Le idee ti fanno male se le attui senza stile

water tumblr_m8r6i15Gfp1rdt98to1_500

Sono in questo negozio enorme dove c’è tanto di tutto. Ci sono tanti oggetti e tante persone e in certi angoli gli oggetti si muovono più in fretta e pure con più grazie delle persone che trattano gli oggetti da oggetti ma che chissà se se lo chiedono mai come sono trattate dagli oggetti.

Devo comprare un paio di scarpe ma sono indecisa su quale numero prendere e allora li prendo entrambi perché non è che proprio sempre sempre bisogna scegliere nel senso di rinunciare, a volte magari si può pure scegliere nel senso di alzare gli occhi e prendere tutto.

Alzi gli occhi è capisci che il limite è addirittura ben oltre rispetto all’orizzonte.

Esco e nel dubbio prendo la scarpa destra di un numero e la sinistra di un altro. Perché vogliamo tutto, appunto, così a volte ci ritroviamo con due piedi in due scarpe (versione riveduta) e il problema è che non sempre a ogni passo riusciamo a sfruttare al meglio entrambe, le scarpe.

Queste scarpe, poi, sono pure complicate. Provo a metterle e fatico a infilarle e bisogna allacciarle e il laccio è difficile da fare e perdo tempo e non ho tempo perché già sono in ritardo. Anche se in qualche modo ho scelto di esserlo. Ma da quando qualcosa diventa semplice solo perché è la nostra scelta? Non lo diventa.

Ma anche quello che non è semplice affatto può essere incantevole.

E di cose incantevoli qui ce n’è a pacchi. Scarpe e scarpe piene dei vostri passi, Calamisti. I passi che vi hanno portato fino a qui, certo, ma anche e soprattutto i passi in avanti che questo posto ha fatto grazie a voi, i passi che abbiamo fatto insieme.

C’è del magico nel Regno di Calamo.

E è il momento di tirare fuori le vostre bacchette magiche e di fare tutti insieme nuovi, stupefacenti, passi avanti.

L’ultima magia che siete stati in grado di fare? Far diventare dei librì degli uccelli di carta, inchiostro e aria di novità. I Calibrì stanno arrivando, pian piano, ma anche nell’attesa avete trovato della magia. Mi state riempiendo di email alcuni con foto dei libri che avete ricevuto, alcuni con racconti di come vi siete sentiti nell’inviare e nel ricevere, altri con entrambe le cose. Raramente una pioggia di email è stata così gradita.

Come ben sapete, piccoli grandi mostri (sempre alla latina) di voglia di meravigliarsi e porporina, qui ogni decisione importante non la prende mai da sola la regina. Così ci sono i “post aperti” e all’ultimo sondaggio vi siete espressi in modo cristallino: volete il Calamarty.

(Per i neofiti, Calamarty: notte di San Lorenzo in versione carne&ossa&porporina. Creature mitologiche dette “Calamisti” si riuniscono e scintillano insieme.)

Così io ho pensato a come dovrebbe essere composto il bagaglio (a mano, perché ci piace essere leggeri anche se mai superficiali) del Calamista perfetto.

In questi mesi avete partecipato con entusiasmo ai sondaggi (l’unica cosa che non avete ancora deciso è se per il Calamarty preferireste un caffè insieme o un intero weekend) e tutto questo entusiasmo è stato come una lampadina sotto cui metti un uovo di cuculo caduto dal nido.

Sono nate delle idee.

Ma voi siete di ogni idea fonte e foce, quindi c’è bisogno di voi.

Istruzioni per l’uso (sono importanti, giuro!)

Cosa serve facciate? C’è bisogno che voi leggiate con attenzione i paragrafi che seguiranno. Alla fine di ogni paragrafo/idea dovete segnare su un foglio/nella vostra memoria/sul dorso della vostra mano/sulla scrivania/nell’azzurro del cielo come le leggi del cuore secondo Antigone quante “stelle” assegnereste all’idea espressa nel paragrafo. Le stelle, naturalmente, vanno da 0 (sì, perché qui c’è la libertà di pensare pure che un’idea ti fa sinceramente schifo) a 5. Questo passaggio è molto importante e alla fine dei vari paragrafi spiegherò perché.

La newsletter che ha commosso il webbbb

Per prima cosa c’è da chiarire una cosa: non sarà/sarebbe una newsletter. E al massimo farebbe piangere qualche unicorno con la congiuntivite.

Ma passiamo a cos’è. Ve li ricordate i 100 giorni prima della maturità? (Se hai meno di 19 anni chiedi a mamma e papà). Ecco, non cambiava niente, fondamentalmente. Non è che il fatto che mancassero 101 giorni o 99 facesse poi tanta differenza. Eppure sì, un po’ la faceva. Così ho pensato e ripensato e a furia di accarezzarvi, cari Calamisti, e riempirmi le mani di porporina nel toccarvi, sbrilluccicosi come siete, ho capito come mi piacerebbe fare con voi questo gioco.

Mesi fa ne abbiamo parlato come di “Calendario Magnonico” e avete fatto la ola con i giorni della settimana (parentesi: nel regno di Calamo verrà istituito il giorno tra sabato e domenica, fidatevi).

Immagina di ricevere ogni giorno per 100 giorni un’email. Ma non un’email qualsiasi, che si fa presto a dire “email”. Un’email che ogni giorno si concentra su una parte del corpo e ti dà uno spunto (scandalosamente Calamoso, certo) su come “allenare” proprio quella parte.

Una grammatica del Calamista, un sussidiario della Calamosità, un abecedario della sbrilluccicosità, il ginnasio del cursus honorum per ricoprire le più alte cariche del regno di Calamo, un viaggio di luci e ombre come l’anatomia di Rembrandt, un percorso che ti toglie la pelle (quella vecchia) che ti rimonta e che ti consegna nuovo di zecca alla tua meta.

 

Dis-appunti e quaderni “curativi”

Il quaderno del disappunto, ormai, è diventato un protagonista fisso in molte email che mi mandate. Perché ok la gratitudine, ok i fiori rosa e fiori di pesco, ok la meraviglia e lo stupore però la parola gratitudine fa anche pensare alle grate e i fiori spesso hanno le spine e anche le criniere degli unicorni hanno i loro nodi.

Il quaderno del disappunto sarà per voi quello che nessun altro quaderno (ma solo il diario delle superiori, quello con le scritte col bianchetto, al massimo) è mai stato per voi: una valvola di sfogo che, nel farvi sfogare, contribuirà a mandare in circolo nuova linfa.

Perché c’è una profondissima differenza tra sfogarsi e poi prendere e andare avanti e piangersi addosso. E io so che voi questa differenza la conoscete bene.

Ci saranno perciò 100 pagine (i 100 giorni ritornano, stavolta non per fare qualcosa ma per liberarsi di qualcosa. Perché il bagaglio perfetto passa necessariamente anche dal decidere cosa lasciare a casa). In ogni pagina un disturbo, una condizione patologica, un morbo, una malattia. Trattate “letterariamente”. Come spunto per purgarvi dai mali che vi affannano. E liberare spazio utile per altro.

Un manuale diagnostico di incertezze e insoddisfazioni, una quiete sempre accesa dove buttare e lasciare bruciare paure e esitazioni, una purga emotiva, una catarsi a colpi di semeiotica e letteratura, un’occasione per conoscersi, un’occasione per riconoscersi, un’occasione per capire come farsi conoscere (e nel modo migliore), una terapia d’urto, un placebo e una panacea.

 

Un racconto… Interattivo

In principio furono 18 fortunati (?) lettori ad accaparrarsi 18 copie del primo racconto: Caffè Istantaneo. Come ci riuscirono? Tempestività, audacia, genuino interesse. Scrissero dei messaggi bellissimi, offrirono beni materiali e immateriali. E ora il momento di dirlo è arrivato: tutte le offerte sono state lasciate al mittente con l’invito di impiegarle per diffondere felicità. Perché quel film triste eppure delizioso con come protagonista il bambino-del-sesto-senso un po’ ci ha rovinato, si sa.

E poi? Poi vi ho chiesto quale dei racconti in cantiere avreste preferito leggere e ha vinto lui, Caffè Espresso.

Quindi Caffè Espresso sarà.

Ma, c’è un ma, e il ma sta tutto nella modalità.

Questo racconto mi piacerebbe fosse interattivo.

La prima mattina, quindi, riceverete/ricevereste una cartella di racconto e alla fine la possibilità di fare una scelta tra due possibili opzioni. Ogni destinatario del racconto farà la sua scelta e la scelta più scelta deciderà le sorti del racconto.

Come continuerà il racconto, quindi?

Ogni mattina, sarete voi a deciderlo.

Perché ogni giorno per 30 giorni avrete una cartella di racconto e una decisione da prendere tra due alternative.

Non solo lettori, quindi, non solo fruitori di un mondo creato apposta per voi. Ma anche artefici, squarciatori ufficialmente autorizzati a squarciare il cielo di carta.

Un racconto interattivo, un racconto che ogni giorno prende forma grazie alle vostre scelte, un racconto che diventa sempre più quello che è destinato a essere perché voi lettori decidete come continuarlo, 30 giorni di Sliding Doors sotto i vostri occhi al tempo stesso increduli e affamati del continuo, una storia plasmata dalle preferenze di chi le legge, personaggi sempre sull’orlo di un baratro, perché, se è vero che può bastare solo un attimo per rivoluzionare del tutto la propria vita, per rivoluzionare la vita di un racconto basta un attimo e una vostra scelta.

La cosa più dolce

La cosa più dolce è questa: ciò che sceglierete di volere verrà infilato in Amigdala, la prima litbox, e Amigdala sarà per voi ciò che Virgilio fu per Dante.

Amigdala varrà infatti come prenotazione per il Calamarty. Avete presente le prevendite delle serate danzanti (ché dire “in discoteca” fa troppo post-adolescenti)? Ecco. In questo modo il Calamarty avrà un gran beneficio: si inizierà a delineare chi Vuole un posto nel Calamarty e nel delineare chi vuole essere a tutti i costi un partecipante si delineerà meglio anche l’organizzazione stessa del Calamarty.

Sì, perché il numero di possessori di Amigdala determinerà il numero di ammessi al Calamarty: una volta distribuite le varie Amigdala, quindi, potrà inserirsi qualcuno di nuovo soltanto qualora un Calamista Amigdala-munito fosse costretto a rinunciare. E sempre solo a discrezione della redazione. Quindi possiamo dirlo a voce alta (ma non troppo alta che poi gli unicorni si imbizzarriscono): se una cosa è tanto più reale quanto più ci si impegna a delineare la strada per arrivarci...Il Calamarty sta finalmente diventando Reale (anche nel senso di regale, certo).

La parola a voi

Vi ricordate che vi ho detto di stellinare ogni paragrafo? Ecco, è arrivato il momento di dare il vostro voto (sì, è possibile dare il voto a più opzioni) solo a ciò a cui avete assegnato 3, 4 o 5 stelle.

Perché vi dico questo? Perché qui non ci importa del detto “l’ottimo è nemico del bene”. Qui vogliamo il meglio o niente.

Come al solito saranno i vostri voti a fare la differenza.

Aspetta! Non ho finito!

Parlando con alcuni Calamisti STUPENDI è sorta un’importante necessità: quella di un luogo in cui dar fondo alle chiacchiere e aggiornarci e, in una parola, creare.

Insomma, Calamo ha bisogno di un’Agorà.

Tu cosa consigli?

Hai qualcosa in mente?

Metto ai voti alcune opzioni che ci sono venute in mente.

 

Annunci

13 pensieri su “Le idee ti fanno male se le attui senza stile

  1. L’idea di un racconto interattivo è affascinante, intrigante e una bella sfida per la regina di Calamo, magari non giornaliero: potrebbe risultare troppo impegnativo da gestire e soprattutto potrebbe affranti quei lettori che per un motivo o per l’altro comunicassero la propria scelta in ritardo. Non vedo perché escludere un quaderno del disappunto, che rappresenta un ottimo esercizio e stimolo per la creatività.

    Ps: un Calamarty è un’evento che dovrebbe avere una portata mondiale. Rende tangibile Calamo e la sua regina. Non sono cose di tutti i giorni, quindi ben vengano l’esclusività e i posti limitati.

    1. “Mony from the Calamo” in pratica. Io e i Calamisti ce ne andremo in giro a inseguire le ore di luce!
      Quanto al racconto, sì, ogni giorno è un ritmo troppo serrato.
      Infatti nel prossimo post approfondiremo il da farsi e i Calamisti saranno chiamati a prendere delle decisioni importanti.

      1. tutte le volte che veniamo chiamati a prendere decisioni io mi trovo con cose in più che “dovrei mettere in pratica”… -.-

        Come faccio a rimanere Pigro così?! Non posso mica cambiar nome! 0.0

  2. Quoto in pieno l’analisi di Andrea. Pur affscinata dal racconto inter-attivo mi chiedo quanto riuscirei ad attivarmi con una frequenza giornaliera.
    Il disappunto mi sembra più praticabile 😉

    1. Sì, riflettendo dopo il post ho pensato io stessa al fatto che ogni giorno è improponibile fosse anche solo per la difficoltà di raccogliere e dosare le varie risposte! Perciò non posso che essere consenta che una calamista come te pensi questa cosa!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...