Scrittura stempata

scrittori stempati

– Trovami un modo semplice per uscirne.
– Smetti di essere quello che sei.
– E questo ti sembra un modo semplice?
Nulla è più semplice del non essere ciò che si è quando non si è mai osato esserlo davvero.

(Ho 7 cose per te. Ma per te TE. Per il vero TE. Non per quello che ti hanno convinto di/hai provato a/hai finto di/credi le circostanze ti abbiano convinto a/ essere. Per TE. Solo per TE. E per tutte le altre centordici persone che ti abitano dentro)

1) Le due pentalogie

Scusa se ti ho lasciato troppo a lungo in una tana così bianca che un coniglio bianco magico e matto macchiato d’inchiostro (simpatico) si mimetizzerebbe. Ma dovevi provare sulla tua pelle che davvero scrivere è da conigli. Perché magari a furia di parlare di treni che corrono sui fogli ti eri convinto che scrivere è una cosa da salmoni, da salmoni così coraggiosi che se ne infischiano del rischio di essere pescati da un orso. E invece no. Perché il più delle volte l’orso sei tu.

  1. Fernweh
  2. Plimpplampplettere
  3. Treppenwitz
  4. Vorfreude
  5. Litost

No, non sono in preda a deliri mistici. Non sto parlando in lingue astruse a caso. No. Questi sono i cinque titoli della prima pentalogia di racconti. Ogni racconto un ricciolo ribelle sulla chioma del #Bookaniere. Ogni racconto un capello rubato in fretta a un personaggio per farne una bambolina di cui servirsi, con più calma, nel momento della verità. Nel momento del romanzo.

  • Ma che parlo arabica? (qui la moka è di casa)
  1. Caffè istantaneo
  2. Caffè macinato
  3. Caffè corretto
  4. Caffè espresso
  5. Caffè corto

Ti ricordi dei racconti al caffè? Eccoli qui. Un po’ per me ma soprattutto per te. Cinque racconti con cui iniziare a sorseggiare i personaggi che nel romanzo annunciato (no, non sai ancora il titolo ufficiale) non ti limiterai ad assaggiare. Diventeranno essi stessi parte integrante del sapore che hanno per te tutte le cose e, se tutto andrà bene, difficilmente di loro sarai sazio.

L’idea

Prendi le due pentalogie e farle abbracciare. Come diplococchi che sono appunto a chicco di caffè perché se ne stanno attaccati e danno una bella svegliata al tuo sistema immunitario obbligandolo a reagire. Cosa ne viene fuori?

10 racconti per 10 personaggi del futuro Bookaniere.

E fin qui ci siamo. Ma, appunto, il punto non è che ci sono io o che ci sei tu: il punto è che ci siamo noi. E siamo Noi.

Quindi l’idea sarebbe spalmare i 10 racconti sui 10 personaggi in 10 settimane.

Il mese in cui l’autrice di questi piccoli mostri diventa più vecchia penso non sarebbe male come mese da cui iniziare.

Il valore

Ho visto In Time. E sì, ho seriamente meditato di tagliarmi e tingermi i capelli come Amanda Seyfried in questa pellicola ma no, non credo questa sia la cosa più importante (ma ehi, se ti interessa possiamo sempre parlarne).

E ho pensato che sono davvero fortunata ad avere te che vieni qui e investi il tuo tempo (in questi giorni io e il (concetto di) tempo (sprecato o impiegato) siamo amici intimi) e mi riempi di orgoglio riempendoti delle tue parole come se la tazza fossi a volte io e a volte tu (una tazza speciale, una tazza unica).

Ma il tempo, ecco, il tempo quanto vale?

Siamo giocoforza abituati a non pensarci ma noi il nostro tempo non facciamo altro che… Barattarlo. A volte facciamo buoni affari e lo vendiamo bene (ammesso che esista un modo di vender-si bene) altre volte, più o meno consapevolmente, lo svendiamo. E ci svuotiamo i quadranti senza neanche riempirci a sufficienza le tasche e abbiamo occhi vuoti che tanto non hanno niente con cui riempirsi e allora evitano di guardarsi allo specchio perché il vuoto è come il nulla per Parmenide: impossibile da pensare.

Quanto vale un’ora?

Facciamo che ti pagano 10 euro l’ora.

Facciamo che quindi tu ci pensi e decidi quanto tempo secondo te potrebbero valere le pentalogie.

Tempo per scappare dalla zona dove il tempo è solo tempo d’ammazzare che ti ammazza e andare verso la zona dove chi ha tempo ha sempre tempo per aspettarne altro ma un certo capisce che non è in quello la vera magia. La vera magia è nel non sprecare il proprio tempo. Qualunque sia la valuta in cui esso ti viene riconosciuto.

Tu il tuo tempo lo stai barattando per i motivi giusti o ti stai limitando a accumularne il minimo indispensabile sotto le unghie salvo poi lamentarti di come sia difficile togliersi i segni di certi graffi, di certe dita?

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20 pensieri su “Scrittura stempata

  1. Ciao Monia, sono una di quelle che legge senza commentare ma questa volta ho deciso di farlo perché mi piacerebbe molto leggerti in altre cose oltre questo blog!
    Ma non mi è chiaro cosa dovrei fare per poterlo fare.
    In pratica come si fa a leggere questi racconti?

    1. Ciao Claudia, benvenuta!
      In pratica lo “step-by-step” prevede alcune fasi:
      1) Dire per un po’ “li vuoiiiii?” al lettore sperando di ricevere come reazione la stessa reazione che avrei io se mi chiedessero se voglio un cioccolatino fondente e caffè.
      2) Attivare un sistema di prenotazione.
      3) Inviarne, a chi ha deciso di acquistarli, uno a settimana per dieci settimane (qualora avesse deciso di volerli leggere tutti. Altrimenti inviarne di meno).
      4) Ricominciare dal punto 1 per le altre 6 cose che ho in serbo per voi.

  2. Soffio di nuovo sulla tazza di caffè espresso e assaporo la gioia di leggere i tuoi racconti, magari viaggiando in un paese lontano, quasi come attendere che il sasso scagliato rimbalzi sull’acqua. Ogni balzo un racconto. Un sogno se durassero all’infinito. Sarebbe bello come regalo di compleanno.

    1. Ecco, grande Diego che riesce a prendere le parole che io ho preso in prestito per “usarle contro di me”!

      L’idea è proprio questa: procedere a saltelli. Che poi è qualcosa che in effetti facciamo sempre, procedere saltellando. E certi pezzi li saltiamo proprio e certi pezzi faremmo meglio a non saltarli e allora poi ci dispiace e allora poi torniamo indietro o almeno ci proviamo e invece altri, pezzi interi che vorremmo con tutto il cuore saltare a piè pari, non riusciamo a saltarli e restiamo impigliati.

      L’idea sarebbe proprio lanciare tanti ami quanti sono i racconti, lanciarli come se fossero piccoli pezzi di un’unica grande corda che sarà madre della trama.

      L’idea sarebbe proprio lasciare che queste appendici, tutt’altro che accessorie, si generino giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, con calma germoglino dentro il lettore somministrate adagio, a mo’ di pillole. Con tanto zucchero.

      1. Mi piace l’idea e non vedo l’ora di leggerti. I titoli sono intriganti. Continua a sorprendermi (e mi prenoto per questo) 🙂

  3. Se c’è una cosa che da valore al tempo sono le date e le scadenze.
    Programmare in base al tempo che si ha non ha senso se quel tempo non finisce o è troppo diluito (nemmeno tu gradiresti un caffè trooooooppo lungo).
    Ma finalmente abbiamo un quando, e io, nell’attesa, vado a preparare i biscotti per tutti noi, per te, per il tè. O per il caffè.

    1. “Programmare in base al tempo che si ha non ha senso se quel tempo non finisce o è troppo diluito”
      Volete una cura al vostro inappagabile (almeno per ora) desiderio di (fisica, tangibile) eternità?
      Chiamate Paolo!

      Contento del quando? Davvero davvero?

  4. Anche io spesso resto a guardarti senza commentare, anche perché spesso ai tuoi post sento che non avrei nulla di meglio da aggiungere, ma questa volta mi sembra proprio il caso di scriverti.

    Non so per gli altri tuoi lettori ma per me I tuoi dieci racconti valgono almeno dieci ore di attenzione e moneta sonante.

    1. Oggi deve essere una giornata di luna piena se tutti i miei lettori lunari stanno sbucando fuori! Ciao anche a te Vittorio!
      Ti ringrazio per i complimenti ma, ti dirò, penso che anche quando si è convinti di non avere “nulla di meglio da aggiungere” si ha comunque da aggiungere “qualcosa”. Semplicemente perché ognuno di noi è unico (no, non sto dicendo che ognuno di noi è “speciale”, se mi segui, come hai detto, saprai che non dico questo tipo di cose. Se non a ragion veduta).
      Tornando ai racconti… Addirittura 10 ore? 😀

  5. WoW! Che titoli! Ti ho scritto un’email qualche giorno fa ma te lo dico anche qua che mi piaci un sacco! Come faccio a comprare i racconti?

      1. Idea unica! Quando apri le prenotazioni e quando ci dici anche le altre sorprese e come fare per avere pure quelle?

  6. Hai uno stile particolare, che o si ama o si odia.
    Se sono qui è perché faccio parte del primo gruppo.
    Allora quando sarà possibile preacquistare i racconti?
    E le altre sei sorprese?

    1. Ciao Patrizio!
      Sono contenta che questo post abbia spinto alcuni lettori silenziosi a prendere la parola!

      Io credo che di scritti nel mondo c’è ne siano tanti (non troppi, non so se saranno mai troppi) e che ci sia posto solo per quelli che, secondo i (loro) lettori un posto se lo meritano.

      Ecco perché l’idea sarebbe quella di far partire le dieci settimane di racconti matti e disperatissimi solo se effettivamente un pubblico si costituirà “spontaneamente” 🙂

  7. Stamattina la mia moka col filtrino tutto aperto mi chiamava da dietro la credenza per ricordarmi che lei era li… abbandonata ormai da troppo tempo senza sentirsi usata come prima e mi chiedeva di usarla perché tutto sommato oggi aveva davvero voglia di farmi un caffè con calma e come si deve.

    Lo sapevo che mi tendeva una trappola per farmi stare buono e fermo almeno qualche minuto, e lo sapevo che lei lo sapeva che facendo così avrei guardato il mio desktop, riflettuto due secondi, e poi sarei passato di qui.

    In realtà un pochino speravo che lo facesse prima o poi, così avrei avuto quell’attimo di calma per tornare a fare le cose che mi facevano stare sereno e rendevano le mie giornate immerse nei numeri meno “fredde e tabellari” aggiungendo quel tocco di poesia e leggerezza che poi se ci penso mi piace proprio tanto.

    Quindi… attendo ovviamente la punizione per non essere più passato a festeggiare qui in calamo street per un bel po’, ma attendo anche:

    1) Gli sviluppi di questo post CALAMISSIMO;
    2) la ricetta dei biscotti di Paolo che ormai li fa per ogni occasione;
    3) Suggerimenti per nuovi filtri da provare per la mia macchinetta un po’ vecchia;

    Ah!.. il tempo. Da qualche mese sembra io abbia dimenticato come gestirlo, ma oggi, proprio oggi, proprio tra i pixel qui sopra a inizio pagina, probabilmente ho ritrovato la voglia di ridistribuirlo come e PER CHI si deve! ❤

    1. 1) La moka sa sempre tutto. Sia quello che vuoi che di quello di cui hai bisogno.

      2) Avremmo tutti bisogno di qualche trappola giusta al momento giusto.

      3) Leggere la tua consapevolezza di come alle tue giornate “fredde e tabellari” siano più belle con un tocco di lieve poesia mi fa pensare a come a volte non ci viene in mente che forse davvero basterebbe poco per rendere la nostra vita molto più somigliante alla vita che abbiamo sempre sognato di vivere.

      4) Cosa ti farebbe soffrire tanterrimo? Pensavo di usare questo come punizione!

      5) Sparsi tra le risposte ai commenti(ni) ci sono alcuni indizi(ni) 😉

      6) Paolo non dire nulla: vorrei estorcerti la ricetta per il calendario Magnonico!

      7) Salta ai due post precedenti: pensi che tra le altre sei sorprese a cui ho accennato potrebbe esserti qualcosa adatto a farti da filtro?

      8) Ok, arrivata alla conclusione del commento non posso più trattenere gli occhi sbrilluccicosi! *.*

  8. 1) Poi da quando ho preso quel filtrino famoso è come se la macchinetta pensasse per me. Non so davvero se esserne fiero o preoccupato. Che cosa le hai detto quando mi sono distratto verso il muro dei filtrini eh?!

    2) In realtà si, fortuna che poi ogni tanto ci incappiamo dentro e dal fondo della buca riusciamo anche a guardare il cielo dipinto di blu!

    3) Mi piace il “somigliante” al posto magari di un “come” quasi troppo scontato. Anche qui, se ci penso bene, un po’ di poesia mi piace vedercela… e sono sicuro che ce l’hai messo apposta.

    4)
    • Un blocco dell’account per non vedere gli sviluppi e le festicciole a casa di calamo;
    • Un invito solo per Goldrake e per me no;
    • Il divieto di entrare nel negozio di filtrini per trovarne di nuovi;
    • il non avere la ricetta di Paolo perché poi alla fine tu si e io no;

    5) gli indizini li sto carpendo (credo) ma sono curioserrimo e non resisto;

    6) Paolo facciamo che io porto il Cognac e tu prepari dei biscotti apposta per me?;

    7) il quaderno del disappunto mi aiuterebbe parecchio, ma anche una bella tazza con su stampato il mio desktop (con lo screen del post di Moniuccia) sarebbe il massimo;

    8) Quindi se sono sbrilluccicosi non seri arrabbiata vero?….Veeeeroooooo? ❤

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