io sono una regina molto fortunata.
  • Bisogna dare fiducia ai propri lettori (per chi ha dei lettori. O ai proprio Calamisti per chi ha dei Calamisti. Che sono un’altra cosa).
  • Avete tutti una grafia più bella della mia. Sì, l’ho visto dai bigliettini che avete fotografato. Ma vi sembra carino nei miei confronti?
  • Quando qualcosa cresce spontaneamente occorre essere pronti a travasarla (no, non travisarla) prontamente.
  • E non solo essere pronti ma anche averne il coraggio.
  • Perché sì, bisogna essere coraggiosi. Sono collegate la fiducia e l’audacia. Fidarsi degli abitanti del proprio regno significa trovare più facilmente il coraggio di fare dei passi avanti. Perché se ti fidi delle persone che si fidano di te sai che, proprio in virtù della fiducia che nutrite reciprocamente, i passi falsi sono concessi, accettati, capiti.
  • A non essere invece accettabili sono i passi-zero. Costringere il tuo gruppo a rimanere bloccato, non permettergli di crescere, non consentirgli di evolversi, è tra le cose più controproducenti che si possano fare.
  • Bisogna dare il giusto valore alle parole delle persone che ti seguono e ti dimostrano, coi fatti, che ti apprezzano (e qualche volta ti vogliono proprio pure bene). Non sempre il giudizio di un sovrano, per quanto illuminato, è il migliore. Anzi. Per questo qui nel regno di Calamo abbiamo un sacco di agorà (siamo un regno in espansione, per questo sto seriamente pensando di nominare dei satrapi). Ci piace un sacco parlare, confrontarci. Ecco, se il regno ti chiede qualcosa, tu a un certo punto devi mettere da parte i tuoi dubbi, le tue incertezze, i tuoi timori. #VoloDiCalibrì , col suo successo genuino e trasognato, mi ha fatto capire, tra le tante cose, proprio che è arrivato il momento di dare ai Calamisti ciò che i Calamisti vogliono.
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10 pensieri su “Di come i lettori di un blog diventano un Noi e altri incanti

    1. Quanto è quotato, nel termometro del desiderio, un Calamarty?
      No, perché io vi ricordo che qualche post fa ho sottoposto alla vostra attenzione un sondaggio molto importante e carino (grazie ai piccoli teschi).

  1. Finalmente alcolici, dolcetti, casino e… okok, anche libri (sennò la padrona di casa chi se la sente XD).

    In tutto questo, vorrei aggiungere che io sono ad un buon punto del mio e che se pure non posso (ahimè) dedicargli troppo tempo, mi piace comunque tornare la sera a casa e sapere che se riesco a mettere da parte un briciolo di sanità mentale (no, non la uso solo per GDR e cazzeggi nerd) posso mettermi almeno un pochino a leggere (cominciando da qualche pagina più indietro per riallacciare il discorso) il libro che è volato fino alla base segreta nella montagna (forse era per questo che non la trovava facilmente) facendo felici me e quello grosso con le cornette gialle.

    Quindi io aspetto fiducioso l’annuncio del nuovo CalaEditto e vediamo che accade.

    Nel frattempo specifico alle poste, solo alle poste che quella grotta lì senza la cassetta col nome ma solo la foto di Goldrake è la porta di casa.

    😀 ❤

    1. Ti sento carico.
      Cosa farebbe una regina lungimirante e colma di buoni sentimenti?
      Coltiverebbe questo entusiasmo, immagino.
      Ma io voglio rischiare la fortuna: sai che mi sa che nel sondaggio che ho citato rispondendo a Marco poco fa… Abbia vinto Google PLUS (mi sembra superfluo specificare che nel regno di Calamo lo pronunciamo alla latina)?

      1. Ma magari ricordo male o qualche antinfiammatoriononsteroideo degli avversari di G+ è passato di qui e ha cambiato le carte in tavole…
        Chi può dirlo!

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