I cuoricini: Twitter non è un uccello per diabetici (#TeamStellina)

twitter cuoricini

Come quando la ragazza in quel film, sì, quella con gli occhiali spessi e i capelli legati e quell’abbigliamento un po’ così, sì, proprio quella lì, a un certo punto del film si toglie gli occhiali, si scioglie i capelli e diventa tale e quale a quella che all’inizio del film ti hanno portato a odiare. A quell’altra. Quella a cui non sarebbe dovuto essere un obiettivo finire con l’assomigliare. Alla fine, pure nelle migliori famiglie, può finire come in una banale commedia americana: ingoiamo bocconi amari con calici pieni di volemose bene che è un vino scadente, lo so io, lo sai tu mangiando idee originali come le fettuccine Alfredo.

Twitter, ti amo, ma non mi piaci più.

Attenzione, la lettura delle righe che seguono è sconsigliata a:

  • Kappisti anonimi ke ci sn e c fnn
  • Astronomi gelosi delle loro stelle
  • Aspiranti starlette che lovvano cose e leggono l’oroscopo sbagliando segno
  • Incomprensibili sostenitori del malefico cuoricino che ha sostituito la stellina dopo un’onorata carriera. Soprattutto voi, sì, parlo propio con voi. Mi avete diluso.

Sull’ontogenesi della cuoricinosità e altre storie

Hai presente quella roba che hai nel petto che quel giorno che dovevi assolutamente prendere quel bus e ti sei messo a correre e correre a modo suo ti ha aiutato pur battendo i denti peggio di un esemplare di essere umano freddoloso in pieno inverno? Quella cosa grande come un pugno che qualche volta sembra farti un brutto scherzo o uno scherzo bello perché magari se dici “ho perso un battito” o “ho il batticuore” è perché stai respirando bellezza e proprio quella cosa, quella cosa che è il tuo cuore, te la sta pompando in circolo così che la bellezza possa andarsene a spasso dentro di te.

Il cuore, prima di azionarsi, sta messo così: fuori ci sono le margherite che sorridono e il sole che splende, perché l’esterno è caricato positivamente mentre dentro no, dentro ancora ci sono le persiane chiuse, la luce non filtra, l’interno è caricato negativamente. Tutto cambia nel momento in cui il cuore si accende: accendere il cuore è far uscire fuori il negativo e fare spazio al positivo.

E allora che vuoi? Di che ti lamenti? Perché dici che dobbiamo arruolarci nel #TeamStellina vestiti come un gruppo sgarruppato di guerriere Sailor? Semplice: perché non tutto ciò che decidiamo di aggiungere ai preferiti deve automaticamente piacerci. Non in quel senso.

#TeamStellina: ecco perché

Posso dirti che brilli nel tuo lavoro, che quando passi tu, con la tua personalità, lasci la scia come una cometa, che sei un astro nascente del tuo settore, che se saprai coltivarla non sarai mai una meteora nella tua passione, che per adesso sei una nana bianca (che è già di per sé un buon risultato) ma che sono certo diventerai una gigante rossa, mettendoci il giusto impegno. Posso dirti che mi sentivo smarrito ma poi tu hai scritto un tweet e quel tweet mi ha dato a modo suo un’indicazione importante. Come farebbe la stella polare. Posso dirti che i tuoi contenuti per me sono scritti con maestria da cinque stelle. Posso dirti che le tue parole mi hanno abbagliato. Che magari non sempre è un bene, non sempre è esattamente piacevole, ma mi hanno colpito. Posso dirti che su questa cosa qui che hai postato voglio vederci chiaro, come quando la notte prima sembra tutta nera ma poi inizi a vedere le stelle e tutto sembra un po’ più semplice. Posso usare la stellina come un nodo al fazzoletto. Del resto ai marinai sono sempre piaciute le stelle. Posso apprezzare la sagacia splendente del tuo tweet. Anche se magari non è una cosa di cui direi “mi piace”. Non canonicamente. E invece.

Un cuoricino per ghermirli e nel buio incatenarli

Volevo proprio dirtelo. Mi piaci. Ti leggo perché mi piaci. A prescindere da ciò che scrivi. E allora ti metto lì un cuoricino che, dàì, non è come se ti ammiccassi sulla metropolitana? Un cuoricino is the new “dammi un mojito per restare”. Ti metto un cuoricino perché non ho il tempo di iniziare una lotta all’ultimo sangue al “sei bella. Ah perché tu? No sei più bella tu. Ma che dici sei bellissima! Tu stupenda!”. Un cuoricino come livella. Un cuoricino per domarli, perché vuoi mettere quell’ammasso di rosso come due pesci rossi che si baciano? Sembra una chiazza di marmellata spalmata sul pane duro e bruciacchiato del sentimentalismo da microonde. Così, con un cuoricino, posso dirti che se vai avanti è solo perché stai simpatico. O sai fare molto bene il simpatico con tutti. Posso dirti soltanto che ciò che hai scritto, semplicemente, mi piace. Perché in fondo lo sapeva bene Orwell quant’è vero che per far sparire il concetto basta far sparire innanzitutto la parola. Mi togli le sfumature. Perché preferisci io viva in un salotto in bianco e nero. Perché se siamo tutti in bianco e nero non importa come ci disponiamo. Al massimo possiamo sembrare un dalmata o una scacchiera.

Ma se siamo colorati come si fa a decidere a priori cosa possiamo dire di provare (e quindi, di riflesso, provare)

(E intanto su Twitter la lotta continua!)

 

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18 pensieri su “I cuoricini: Twitter non è un uccello per diabetici (#TeamStellina)

  1. L’ha ribloggato su trafantasiapensieroazionee ha commentato:
    Con sgomento l’era dei “cuoricini” è approdata anche su Twitter; vi posto il succoso post dell’amica di tweet Monia Papa e…lo avrete già capito faccio parte del #TeamStellina. Notate bene che dal cellulare pare ancora che possiate mettere la preferenza con le “stars” in realtà lo schermo del pc vi darà conferma che tutto è diventato cuore…tutto si trasforma, e mi sta anche bene. Ma resto #stellina.

  2. Io adoro Tolkien (ho anche l’anello e un vocabolario di Uruk-hai da ricostruire insomma) e questa piccola citazione nerd mi piace talmente ASSAI cara che rincalzo la dose con uno che di stelle se ne intendeva così tanto che, nella sua stupenda commedia, nell’ultimo verso dell’inferno, dopo una attraversata della “natural burella” uscì con Virgilio a riveder loro, mica i Cuori!

    #teamstellina rules \m/
    (cornette metallare up)

    1. ora che ci penso Seo-Pigro, ma Jack avrebbe potuto scrivere “il vagabondo dei cuori?” E altri (nostre vecchie conoscenze) avrebbero potuto cantare “..tra i cuori sprinta e vaaa” … Dai improponibile.

  3. E poi Arriva lui che cita due cose che mi piacciono una più dell’altra!

    Senza contare che una delle due è Nerd!
    Questa è l’ora dei biscotti fatti in casa e di un cognac per gongolarmi della cosa.

    Dovrei concludere con “love”, ma per l’occasione dico STAR.

  4. Perché ‘segui il tuo cuore’ e segui la tua stella hanno un significato completamente diverso, io non cestino il cuore ma voglio seguire una stella perché in questo c’è il cuore ma molto di più.

  5. Il cuore fa persino “puff” quando ci clicchi su.
    La scopiazzata arriva da Tumblr per il cuore e da Facebook per il “mi piace”.
    Per il resto credo che il problema di Twitter ormai sia chi lo popola: per la maggior parte ci sono i brand e persone che fanno personal branding.
    Non ci sono più “solo persone” e mi sembra per la maggior parte del tempo di incrociare il blog, il professionista e mai la persona che ci sta dietro.
    E, da brava sostenitrice di Twitter, sono tornata a Facebook con più soddisfazione!

    1. Mia cara Alessia il tuo commento è ricco di spunti.
      Mi viene quasi da dire che almeno i cuoricini a qualcosa sono serviti: a fare riflessioni di questo tipo.
      Perché un pensiero come <> merita di venire alla luce.
      Ben vengano cambiamenti di questo tipo se sono motivi occasionali per parlare di cose così!
      (Ma ora ridateci le stelline)

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