I 4 blocchi dello scrittore

i 4 blocchi dello scrittore

È come se ti formicolassero i pensieri. Come se una grande area del tuo cervello che controlla un distretto anatomico minuscolo ma gli fa fare movimenti minuziosi fosse atrofizzata. Come se dentro la tua testa fosse crollato un intero palazzo e lì c’erano le poste e tutte le tue intenzioni sono state spedite a indirizzi sbagliati con buste scritte da una grafia illegibile.

Ecco, bloccato.

Provi a girare la manopola della radio mentre suona una canzone commerciale ma tutto sembra scoordinato e inciampi nella frequenza sbagliata e l’indice e il pollice si fermano su una stazione che trasmette solo rumore bianco. Come quando scrivi e ti domandi se è peggio quando mentre stai scrivendo ti senti bloccato o quando che sei bloccato non lo percepisci neanche più perché nel blocco dello scrittore ci sei invischiato. E una nuova Natività è lontana.

Ma un blocco dello scrittore non si sa ancora se esiste. Sembra più probabile ne esistano quattro.

1) Scrivere su un blocco note

Le idee sono come certe chiamate: arrivano nei momenti più inopportuni.

Come quando ti telefona la tua cotta vecchia vecchissima che ti sorride come se tu avessi ancora 15 anni (sì, siete al telefono ma tu senti distintamente il sorriso) e girassi per i corridoi con il dizionario di latino e la tua cotta vecchia vecchissima ha ancora di te un ricordo vivissimo e allora ok, sono contenta di sentirti, ma certo che ci vediamo per un caffè ma l’indirizzo no, non so dove salvarlo, aspetta un attimo, mi si spegne il telefono perché il telefono è scarico e non ho una penna e com’è che domani parti per l’Uzbekistan e o quest’indirizzo lo segno ora o mai più?

Per avere i numeri giusti per chiamare a sé i risultati bisogna essere sempre pronti.

Perché quando riesci a rispondere tempestivamente ai tuoi pensieri, quando i tuoi pensieri ti chiamano, la voce si sparge, nella tua testa, e le idee ora lo sanno che se ti vengono a bussare sulle tempie tu sarai pronto ad ascoltarle in qualisiasi momento.

Per questo, se il simile cura il simile, il blocco del cantastorie si cura con un altro blocco: un blocco note sempre a portata di penna.

 

2) Le prime parole sono come il primo blocco da costruzione

C’è un momento, prima che lo scritto sia davvero stato messo in piedi, in cui sembra tu non stia costruendo niente. Appunto, sembra. Perché invece sei lì e mescoli acqua e cemento e pensi alla vita complicata che fanno i leganti e a come i libri siano leganti e quindi sarà per questo che hanno un ciclo vitale così particolare.

Poi butti giù le prime parole e ti senti un po’ più leggero. Sei la mongolfiera che ha gettato un sacchetto e si prepara a volare più in alto.

Le prime parole sono le fondamenta. Il primo mattoncino. E ogni frase è un blocco. L’unico blocco di cui uno scribacchino ha bisogno.

 

3) Nel mezzo del cammin di nostra scrittura mi imbattei in un posto di blocco

No, non sto andando troppo veloce! Neanche troppo piano. So di essere in città così anche se mi piace tanto il suono del mio clacson non ho neanche strombazzato.

Il semaforo? Certo che l’ho guardato. Ho aspettato smettesse di essere rosso come il mio conto in banca e le labbra di Carla quando usciamo la sera per andare a mangiare la carne al sangue e anche se il suo sangue non è il mio la sua carne mi sembra sempre così familiare quando siamo seduti a quel tavolo nell’angolo a destra del ristorante. E solo dopo sono passato.

Eppure qui al posto di blocco mi hanno fermato. Come dice? Non è un posto di blocco?

Tante, troppe volte, siamo convinti di essere bloccati in un posto di blocco, con l’ispirazione che latita da troppo e col rischio di essere rapinati delle nostre parole. Invece siamo solo a un posto di controllo. Perché fermarsi può servire, perché fermarsi può essere utile per prevenire.

 

4) La scrittura è un pacchetto da accettare in blocco

Lo so che ti piace manipolare la realtà. Per questo la tua penna è il tuo scettro preferito. Se hai la punta della tua penna a sfera non ti serve neanche la sfera di cristallo: punti la punta su un punto e lo trascini dove vuoi, lo ruoti, lo ritagli e lo collochi esattamente dove vuoi che stia. E se poi un punto proprio non ti piace ci metti un attimo a cancellare.

Ma se questo può valere per i mondi che con la scrittura crei non vale per la scrittura: la scrittura, tu, lei, il vostro rapporto è quello che è ed è in toto che lo devi accettare. O scegliere di abbandonare.

Advertisements

10 pensieri su “I 4 blocchi dello scrittore

  1. Tana per me col secondo blocco.
    Ogni sacrosanta volta sta li e a forza di mescolare mentre rifletto ho il braccio che sembra quello di un tennista.

    Ormai mi sembra quasi di aspettarlo mentre arriva (s’è presentato anche prima di scarabocchiare qui sopra XD), mi viene quasi da pensare che se comincio a scrivere subito si offende e poi chi se lo sente.
    Lo percepisco…si presenta, mi fa compagnia per un po’, mi fissa e poi tutto ad un tratto mi dice “ma si ora puoi partire…” e se ne va lasciandomi libero di rompervi le “suddette” nelle maniere più disparate (forse vi converrebbe pagarlo per farlo restare con me).

    Non pensavo di dirlo, ma fa quasi parte di una prassi che in fondo in fondo poi non mi da cosi tanto fastidio perchè so che poi si risolve, e magari mi aiuta pure a riflettere un po’ di più.
    La prossima volta gli offro un the con i biscottini e ci parlo.

    Certo, al posto di mescolare potrei fare altro, ma forse sono pigro per abbandonare anche le abitudini più strane 😉

    1. Caro amico-blocco di SeoPigro,
      io ti immagino come un omino fatto di costruzioni che ci prova pure a essere costruttivo.
      Sarà per questo che dopo un po’ te ne vai?
      C’è che lo sai che il nostro amico (no, non tu, SeoPigro!) ti attende quasi come segno non tanto di stasi (come a un blocco si confarrebbe) ma di… Partenza!

  2. Il potere delle prime parole! Proprio lui. Non so se sono mai incappata nel blocco dello scrittore. So però che quando smetto di scrivere perché ho terminato un romanzo e sto lavorando sul successivo, la tentazione di dilatare i tempi si fa sempre più forte. Okay il brainstorming, okay approfondire i personaggi, okay la scaletta, ma il nuvolone sulla mia testa si fa sempre più scuro. Sto perdendo il coraggio, questo è quanto. Mi sto progressivamente convincendo che non sono pronta. E non lo sarò mai, se non smetto di procrastinare! Voglio fare il primo passo su terreno sicuro? Allora faccio meglio a iscrivermi a un corso di walzer. Così cerco di recuperare un po’ di umiltà. Perché tutta la mia insicurezza nasce in realtà dalla pretesa di possedere la storia, di gestirla, crearla, indirizzarla, tutto da sola. Ma non è così, ormai lo so. La storia non è solo mia, è anche qualcosa che sbuca a sorpresa sulla pagina. Esco dalla logica della Grande Storia e mi metto a scrivere le mie piccole frasi messe in fila. E’ un sollievo.

    1. “Voglio fare il primo passo su terreno sicuro? Allora faccio meglio a iscrivermi a un corso di walzer.”

      Il commento è tutto bello e tutto interessante ma questa frase… Vince tutto!

      Estremamente affascinante anche l’idea che a volte l’insicurezza possa nascere dalla mancanza di sana “umiltà”…
      Siamo insicuri e abbiamo paura di non poter controllare tutto perché siamo presuntuosi e non capiamo che non potremmo mai controllarlo questo tutto?

  3. Quinto blocco: il blocco di ghiaccio in cui mi trasformo quando non mi vengono le parole in italiano… ieri ci ho messo cinque minuti a ricordarmi come si dice “corrodere”. Però ho scoperto che se sto completamente immobile e fisso il muro giocando nella mia testa con le lettere e le parole, guardo il dizionario dei sinonimi, e poi mi distraggo per qualche minuto, quando torno al computer alla fine la parola arriva! A volte basta sciogliere il ghiaccio…

    1. Lisa, ma tu lo sai che dono hai fatto a questo posticino e a chi passa di qui condividendo qui questo blocco?
      Non mi sarebbe mai venuto in mente!
      E la tecnica del “se sto completamente immobile e fisso il muro giocando nella mia testa con le lettere e le parole, guardo il dizionario dei sinonimi, e poi mi distraggo per qualche minuto, quando torno al computer alla fine la parola arriva” la vedo bene anche con altri blocchi, sai?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...