L’annunciazione del #BOOKaniere

l'annuncazione del #bookaniere

Una volta è stato per ore a testa in giù immerso in un blu disperato.

Un’altra volta, invece, si è sentito come devono sentirsi le stelle quando affondano in una distesa liquida e rovente di nero assoluto.

Un’altra volta ancora, come se queste due volte non bastassero, ha battuto la testa così forte contro una lettera bianca e algida che non voleva saperne di farsi leggere che alla fine la lettera è saltata come saltano le coperture quando qualcosa ti sbatte da una parte all’altra con violenza, neanche fosse un vento che ha messaggi per tutti, ma non per te, e allora tu lo zittisci. Col segno che si fa quando si vuole zittire.

Mi suggeriscono di dire “il sorriso”. Ma io no, io non voglio rispondere “il sorriso”. Ma un dito. “L’indice”, per essere precisi. Di te è questo che mi ha colpito: il tuo dito indice.

Mi ha colpito letteralmente, sai? Una volta si è svegliato e, uscito dall’antro umido della tua bocca ancora assonnato, ha sfogliato Calamo come se Calamo non sentisse il peso che ha la saliva quando si porta dietro le parole non dette e gli incipit di dialoghi mai raccolti e ricambiati.

Mi ha colpito pure metaforicamente, te ne sei accorto? Perché quando leggi questo blog la sua autrice si sente indicata. Nel senso che il tuo indice è rivolto a lei. E allora si chiede se lei sia davvero la più indicata. Nel senso di quella più adatta, quella giusta, azzeccata.

Ha colpito per far del bene. Ogni lettore ha un modo unico, personale, di voltare le pagine e anche un modo tutto suo di alzare l’indice a mezz’aria per orchestrare il suono che fanno le pagine quando sanno esattamente dove andare: dall’altra parte della barricata, tra quelle già lette ma che hai sempre voglia di rileggere.

Ha colpito per far del male. Il tuo indice, a tratti, ha saputo trattare con la voglia di tornare indietro, di celare, di non lasciare tutto alla mercé del tuo dito, per quanto lui fosse lo spettatore più indicato anche dei retroscena dello spettacolo, quel posto in cui la quarta (parete) (di copertina).

Ha sentito dire che il mare toglie tanto ma poi restituisce tutto. Così, in ogni avventura in cui si è imbarcato, è partito carico facendosi carico dei potenziali onori, certo, ma anche dei possibili oneri. Così, ogni volta che è arrivato il momento di salpare, ha levato l’ancora con sempre più convinzione. Perché, da buon bucaniere, ha trovato una ciurma d’eccezione.

Ora, allora, io voglio provare a colpire lui:

Il 2015 vedrà nascere il mio primo libro.
Ma sarà riservato solo a chi dimostrerà di volerlo.

 

 

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40 pensieri su “L’annunciazione del #BOOKaniere

  1. Oggi allora è una bella giornata! La famosa scatola delle “Cose Mie Importanti” si arricchirà di un altro pezzo mitico!! Quando Quando? su su…non puoi mica lanciare il sasso e ritirare subito la mano eh! 😀 che figo!

      1. Ecco brava, spronala che deve scrivere tutto! 🙂 Se ho uno spazio a forma di libro?Certo che si! E poi anche se non ci fosse lo ricaverei apposta! 🙂

  2. A occhio e croce hai già venduto una decina di copie di quello che ancora è un embrione (si fa per dire, perché lui vive già da tempo d’inchiostro proprio).
    Io prendo la copia col numero dispari eh…
    :-*

  3. Io non lo so, leggo tutti questi commenti entusiasti, ma tu dimmi se ti sembra modo di fare: l’Annunciazione che è a Marzo, per Natale. Il bambinello sta per nascere ormai. Stravolgi tutti i bioritmi religiosi. Non so, hai chiesto la dispensa papa(le) per questa sovversione? 😉

    Sono molto curioso di vedere come riuscirai a disciplinare il tuo stile esuberante all’interno di una trama.
    Comunque brava, il 2015 è il miglior anno per esordire.

      1. Vero, mi taccio. Di fronte a un cognome simile ogni constatazione è una petulanza. 🙂

        Sulla curiosità… uhm. Io sono molto severo, a partire da me stesso. Potrei dirti che farai un grande successo perché sei brava bla bla. Ma non te lo dico. Sarebbe facile dirlo, ma non lo faccio. Perché non sarebbe corretto nei tuoi confronti. Ciascuno che ci dice siediti, se corri ti stanchi, non fa bene. Perché tu è vero, hai un talento enorme. Ma nella vita esistono tante persone che hanno grandi talenti e non combinano nulla; perché nelle potenzialità ci si culla e ci si sciupa facilmente. Perché il talento va comunque forgiato nelle incudini della vita, va macchiato e contorto, sottoposto davanti al baratro del fallimento e della vittoria. Il talento ha bisogno della consapevolezza, di agire, di quando sgrani gli occhi di fronte a ciò che saresti in grado di fare e non hai fatto. Scrivere un romanzo, scrivere un bel romanzo, scrivere qualcosa che si stagli come un grattacielo fra le case è difficile. Però ho imparato a conoscerti dai tuoi post. L’ironia, lo scherzo, il gioco, la poesia, la capacità di saper cogliere dettagli là dove gli altri non vedono niente. Credo che come minimo realizzerai un romanzo sincero. Pieno di emozioni, pieno di te. Qualcosa che sorprenda e spiazzi. E quindi lo leggerò curioso, curioso di… fiducia.

  4. Io non ti indico e non ti colpisco, semmai afferro il tuo indice e ti sorrido!!
    Sono curiosa di vedere la nascta del tuo libro e ti chiedo come vedrˋa la luce? ebook, libro stampato? Self o casa editrice?

    In ogni caso, buon natale e congratulazioni!

    1. Che belle domande, emozionanti!
      In realtà non voglio precludermi nessuna possibilità.
      Credo saranno gli eventi a suggerirmi meglio il da farsi.
      L’idea di un ebook (magari con la possibilità di stampare un certo quantitativo di copie, ove richiesto dai stracitati “25 lettori”) autopubblicato mi stuzzica.
      Perché a me piace proprio l’idea di dire ai lettori “ehi, ciao, questo e il mio libro. Per lanci di pomodori o di fiori mi trovate a quell’angolo lì”.
      Come spero si sia capito anche dal post gemellato che ho scritto non molto tempo fa qui su Calamo io non reputo affatto il self una scelta di serie B.
      D’altro canto non demonizzo neanche le case editrici.
      Anzi.
      In effetti ho intenzione di approfondire il tema (e la mia idea su come far nascere il mio libro) sul blog molto molto presto.
      Sicuramente però no secco alle case editrici a pagamento. Ma questo mio rifiuto penso sia arrivato anche alle loro orecchie dato che da case editrici a pagamento non ho ricevuto proposte.

    1. Ciao Francesco, (anche se il fatto che qui hai la barba mentre su Twitter no mi confonde) benvenuto!
      Siccome mi hai fatto la domanda forse più spontanea ma anche più difficile ti darò una risposta più che volentieri.
      Ovviamente nel mio stile.
      Parlerà di come si sente un granello di sabbia a sapere che è considerato una malattia anche se è grazie a lui che si forma la perla.

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