Il sesso degli scrittori (il punto di vista dei cromosomi)

il sesso degli scrittori (il punto di vista dei cromosomi)

Esistono solo due punti di vista: quello di chi guarda in basso e quello di chi guarda in alto

Ecco un pezzo molto vecchio ma anche molto pertinente…

Solita tazza troppo riscaldata. Saresti splendida un po’ bruciata. Lasciarti sul fuoco delle tue fantasie per vedere quanto brilli bagnata di fiamme. Ti toccherei solo coi polpastrelli. Per lasciarti addosso le mie impronte.

A te che sei altrove.

Dovrebbe starci il tuo calore su questa lingua ustionata da questo maledetto caffè amaro. Solito posto su questo tavolo di vimini che balla. Come i tuoi fianchi,la curva della tua schiena,le tue scapole,tutte le costole.

Tu che danzi sul mio petto. Sfacciatamente ingenua. Solita posizione lievemente obliqua. Per fissare quegli occhi ambigui. Neppure la sfumatura esatta del tuo sguardo. Nulla si può avere di te. Ti sei messa contro una macchina. Contro la mia. E tu lo sai. Con le unghia mangiucchiate dal tuo nervosismo futile. Graffi la voce. Per darti un tono. Fumi. Fingi. Fingi sempre. Di essere una di loro. Tu cosi’ diversa . Cosi’ distante. Solo un velo di fumo. Non aspiri. Si vede. Voglio aspirarla io quella nicotina soffiata nella carezza del tuo respiro.

Sei una gatta senza artigli. Ma solo con morsi. Ti lascerei addentare questi rami secchi. Estirpare ogni non vita accartocciata qui. Io la fenice e tu il rogo. Sei troppo truccata, troppo scollata,troppo sbagliata. Sei costruita . Sei una bambola. Ma non hai burattinaio. Hai impiastricciato fondotinta e parole inadeguate a quella bocca da bambina. Sulle labbra. Da succhiare come frutti maturi d’estate.

Voglio esplorarti il palato come se fosse la caverna della tua anima. Dietro il tuo rossetto squillante. Vederti pallida e assorta come una madonnina di plastica . Scoprire le tue nenie infantili mentre baci quei fantocci nei poster di camera tua. Oltre la tua cipria a buon mercato. Scovare la tua pelle. Il tuo viso pieno di imperfezioni. E ti vergogni. E ti senti nuda. Ma nuda lo sarai solo quando sarò io a volerlo. A tempo,a modo. Voglio gestire la tua voglia fino a sentirla premere contro gli argini. Fino a vederla sciogliersi in quel tuo ventre caldo scoperto dai tuoi jeans alla moda. E poi esplodere. Solo per me. Sentire il tuo odore più vero. Al di là del tuo profumo stucchevole. E non riuscire più a dimenticarsene.
Il caffè è suonato e la campanella si è raffreddata.
Vedi?
Mi appanni i sensi.
Ma il caffè ha tintinnato sul serio.
Pensavo di lanciargli dentro monetine come un pozzo per far esaudire i desideri.
E la mia fantasia crudele lo ha fatto rintoccare davvero come l’orologio della tua scuola.
Che ti ha raffreddata.
Ti ha concesso l’indicibile lusso di un alibi.
Che puoi perfino detestare. Su cui riversare tutte le colpe.
Adesso devi.
Devi prender i libri. Devi raccogliere Leopardi che si era nascosto in qualche anfratto buio alla ricerca di colli solitari. Devi raccattare la versione spiegazzata di Seneca sull’ineluttabilità del fato. Devi gettare via quello sguardo di quell’uomo di quell’intensità che ti ha fatto fremere. Devi buttare via quella voglia folle che ti ha colorato le guance più del fard trovato in quella rivista di chiacchiere fatue. Devi ritornare la seria,responsabile,assennata,irreprensibile,candida diciottenne. Mentre io ti vorrei con come unico candore quello delle mie lenzuola bianche dentro cui farti naufragare.

Ma secondo voi è vero che il sesso dello scrittore e del protagonista è meglio coincidano?

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19 pensieri su “Il sesso degli scrittori (il punto di vista dei cromosomi)

  1. No, non è vero, ma di certo io, uomo, creerei protagonisti migliori uomini che non donne, perché so cosa significa essere uomo e immagino solo cosa sia essere donna. E viceversa, ovviamente.

    Una volta ne ho parlato nel mio blog. L’unica soluzione, se davvero un uomo vuol creare una protagonista e una donna vuol creare un protagonista, è far leggere quella storia a persone di sesso opposto per ricevere commenti e critiche su come migliorare quei protagonisti.

    Un errore che possiamo fare è nella gestione dei dialoghi e anche – e soprattutto, direi – nelle riflessioni e nei pensieri del nostro protagonista. Ma anche nei suoi gesti e nelle sue azioni.

    1. “Una volta ne ho parlato nel mio blog.”

      No, non è vero che Daniele “ne ha parlato sul suo blog”: Daniele ha fatto una delle cose più divertenti al mondo riguardo il sesso degli scrittori

      “L’unica soluzione, se davvero un uomo vuol creare una protagonista e una donna vuol creare un protagonista, è far leggere quella storia a persone di sesso opposto per ricevere commenti e critiche su come migliorare quei protagonisti.”

      Sai che non credo di essere d’accordo?

      1. Lo so che intendevi un altro ma quello che ho linkato io è ancora più bello (ma, nel dubbio, linka pure l’altro 🙂 )

        Perché mi sembra riduttivo delle infinite possibilità espressive che ogni scrittore, indipendentemente da una X o una Y, può imprimere alle lettere del proprio alfabeto d’inchiostro.

      2. Certo, uno scrittore ha e deve avere infinite possibilità espressive, ma deve documentarsi su ciò che non conosce e su ciò che non gli appartiene. La femminilità non mi appartiene e potrebbe non bastare osservare le donne e averle conosciute per creare un personaggio femminile credibile. Specialmente se si tratta di una protagonista, che quindi ha molto spazio nella storia.

  2. Quesito interessante ma probabilmente senza una risposta buona per tutti. Presupporrebbe che lo scrittore maschio, per esempio, in quanto tale, dovrebbe avere una visione di genere dell’approccio al sesso, che secondo me non esiste in quanto al di la degli stereotipi ogni persona lo vive a suo modo. Così a mio avviso lo scrittore descrive il sesso non solo dalla propria esperienza ma necessariamente da quelle raccontate (o narrate) da altri, facendole proprie. Scrittori omosessuali hanno narrato intense storie eterosessuali ( penso a Tondelli). Scrittrici hanno delineato indimenticabili personaggi maschili, etero ed omosessuali (penso alle memorie di Adriano della yourcenar). E autori casti hanno descritto sensuali viaggi nel vortice delle passioni senza averle mai vissute. I Salgari del sesso 🙂

    1. “Presupporrebbe che lo scrittore maschio, per esempio, in quanto tale, dovrebbe avere una visione di genere dell’approccio al sesso”

      In realtà parlavo appunto di una “visione di genere”, quindi legata al sesso, ma generale, non solo una visione dell’approccio al sesso, ma ciò che ci racconti in questo tuo commento è molto interessante.

      Bello il fatto che tu abbia citato la Yourcenar dato che questo pezzo nasceva dalla frase “ogni anima si ammaestra attraverso la carne”…

      1. Ahahah, scusami per aver frainteso (ma un po’ indotto dal contenuto sensuale del tuo post); sarà vero allora lo studio secondo cui i maschi pensano continuamente al sesso – ogni 7 secondi, dicono – anche quando non c’entra nulla, o quando, come nel mio caso, sono salgariano per natura? 🙂
        Questa risposta è soprattutto un’occasione per rimediare: non ti avevo detto che il racconto era davvero molto bello, e mi ha riportato alla mente altre cose tue.

  3. In ognuno di noi esiste una parte sessuale dell’altro sesso. In qualcuno è più spicatta che in altri, benché eterosessuali. Saperla trovare e lasciarla vivere è un buon pezzo di vita in più di cui possiamo godere ed eventualmente scrivere.

    1. Mi piace molto questo commento perché unisce in sé l’elogio della scrittura come “vita altra” senza che quest’altra vita intacchi la vita o la invada come un rampicante ma, al contrario, come un modo di esplorare la vita con occhi diversi e quindi farsene irrinunciabile appendice.

  4. Vero forse no. Verosimile è poco ma sicuro.
    E pur sono convinto che ognuno esprima sé stesso in entrambi i modi, sentendosi ora una cosa ora l’altra, senza troppa vergogna di sé – si sa che nella nostra società la vergogna tende a crearsi. Uno scrittore che non si condanna entra ora in questo ora nell’altro personaggio, a mio parere è una qualità.

    1. Ti regalo un pezzo di un mio racconto che ancora non ho pubblicato.
      “Contrariamente a ciò che voi mortali pensate, le creature celesti non fluttuano dentro il nulla beato: pensano, vivono e hanno sensazioni, emozioni, però solo in forma puramente spirituale, immateriale. Gli angeli custodi, in particolare, devono coltivare interessi affini ai propri tutelati, comprendere il loro pensiero ed esser loro intimamente vicini, per poterli aiutare a correggersi quando sbagliano, anche se questa è un’impresa estremamente ardua.
      Io, fortunatamente, non ho dovuto imparare molto per stare con te; idee e sentimenti ci accomunano e stiamo proprio bene insieme, di questo avrai coscienza in futuro poiché hai avuto l’opportunità di conoscermi.
      Ma adesso vorrei che il tuo flauto mi accompagnasse mentre canto. Vuoi esaudire il mio desiderio?”
      Senza pensare a nulla cominciai a soffiare dentro lo strumento. Le note uscivano senza che io avessi scelto una melodia in particolare; era come se il mio cervello, le dita ed il flauto fossero un’entità unica ed inscindibile che si amalgamava soavemente con la voce dell’angelo.
      Era un’unione in ogni senso, una perfetta unione di anime, spiriti, corpi materiali e impalpabili, energie e umori. Lui entrò in me, ed io dentro lui. Stavamo mescolando le nostre entità, io diventavo puro spirito e lui carne, lui era me ed io lui. Le parti si scambiavano spontaneamente e naturalmente, ci stavamo possedendo come in un amplesso ordinato da una mente divina.
      Sentivo di essere uomo e donna nello stesso istante. Tutto il creato entrava in me, e il giorno e la notte si alternavano in una danza di luce e tenebre. Mi sentivo acqua, fuoco, e come la terra davo germogli e producevo frutti, e poi mi nutrivo di essi e tornavo ad esser uomo per disperdermi nell’aria e diventare impalpabile come un sospiro. Il viso dell’angelo prendeva le mie sembianze, io stesso diventavo un angelo, creatura ultraterrena. Così siamo stati, uniti vicino al cielo, uno nell’altro, donandoci amore infinito.
      Sì, quella notte ho fatto l’amore con il mio angelo custode: L’unico episodio esaltante ed indimenticabile della mia esistenza solitaria.”

  5. Secondo me puoi scrivere come uomo o come donna, indifferentemente, ma dipende anche da quale profondità devi raggiungere, e in quali ambiti. Come dice Daniele, oltre un certo limite si immagina piuttosto che conoscere, e quello è un campo minato.

  6. Leonardo da Vinci diceva che il pittore deve essere universale. A suo tempo esistevano bravi ritrattisti, o alcuni specializzati in paesaggi, volti o aureole di santi.

    Anche per la scrittura ritengo che un autore debba saper far tutto, scrivere come uomo, scrivere come donna, essere bravo nei dialoghi, nelle descrizioni o nell’intreccio.

    Se prendiamo l’ambito delle canzoni popolari vediamo che molti brani di intensità femminile sono scritti da uomini: Sally di Vasco, Quello che le donne non dicono di Ruggeri.

    La letturatura è piena di Autori inversi, maschi che scrivono di donne e viceversa. Madame Bovary, Anna Karienina, o in questi giorni sto leggendo Paradiso Amaro, splendido libro dove l’autrice narra in prima persona con la voce del protagonista maschile.

    Queste sono le considerazioni di base che ho fatto nell’affrontare il problema scrivere da donna, se volevo fare lo scrittore.

    Il mio romanzo in dirittura di arrivo ha per protagonista un uomo e un gran numero di donne, dove ciascuna confessa la parte più profonda della propria intimità.

    Un compito arduo per uno come me al quale veniva rimproverato dalla ex di non capire le donne.

    Devo ammettere d’essere soddisfatto del lavoro. Negli anni ho compiuto un percorso esistenziale volto a entrare nell’anima di una donna. Le donne vanno ascoltate, comprese e non giudicate dalla visione maschile. Il maschio per natura non le comprende perché sono complicate. Ma in realtà gli elementi in gioco della complessità femminile non sono molti. Se si riescono a cogliere gli elementi base, se si ottiene una certa empatia si può entrare nel mondo fantastico e articolato della donna. Puoi assaporarla e soprattutto scrivere al femminile.

    Nel mio percorso di comprensione cominciai a parlare con molte donne, tentando di immedesimarmi nelle problematiche, negli umori, nel carattere e nelle fasi. Noi maschietti siamo tanto fortunati, ci passiamo ogni mese lindi lindi senza problematiche e sembriamo cadaveri al primo raffreddore. Gli uomini pur sapendolo non sanno concepire cosa significa convivere ogni mese con premestruo e mestruo, ritardi o la prima volta. Nonostante parlassi con le donne, mi mancavano gli elementi più profondi, quello che magari una donna confesserebbe solo ad altre donne. Così cominciai a seguire forum femminili di discussioni e problematiche. Per mesi le ho pure spiate. No, non facevo il guardone!

    Intendo in macchina, mentre mi recavo al lavoro impantanato nel traffico della caotica Catania, spiavo le donne prese nei loro intenti di vita. Mentre camminavano coi tacchi per strada o mentre guidavano in auto. Le spiavo dallo specchietto o dal finestrino accanto. Per pochi attimi. Lo sbuffare, le mani serrate al volante, il ripassare il rossetto al primo ingorgo disponibile, l’espressione del parlare al cellulare, il rovistare la borsa o le mani dalle unghie perfette. Ogni dettaglio della donna ha un significato preciso.

    E su ciascuna provavo a cogliere gli elementi salienti della sua stessa vita. Da un semplice sguardo cercavo di immaginarsi chi fosse, cosa faceva, le aspirazioni, l’uomo che aveva accanto e che magari non la comprendeva. Le frustrazioni accumulate, i desideri repressi, il confrontarsi sempre e comunque con una società maschio-centrico, dove per affermarti da donna devi sempre dimostrare qualcosa in più dell’uomo.

    Mi piace lasciare questa testimonianza perché per me è stato un percorso bellissimo ed edificante. Entrare in empatia con una donna, comprendere ciò che dice, ma soprattutto quel che non dice, interpretare i sì che vogliono dire no, e i no che vogliono dire sì, le apparenti contraddizioni, spesso dettate date da desideri contrastanti. Insomma siete fantastiche. E scrivere da donne è pur sempre complicato, ma viste le dinamiche articolate, molto intrigante.

    Va beh, ho scritto troppo. Ma l’argomento è affascinante.

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