#Twitter-autori: per chi suona la notifica?

tumblr_m1vx70Xkde1r8jkl2o1_500

È sabato pomeriggio.

In altri pomeriggi di sabato Qualcuno se ne sarebbe stato chino sui suoi libri a studiare e riempire di china quaderni di appunti che se si dovessero bagnare lascerebbero colare le nozioni ma non l’essenza, ché non è possibile che se” scripta volant sapia scillicat” (una volta lo disse un mio professore, per scherzo, ma in effetti è vero che le cose che sai, il sapere, non può scivolare via solo perché non hai con te il supporto su cui ne hai scritto.)
Qualcun altro avrebbe continuato ad allenarsi fino a sentire addosso quella stanchezza rotonda di quando tutto quadra perché il tuo corpo risponde alla perfezione ai tuoi comandi e il sudore ti imperla la fronte come una corona, come un qualche premio per le tue fatiche.
Qualcun altro se ne sarebbe andato alla stazione dismessa per scrivere su treni che non vanno più da nessuna parte frasi oscene perché nulla è più sconcertante e destabilizzante di non avere più nessuna da parte da cui andare.
Qualcun’altra si sarebbe fissata allo specchio fino a chiedersi quando sarebbe stato abbastanza essere bella come certe rassicuranti mattine d’ottobre e brava il giusto, senza eccessi, e quieta come il cielo quando tutte le nuvole a pecorella sono tornate nell’ovile.
Qualcun’altra avrebbe ascoltato canzoni tristi, visto film tristi, letto libri tristi, domandandosi se c’è un posto da cui chi canta, gira pellicole, scrive romanzi, può andare a prendere la tristezza o se forse la tristezza ce l’abbiamo già tutti dentro e allora nelle canzoni e nei film e nei libri non serve mettere davvero la tristezza vera ma basta mettere la giusta combinazione per fare aprire all’ascoltatore, spettatore, lettore, la sua personale cassaforte del dolore.
E invece?
Invece siamo tutti nella biblioteca di Twitter.


Il tema “Chi sono io?” = la bio

Ok, sei in biblioteca. Non sei un adolescente che va in un high school e nella mensa mangia al tavolo degli sportivi e delle ragazze pon pon o dei topi di laboratorio. Eppure la voglia di conoscere e farti conoscere è sempre un tarlo che ti buca il cervello come formaggio svizzero.
Così su Twitter ci sei andato anche se nessuno ti ha messo in punizione ma non sai come presentarti. Il professore Uccellino Azzurro ti ha assegnato un tema dal titolo “Chi sono io?” e tu hai provato a rispondere a questa domanda compilando la tua bio.
Scrivere la bio su Twitter è, al tempo stesso, semplice e difficilissimo. Semplice perché, ehi, si tratta di parlare di te, sei tu! Difficilissimo perché, ehi, si tratta di parlare di te, sei tu! Segreti assodati non ce n’è, anche perché se fossero segreti sbandierati smetterebbero di essere segreti, ma può aiutarti pensare a te stesso come a una formula chimica: quali sono gli elementi fondamentali che ti compongono?
Tu quindi sei lì, di fronte al prof. Twitter, col tuo tema da sviluppare. In un tema per la scuola ti limiteresti a scrivere solo citazioni? Immagino proprio di no. E ti è mai venuto in mente di scrivere il tuo tema per un compito in classe in una lingua in cui poi non parli mai? Non credo. Sii te stesso sia nei contenuti che nella forma.

Stessa aula, stesso mare

Quando vieni catturato nella rete i pesci che incontri nell’acquario dei social a volte, proprio come pesci, sono muti, a volte parlano pure ma ti sembrano pesci d’acqua dolce mentre tu sei un pesce d’acqua salata e parlate lingue diverse e non vi capite. Poi, a volte, con un guizzo argenteo come la pinna di un delfino, incontri un pesce che ti piace proprio e lui ti fa vedere il suo banco e tu fai amicizia e non c‘è all’orizzonte nessuna mattanza.
Following e follower: è questo che c’è da sapere. Si nuota vicini perché o ci si riconosce simili nelle pinne e nelle penne e nello stile di nuoto o abbastanza diversi da piacersi, o perché ci si è incrociati quasi per caso, come due salmoni che hanno scelto la strada in discesa, a dispetto di tutti, e poi ci si è trovati affini.

Tu chiamala se vuoi promozione

Ho una domanda indiscreta da farti: ma a te che sei su Twitter interessano davvero le persone? E i tuoi follower li tratti così? Da persone? Chi ti segue (o si imbatte sul tuo profilo e poi magari decide che no, se tu Twitter lo intendi come terra di spam selvaggio su quella via no, non ti seguirà mai) non è una tela bianca su cui puoi riversare fiotti d’inchiostro solo per autocompiacimento.

Non puoi andare a battere col tuo mouse-pennello sempre sullo stesso punto, insistendo col link che punta al tuo libro in vendita. No. O meglio puoi. Ma poi non ti abbattere se noti che a nessuno interessa.

L’interesse genuino per gli altri batte le (scarse) strategie 10 a 0. Guarda quindi innanzitutto agli altri come quadri che hanno qualcosa da raccontare. Osservali. Parla di loro, con loro. Poi soffermati usi colori. Vedi se nella tua tavolozza ai colori che ben si abbinano. Esponili. Crea un dialogo su un terreno comune. O per te i social saranno sempre sabbie mobili.

Antefatto

Galeotto fu un tweet.

twitter promozione libri

E poi ho anche visto con piacere che Narcisuss ha dedicato al tema “Twitter e promozione dello scrittore” una twitter-chat.

Advertisements

13 pensieri su “#Twitter-autori: per chi suona la notifica?

  1. L’ha ribloggato su girardihre ha commentato:
    Io di webwriter (che non è il copywriter) ne conosco tre davvero bravi, due in particolare. Uno vive su una piccola isoletta, l’altra su un’isola più grande. Saranno le isole a fare i professionisti? Mah! Comunque sia questo è viene dall’isola grande e c’è tutto quanto serve per rapportarsi con un socialnetwork di qualità qual è twitter. Io ne ho asssaporato ogni parola come fosse un nettare, sono sicuro che piacerà anche a voi. Buona lettura!

  2. Confermo che quel genere di spam proprio non funziona. Io ci ho provato, non su Twitter ma su Facebook, semplicemente perché non sapevo come far sapere al mondo che avevo scritto ciò che avevo scritto. Non sono mai stata martellante (un post al mese sui gruppi), ma nemmeno cercavo di entrare in sintonia con le persone. Adesso sono convinta che senza un editore importante nessuno mi fumerà comunque, perciò parlo con le persone che ho conosciuto in rete e mi godo la loro compagnia. Il resto mi sembra molto al di fuori del mio controllo, e magari è pure una cosa positiva! 🙂

    1. “Confermo che quel genere di spam proprio non funziona. Io ci ho provato, non su Twitter ma su Facebook, semplicemente perché non sapevo come far sapere al mondo che avevo scritto ciò che avevo scritto.”

      Mi piace molto questo pezzo perché conferma qualcosa che ho sempre pensato: non sempre chi fa spam lo fa perché è brutto e cattivo. A volte semplicemente non sa che via imboccare e allora prende la strada APPARENTEMENTE più breve finché incontra il lupo dello spam e il lupo se lo pappa.

      “Adesso sono convinta che senza un editore importante nessuno mi fumerà comunque”
      Questo pezzo invece non mi piace per niente 🙂

      1. Ah ah, lo sapevo! Mi rendo conto di essere diventata molto pessimista su questo fronte, ma per ora i fatti non mi smentiscono. Probabilmente sbaglio qualcosa, oppure ho aspettative troppo alte; resta il fatto che non vedo proporzione tra gli sforzi fatti in varie direzioni (non mi sono limitata a FB, eh!) e i risultati pratici. A soddisfazioni invece me la passo bene, e anche quello ha il suo valore! 😉

      2. Secondo me il fatto è che “a ognuno il suo” è una gran verità.
        Perché è vero che ognuno degli altri è meglio di noi in qualcosa e che noi questo qualcosa dobbiamo individuarlo e provare a impararlo e poi capire i nostri limiti, in quella cos, e riuscire a volte anche a affidarci all’altro.
        Quindi, probabilmente, è che tu sei una scrittrice e sul fronte marketing&Co devi assorbire da qualcuno che è un asso nel marketing&Co (e che a sua volta, magari, potrebbe avere tutto da imparare da te sulla scrittura)…

  3. Per quanto mi riguarda questo post poteva fermarsi prima di “e invece?”.
    C’era già tutto quel che avrei voluto leggere in un sabato pomeriggio.

    Quanto a Twitter, vado controcorrente. Proviamo come possiamo a condividere tutto, ad attaccare sempre bottone.
    Ché nessun uomo e’ un’asola.

  4. Twitter lo usano male in molti. Ogni tanto qualche scrittore prende e mi linka pubblicamente la sua scheda libro di Amazon, consigliandomene la lettura. Oppure c’è chi manda tweet continui sul suo romanzo appena pubblicato.

    Possibile, mi chiedo, che non capiscano il fastidio che ne nasce? Non bisogna essere esperti di marketing per capirlo.

    1. Facciamola semplice.
      Io sono un libro, okay?
      Vado in giro a lanciare il mio numero di cellulare e urlo a tutti “CHIAMATEMIIIII!”
      Caro spammatore compulsivo non pensi anche tu che non è il miglior modo per promuoversi?
      (D’accordo, esempio sbagliato :))

      1. Non è proprio sbagliato come esempio 🙂

        Secondo me certi si fanno prendere dall’entusiamo eccessivo, tanto da dimenticare le buone maniere (e le buone pratiche).

    1. Ciao Roberto, apprezzo i punti di vista in contrasto col mio. Dal confronto può nascere spesso un arricchimento reciproco.
      Ti faccio quindi una domanda: com’è secondo te un tweet simil-spam ma onesto?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...