Perché stai sbagliando tutto (ma puoi rimediare)

sto sbagliando tutto

C’è un momento nella vita di ognuno di noi in cui non è chiaro se stiamo andando più giù, cadendo più in basso o se stiamo riemergendo.

Le cattive notizie

Sai quando nei film chiedono sempre se si vuole sentire prima la notizia buona o quella cattiva? Io preferirei avere prima quella cattiva. Siccome tratto te che mi leggi come piacerebbe a me per prima essere trattata ecco le brutte notizie:

  1. Prendiamo spesso decisioni sbagliate sulla base di dati incompleti e sull’onda di emozioni precarie.
  2. A volte proviamo a liberarci da qualcosa senza accorgerci che il rimedio a cui abbiamo pensato è peggio del male.
  3. Ci capita di impegnarci così ardentemente ad apparire qualcuno che ci dimentichiamo del qualcuno che siamo.
  4. Se c’è chi non si vergogna a pretendere per nessun merito c’è chi si imbarazza a ricevere ciò che merita.
  5. Talvolta ci affanniamo per circondarci di piante lussureggianti cariche di frutti bellissimi. Ma non commestibili.
  6. Non sappiamo di preciso ciò che siamo finché non lo diventiamo ma non lo diventeremo mai se non ci impegnamo.
  7. Qualsiasi cosa vorremmo fare, adesso, potremmo farla, un giorno, meglio. Ma non sarebbe lo stesso.
  8. Pensiamo di ammazzare il tempo con passatempi che non ci piacciono, ascoltando brutta musica, leggendo libri brutti, guardando brutti film. Ma è il tempo che amazza noi così.
  9. Abbiamo paura di mostrare ciò che siamo quando invece è proprio ciò che siamo l’unica cosa che abbiamo.
  10. Capiamo il simile, ci attrae l’opposto, poi sia col simile che con l’opposto dobbiamo scendere a patti.
  11. Siamo fatti al 70% di occasioni sprecate.
  12. Anche “gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia.
  13. Le cose belle finiscono.
  14. Anche una volta divenuti pienamente noi stessi dobbiamo fare i conti con l’assenso o il dissenso che suscitiamo negli altri e prima ancora trovare il coraggio di porci di fronte a questo “giudizio”.
  15. Siamo capaci di fare un mucchio di cose inutili pur di rimandare ciò che servirebbe.
  16. Non è vero che tutti sappiamo e possiamo far tutto.
  17. Riconosciamo meglio la gioia per contrasto.
  18. Un perfezionista ha molte più probabilità di perdere una possibilità che guadagnare migliorie.
  19. Quando decidiamo che siamo o non siamo qualcosa succede che neanche i fatti che ci smentiscono riescano a convincerci del contrario.
  20. Non ci piacciono le cattive notizie ma continuiamo e continueremo a darle e a riceverle.
Le buone notizie
  1. Si possono sempre prendere decisioni, anche piccole, diverse dalla decisione iniziale per allontanarci da essa.
  2. A volte continuiamo a tenerci in gabbia da soli ma la chiave non c’era già più da un po’. Allora è questione di scegliere di uscire e andarsi a fare un giro.
  3. Siamo così sovraesposti che a volte è proprio negli scatti meno riusciti che volontariamente o involontariamente offriamo di noi che davvero traspariamo.
  4. Qualche volta basta anche solo chiedere a chi ciò che facciamo dovrebbe piacere se gli piace per iniziare a disegnare un percorso diverso.
  5. Ci capita di scoprire che la dieta che abbiamo fatto finora non ci soddisfa più. E di avere fame di altre cose. O magari sempre delle stesse cose ma servite in modi diversi.
  6. Sappiamo, in piccola parte, ciò che siamo istintivamente. Poi più impariamo a osservare, dentro e intorno a noi, più ri-emergiamo.
  7. Abbiamo creato i giorni per darci a ogni alba la possibilità di ricominciare.
  8. Il tempo può diventare il nostro migliore amico. Basta farcelo amico.
  9. Ciò che siamo trova sempre il modo di venire a galla, prima o poi.
  10. Possiamo essere fatti di contraddizioni ma rimanere coerenti.
  11. Siamo fatti al 70% di occasioni. E basta. In che categoria di occasioni farle rientrare è in buona parte nelle nostre mani.
  12. Solo l’uomo, quando guarisce, “ride”.
  13. Finiscono anche le cose brutte.
  14. Alle persone non importa poi così tanto di noi. Se a qualcuno piace ciò che siamo e ciò che facciamo quel qualcuno ci resterà accanto. Altrimenti cercherà semplicemente qualcuno che gli piace di più. Non è un dramma.
  15. Quando finalmente ci decidiamo a fare quello che dovremmo capita che i risultati ci sorprendano.
  16. È vero che tutti possiamo trovare il modo migliore per fare ciò che sappiamo e possiamo fare.
  17.  Ma quando c’è la gioia, in fondo, riconoscerla chiaramente passa in secondo piano.
  18. Anche i perfezionisti imparano a rilassarsi. Qualche volta.
  19. La nostra natura a volte riesce a vincere nonostante noi stessi le mettiamo i bastoni tra le ruote.
  20. Ci sono anche le buone notizie. Soprattutto quando facciamo il possibile perché arrivino.
Notizie in attesa di giudizio
  1. Ieri i 18 calamisti fortunati (?) hanno ricevuto il racconto Caffè istantaneo.
  2. Il bello di questa iniziativa, oltre allo scrivere in sé e per sé, certo, è stato vedere l’interesse e l’inventiva di quelli che ho definito i miei “18 arcobaleni”. So che dalle loro offerte per il racconto sono nate e nasceranno cose magnifiche. E noi saremo qui a vederle, no?
  3. In questi 19 mesi di vita Calamo Scrittorio ha avuto l’onore di attirare tanta bellezza. Hai tenuto ben in mente l’idea delle litbox? Ce ne saranno due versioni. Due versioni cumulabili, certo. Perché una versione sarà riservata a chi vuole leggere. Una a chi vuole scrivere. Ma mentre è possibile voler leggere senza voler scrivere si può  voler scrivere senza voler leggere? No, direi di no.
  4. Quindi se sei un artista e pensi di avere qualcosa di bello da offrire a quei mangiacarta dei calamisti… Fatti avanti.
  5. Se tu fai parte di quel gruppo di matti da legare dei calamisti lo sai bene: a me piace un sacco parlare con le persone. Mi piacciono proprio le persone. Così mi ritrovo con un pollice in fibrillazione sul cellulare per rispondere all’ultima email dolce et carina et allarmata et con occhionidaBambi mettendoci tutto l’impegno che posso mentre con l’altra mano controllo su un ECG che sto studiando l’onda P. Un bene? Un male? Un fatto.
  6. Per questo mi è venuto in mente di mettere in incubatrice le Calamelle. Che sembrano caramelle ma sono più pillole. Come le vitamine che si danno ai bambini che per farle prendere ai bambini hanno le forme degli animali. Saranno piccole dosi di variegato supporto da richiedere per necessità o diletto.
  7. Ottobre ve l’avevo detto che era il mese dei nuovi inizi, giusto? Ottobre come un capodanno bis. Quello in cui veramente si inizia a fare qualcosa per intenderci. Ma ottobre è anche un mese a modo suo spaventoso. Per questo sto pensando di aprire l’ambulatorio delle storie farvi saltare la sala d’attesa e scrivere con voi le favole della cattiva notte.
  8. E quale mese migliore di un mese così per dare vita (come novelli Frankenstein) a un bel quaderno del disappunto dove, se la paura fa 90, il disagio fa 33?
  9. Pecorelle. Pecorelle nere ovunque. Pecorelle che dicono cose intelligenti. Questo l’idea. Mi aspetto la tua complicità.
  10. Ancor più che un Calamarty io farei un ritiro. Una roba del tipo che vi requisisco tutte le ansie immotivate, le paure insensate, le sovrastrutture soffocanti, nascondo la chiave e vi lascio lì, tranquilli, a scrivervi addosso. Ciao Palahniuk, se hai intenzione di invitarmi a cena io sono sempre qua.
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19 pensieri su “Perché stai sbagliando tutto (ma puoi rimediare)

  1. Leggerti fa bene. Temo di averlo già scritto in ogni dove ma lo ripeto. Ho la sensazione che siamo incappate in una turbolenza ideativa simile. Stanotte, erano le 4 circa, la vis scribenda si è impossessata di me e ho buttato giu due pensieri da sviluppare oggi proprio su alcuni temi legati alle “cattive notizie”. Perchè ne sono riemersa da poco da quel loop, e se la consapevolezza delle “buone notizie” mi abbia tenuta a galla, solo ora le osservo nella loro “verità” e non come un mantra salvifico in cui è il ritmo a farla da padrone e non le parole.
    “na roba del tipo che vi requisisco tutte le ansie immotivate, le paure insensate, le sovrastrutture soffocanti, nascondo la chiave e vi lascio lì, tranquilli, a scrivervi addosso.” Ecco.
    In un periodo vorticoso pieno di impegni che so di riuscire a ottemperare al meglio ma che la voce della paura, del baratro fallimentare non è ancora zittita, alimentata dalla stanchezza che abbassa la difesa.
    Ma, man mano che scorrevo il post, un sorriso è andato formarsi e crescere sul volto.

    1. Ehi Sonia allora restiamo qui, nell’occhio del ciclone!
      Ci vuoi venire al ritiro? Eh? Eh?
      Ti tengo in caldo tutti i semi di tempesta per poi piantarli e goderci lo spettacolo.
      (Naturalmente ancora grazie per le belle parole che mi riservi!)

  2. Ho appena scoperto (non so se sia un bene o meno) che le cattive notizie le sento più mie.
    Si, perché probabilmente, almeno per come sono fatto io (nonostante l’amico ferroso provi sempre a metterci mano) mi pare di vivere più spesso delle situazioni in cui praticamente calzano (o calzerebbero) meglio.

    Saranno forse più realistiche? Più “statisticamente” probabili? O forse sono io che mi faccio troppi problemi e cerco sempre di stare lì a cercare di prevedere cose, ottimizzare tempi e segnare cause/effetti di quello che mi capita davanti, facendolo a ritmi talmente elevati e ormai senza neanche pensarci troppo che l’unico effetto ricavato probabilmente è il perdermi tutto o quasi il secondo elenco di quelle buone.

    Ecco, forse di quelle buone la 18 dovrei ficcarmela in testa una volta per tutte. (No, non sono proprio un perfezionista ma nel mio mondo pieno di casini cosmici forse mi ci avvicino almeno un po’).

    Fortuna che poi arriva l’elenco 3 che tra calamelle (pronte a curare spero certe mie complessità) e una proposta per farsi requisire tutte le cose scomode così uno se ne può stare tranquillo per fatti suoi, mette un po’ d’ordine e mi lascia libero a pensare solo a cosa potermi fare scrivere addosso.

    Certo, lo so che non decido io eh… Però… usando un inchiostro indelebile… Visto le belle penne che abitanto questo appartamentino (per me sempre molto Victorian Style), qualcuno mi ci disegnerebbe un bel primo piano di Goldrake?

    1. 1) Ultime teorie partorite dagli scienziati chiusi nelle meravigliose stanze del Calamo Royal Hotel come tanti umpa lumpa viola dicono che a volte, soprattutto quando si ha la fortuna di avere un supereroe come migliore amico (perché siete migliori amici, no? Non vorrei foste innamorati e io stessi offendendo una coppia!), ecco, questi validissimi recenti studi hanno dimostrato che un Seoeta è fatto per il bello. Deve solo iniziare a convincersi di meritarlo.

      2) Come il nostro illustre Blu Pennuto reale ha nel suo commento indicato qualora il libercolo aforismatico venisse partorito codesto vademecum ti verrebbe battuto in testa ritmicamente fino a convincerti della realtà e realizzabilità del suo contenuto.

      3) Piaciute le Calamelle? Mi sa che dovrò cambiare un po’ assetto del blog perché tutta questa roba deve essere a portata di click. Quello che vorrei è vedervi sempre più soddisfatti da queste letture e annessi e connessi.

      4) Ma il seoeta non risponde al richiamo per gli artisti?

      5) Diciamolo: Calamo è bello e ci vivrei! Giusto?

      1. 1) Inizierò, o almeno ci proverò con l’aiuto dell’amico metallico che da tanti anni sta sempre accanto a me. (che pazienza!)

        2) Non battere troppo forte che la testa è vuota e il mezzo neurone che ci abita finisce per rintronarsi del tutto!

        3) le calamelle le voglio in più gusti, possibilmente gommose o tipo le goleador eh! (Adoro le goleador)

        4) Posso? Non è che sono così artista insomma ma se posso ci penso su! 🙂

        5) Ovvio che si! PS: ma le possiamo mettere la varie piste di decollo per Goldrake?

    1. Ma sai che prima di mettermi a scrivere ho pensato “mi sa che oggi scriverò un post che a Dani non piacerà”? e poi è diventato una cosa un po’ diversa ma sono davvero davvero contenta che ti sia piaciuto!

      P.S. Se scrivo il libro tu ti occupi della prefazione? 😉

  3. Nel mio 70% di occasioni sprecate mi sa che rientra il “ritiro” col tuo invito.. posso recuperare o è irrimediabilmente tardi e devo accontentarmi della cattiva notizia?

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