Il blog è l’aiuola dello scrittore

il blog è l'aiuola dello scrittore

Sei come la parola aiuola: potevi essere la parola italiana con più vocali e invece no. Ma c’eri quasi.

A come Anvedi quanti altri blog ci stanno?!

Ho due notizie per te. Una bella e una brutta. Vuoi la notizia brutta per prima? La brutta notizia è che nel meraviglioso mondo dei blog, dove il codice HTML è più gustoso di un sacchetto pieno di morbide e zuccherate caramelle, non sei solo. Sì, è una brutta notizia perché è facile essere unico quando sei l’unico. Ma a te le cose facili non piacciono, vero?

Meno male che ho anche una bella notizia per te: non sei solo. La solitudine è bella solo quando hai quattordici anni e la canta la Pausini e neanche in quel caso, su. Semplicemente perché la solitudine pura e semplice, il silenzio di diamante, non esiste davvero. Esiste invece tanta ambra che custodisce ciò che è stato e ci dà la possibilità di osservarlo e di imparare dal passato.

Quindi tu hai l’incredibile occasione di confrontarti con una costellazione di blog, sia coi blog di cui ormai sono rimasti solo fossili sia con quelli che invece, pur partendo da uno scheletro forte, non si sono fossilizzati, si sono evoluti, sono cresciuti e ora sono dinosauri che però non temono l’estinzione.

Può darsi che finora il tuo blog non ha visto la luce o una luce l’ha vista ma è solo la luce di un’incubatrice perché tu continui a ripeterti che è ancora prematuro mentre sei tu che non sei pronto a prenderti cura di lui nel modo giusto, come ci si prende cura di un sogno. E può darsi che se sei ancora dietro le quinte non è tanto perché brancoli nel buio su che contenuti scrivere sul tuo blog (ho un’altra notizia per te: c’è una fetta di buio che è fisiologico resti buio. Perché è l’ombra che serve per dare profondità al tuo lavoro) ma perché guardi il palco e ti chiedi se il palco potrebbe reggere un altro attore, se le palpebre degli spettatori potrebbero leggere un’altra apparizione.

Ma tu gli altri blog li osservi e a volte fai pure “ciaociao” come commentatore, li spii, li guardi o “non li vedi” proprio?

 

I come I am mine

“Io sono d’io”. Quando apri un blog capisci che, anche per quanto il tuo blog possa essere ufficialmente per nulla un blog personale, in quel blog ci sei tu e ancora tu e, aspetta, c’è un posto libero, metti un altro po’ di tutto te stesso. Per questo il tuo blog è la tua creatura e, anche se non sai ancora bene se sia più lupo o Cappuccetto rosso, non sei sicuro di essere pronto a spedirla nel bosco dei blogger. “Io sono d’io”, te lo ripeti, mentre cerchi di mantenere il controllo, di non sbandare, di ascoltare tutti ma non far prevalere nessuna voce, di essere aperto a tutte le strade che chi guarda il tuo operato può consigliarti ma anche di non chiudere gli occhi di fronte a quella che tu senti essere la strada più giusta per te.

Quanto (e, soprattutto, da chi) ti fai influenzare, in merito alle scelte che riguardano il tuo blog?

 

U come Una volta che hai iniziato il difficile è smettere

Blogger avvisato… Mezzo postato. Perché una volta che inizi il primo, grande scoglio, è superato. Sei in pista. Sì, tutti ti sembra ballino meglio di te. Rischi di pestare qualche piede ogni due per tre. Non sei leggiadro. Per niente. La sola parola “leggiadro” è troppo colma di grazia e non potrebbe lontanamente descrivere il tuo scrivere che è come uno starnazzare, questo tuo danzare sui tasti che somiglia a un bambino che batte i piedi, un suono fastidioso che vorresti invece somigliasse almeno un po’ alla musicalità del tip tap. Ma ormai sei lì. Sei in mezzo. E non in mezzo nel senso di mediano (che poi, anche lì, su questo ruolo, a quanto mi dicono dalla regia, ci sarebbe da discutere). Sei in mezzo alla festa e la festa sei tu. Quindi devi festeggiare.

Vuoi venire a testimoniare la famosa frase “l’appetito vien mangiando”?

 

O come Ogni volta che chi scrive fa un errore fatale una fatina sta male

Non è vero che le fatine non sono mai esistite. Hanno passato anni a morire come tonni quando tutti si svegliano presto e quindi di pesci ne pescano tanti. Morire per cosa? Semplicemente perché qualcuno non credeva nella loro esistenza. Un po’ lo faccio anche io, lo fai anche tu. Esistiamo nella misura in cui qualcuno ci conferma che esistiamo. Esiste ciò che una percentuale sufficientemente alta di pescatori di verità considera esistente.

Ma poi le fatine sono diventate grandi e hanno capito che prima di apparire bisogna essere e quindi no, non puoi smettere di essere solo perché non appari. Ma c’è un ma: una volta che finalmente ti decidi ad apparire, perché non ne va più della tua esistenza, hai comunque in mano la tua identità e appari con prudenza e con coscienza, ecco, a quel punto devi apparire come la migliore versione di te stesso. Che significa?

Significa che essere spontanei nella scrittura non significa essere sciatti. Che se in ciò che scrivi ci metti il cuore non sei esonerato dal metterci anche i congiuntivi. Che “ciò che conta sono i contenuti” è una frase senza senso quando la si usa per giustificare una cattiva scrittura che va di traverso e soffoca la voglia di leggerti nei lettori. Perché anche la forma è contenuto. Pensa alle parole come acqua: per dissetarti non puoi fare a meno di dar loro un contenitore, anche quand’è così di fortuna da essere fatto con le tue stesse mani.

Tu, come blogger, stai curando l’aspetto…Formale?

 

L come Lucertola

Il concetto è tanto semplice quanto difficile da accettare: se sei un blogger sei un po’ come una lucertola. L’equilibrio della tua scrittura non dipende più (solo) da te. Come un rettile non termoregoli. La temperatura delle tue parole, capaci di raggelare il sangue nelle vene e di far salire la febbre della passione, pagina dopo pagina, non è più soltanto affar tuo. Sei come una lucertola che per mantenersi sana ha bisogno di stare al sole. Tu hai bisogno del tuo posto al sole. Che no, attenzione, non significa mettersi in mostra a tutti i costi, non vuol dire rischiare una scottatura (e di dare ai lettori una scocciatura) con la sovraesposizione. Se sei un blogger hai bisogno di un posto al sole e lo puoi trovare in un commento al tuo post, in un’email in cui ti chiedono consigli/fanno complimenti, in una condivisione.

Dato che hai voluto il blog e ora pedali, dimmi un po’, che rapporto hai coi tuoi lettori che ti fanno da raggi (solari)? 

 

A come Alfa e omega

Il post è finito. Ma il bello dei blog è che per loro la fine di ognuno dei loro post può essere un nuovo inizio. No?

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13 pensieri su “Il blog è l’aiuola dello scrittore

  1. Io osservo parecchi blog, italiani e esteri, ma commento solo in quelli italiani. Non riesco a commentare sempre in tutti, perché sono tanti.

    Non mi piace farmi influenzare, però ho chiesto pareri, anche se poi ho deciso per conto mio.

    La forma la curo molto, non penso di avere una scrittura sciatta, qualche volta mi lascio andare a colloquialismi, ma sempre restando entro precisi confini.

    Penso di avere un buon rapporto coi lettori: da come e quanto commentano sembra si trovino bene da me 🙂

    L’idea che la fine di un post possa essere l’inizio di un’altra è interessante e non ci avevo pensato: ora mi leggo la conclusione dei miei ultimi post e, unita ai commenti, potrò magari farla diventare un altro post 😉

    1. Anche io personalmente seguo numerosi blog,
      sia italiani che stranieri e devo dire che per leggere tutti i vostri post, se ne va via una bella fetta del mio tempo libero che invece potrei dedicare alla scrittura, però credo proprio che ne valga la “pena” 😉

      Sarei molto curioso di vedere la lista dei blog che segui Daniele… magari potresti farci un pensierino…

      1. Ultimamente mi imbatto spesso in frasi che consigliano di trovare un equilibrio, anche proprio in termini di dispendio di tempo, tra le ore passate a informarsi e imparare e le ore passate a mettere frutto ciò che si è ca(r)pito.

        Daniele ormai è una blogstar: ha pure le richieste come i cantanti sul palco! 😀

    2. Considerando il livello dei commenti su Penna (ah sì, anche dei post, non conosco bene il blogger di PennaBlu ma dicono sia in gmaba 🙂 ) sono certa che l’incipit del post sarà da vertigini!

  2. Nel tenere un blog la forma è importante, non perdere leggerezza è importante, ed è importante riuscire a parlare con chi ti legge. Non sempre è facile farlo, perché molti lettori non commentano, perciò non sai quanto gradiscano i tuoi articoli o cosa vorrebbero. Eppure non puoi che ringraziarli, perché dedicano qualche minuto del loro prezioso tempo a una perfetta sconosciuta. Per fortuna qualcuno commenta anche, e allora non hai più bisogno di “fingere” di parlare con qualcuno, ma senti che quel qualcuno c’è. 🙂
    Considero parte del blogging i contatti con altri blogger, che fanno fare conoscenze davvero speciali. Il rischio, per me, è dedicare troppo tempo a questo e troppo poco tempo a scrivere narrativa. Mi domando spesso se non sia giusto porre un limite in termini di ore, ma per ora non l’ho fatto.

    1. “Non sempre è facile farlo, perché molti lettori non commentano, perciò non sai quanto gradiscano i tuoi articoli o cosa vorrebbero.”

      A lezione, parlando dell’educazione alla salute, si ribadiva proprio questo concetto che, in effetti, chiunque si occupi di comunicazione non smette di rimarcare: il riscontro è fondamentale, perché comunicare è soprattutto dialogare.

      “Il rischio, per me, è dedicare troppo tempo a questo e troppo poco tempo a scrivere narrativa. Mi domando spesso se non sia giusto porre un limite in termini di ore, ma per ora non l’ho fatto.”

      In questi giorni sto proprio riflettendo su questo, ossia su quanto un’attenta gestione del tempo possa essere determinante per tutti ma anche su come, a volte, chi si dedica a una passione come la scrittura possa avere la tentazione di rifuggire in ogni modo “paletti” orari vivendo quasi l’organizzazione come una gabbia. Mentre più spesso, forse, ci si ritrova ingabbiati nel tempo perso, perché i granelli di sabbia delle clessidre sprecate si accumulano e diventano sassi difficili da superare.

      1. Per me non è solo un problema di tempo “matematico”, ma anche un problema di attenzione. Mi accorgo che corro, corro… una leggiucchiata a un blog, un commento all’altro, un’occhiata all’altro ancora… no, non credo che sia il modo giusto. Non lo faccio per superficialità, ma semmai per ingordigia. Mi piacciono le persone che ho conosciuto tramite blog, vorrei essere presente per loro nel modo che posso. Sarà meglio leggere con attenzione i blog a turno, senza accumulare, oppure fare toccata e fuga con tutti? Già porsi la domanda è abbastanza stupido. Non so come mi organizzerò, ma mi organizzerò. Non sono il tipo che regge bene il caos!

  3. Pingback: 10 modelli di post

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