Ti meriti questo post perché…

ti meriti questo post perché

  • Perché la lettura fa più belli quindi, ehi, tu sei qui a leggermi quindi sei di certo bello fuori e bello dentro.

 

  • Perché questo post è fatto della stessa sostanza delle stelline fosforescenti che si appiccicano sui tetti. E tu sei un tipo così… Brillante!

 

  • Perché se mi stai leggendo (cosa? Sei capitato qui per caso?) ti piaccio. No, mi spiace, ciò non garantisce che tu piaccia a me. Ma se mi dici chi sei possiamo vedere se…

 

  • Perché io sono in debito con te. Come tutti quelli che scrivono sono in debito con tutti quelli che li leggono.

 

  • Perché ho la sensazione tu abbia Saturno contro. O forse è solo che non ti è andata giù che uno come Ozpetek che con le fate ignoranti ci aveva tanto azzeccato poi abbia sbagliato proprio strada con il film con quel titolo lì.

 

  • Perché anche se non sarà o non è stata (come faccio a sapere a che ora mi stai leggendo) una brutta giornata ogni volta che un giorno finisce c’è sempre qualcosa che pensi avresti voluto/potuto migliorare e allora, non importa quanto tumultuose siano le acque in cui stai navigando, tu smetti i panni del timoniere perfetto per un momento e ti metti a leggere qualcosa scritto da qualcuno di cui non conosci neanche le dita che hanno battuto ciò che stai leggendo. Ma di cui conosci i pensieri. Perché questo è un modo strano in cui, sempre più spesso, dei contenitori, conosciamo prima i contenuti e poi le confezioni.

 

  • Perché le parole di questo post cioccolatoso ti si scioglieranno in bocca.

 

  • Perché la lettura ha le sue ragioni che la ragione non conosce. E non per tutto ti serve una ragione.

 

Complice la maggiore libertà estiva ti sei imbarcato in un’avventura chiamata blog ma ora non sai che post pigliare? Su, non ti preoccupare. Da che mondo è mondo (e quindi anche da che World Wide Web è World Wide Web) il cioccolato ha tutte le risposte.

I primi passi del tuo blog e i post al latte (cioccolato al latte)

Il tuo blog ha appena aperto i battenti e ancora batti i denti per il freddo della solitudine in cui versi? Rilassati, versati una tazza di latte al cioccolato e continua a scrivere i tuoi primi post. Post che saranno probabilmente dal gusto delicato come una tavoletta di cioccolato al latte. Perché?

Perché vuoi ancora saggiare il palato dei tuoi lettori, perché con la pasticceria delle parole devi ancora prenderci la mano e, invece di rischiare di combinare qualche pasticcio, preferisci andarci piano e non osare troppo. I post al cioccolato al latte, del resto, sono una soluzione sempre lì, a portata di mano, pronti a essere usati quando hai voglia di coccolare i tuoi lettori andando sul sicuro.

 

Hai stile, hai mordente, quindi sforni un post fendente (o fondente)

Quando scopri che sei capace di affilare la tua penna al punto giusto e che riesci a maneggiare le tue possibilità espressive come un consumato spadaccino, puoi sentire che è arrivato il momento di far consumare ai lettori giunti alla tavola del tuo blog un dessert dal sapore più deciso: il post fondente è quello che può letteralmente rappresentare il punto di fusione tra te e il tuo lettore ma può anche generare confusione.

Nel post al cioccolato fondente c’è il 100% di te, del tuo essere blogger: sei pronto a metterti tanto in gioco senza che resti a te, o a chi ti legge, l’amaro in bocca per qualche parola troppo azzardata?

Di quando senti la scrittura nelle vene e scrivi post rossi come il sangue e bianchi come il cioccolato bianco

Non so a te ma a me il cioccolato bianco piace solo in piccole dosi. Come la panna montata e i giochi che sono più belli se durano poco. I post al cioccolato bianco vanno centellinati. Sì, con il contagocce. Vuoi sapere dove trovarlo questo contagocce? Inutile cercarlo: il contagocce, infatti, le gocce non le conta neanche. Tocca sempre a te contarle.

I post (rossi e) bianchi come il cioccolato bianco sono quei post in cui metti tutto te stesso. Anche il te stesso che non sapevi di avere. Vai ben oltre i confini che avevi inizialmente stabilito per il tuo blog. Perché senti che ci sono parole che devi impastare con i sogni e gli incubi più intimi che hai. Affascinante vero? Indubbiamente. Ma è anche la rarità, il fatto che si tratti di post una tantum, di articoli pubblicati con frequenza così bassa, che fa alzare l’asticella del loro fascino.

Mi dai un cioccolatino?

Un commento è proprio come un cioccolatino: chi te lo porge ti regala sempre un po’ del suo ripieno.

Che ne pensi di questi tre esempi di articoli al bacio?

E tu, nel tuo blog, che assortimento di post da maître chocolatier hai o vorresti avere?  

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17 pensieri su “Ti meriti questo post perché…

  1. All’inizio anche io ho scritto quei post di cioccolato al latte – se ho capito che vuoi intendere, ma non ne sono sicuro. Erano post scritti senza avere chiaro un piano editoriale.

    Credo che per la maggior parte i miei siano post al cioccolato fondente, adesso, anzi negli ultimi due anni almeno.

    Quelli al cioccolato bianco – che una volta amavo molto, ma ora centellino anch’io – sono rari – sempre se ho capito che vuoi intendere.

    Esempi pratici, sia nel tuo sia nel mio blog, di questi 3 tipi di post? 🙂

    1. I post al cioccolato al latte, secondo me, sono post del tipo “vado al mare ma resto sotto l’ombrellone”: post in cui ti senti tranquillo perché giochi in casa, non ti metti troppo in gioco, resti sul sicuro, punti poco e, dato che stai andando nella spiaggia dei blogger, ti metti pure il cappellino.

      Penna per me è una buona dispensa di fondente, per questo mi piace.

      Non sei tu l’imperator del pragmatismo, Imperi? 🙂

  2. Dipende dal tipo di blog che uno vuol fare. I personal blog beneficiano tantissimo di queste cose:
    A: hai un aspetto sessualmente attraente
    B: dici fesserie e ti incavoli col mondo
    C: dai contro al senso comune
    D: ti inventi di aver sofferto tanto in gioventù, ma ora sei sexy
    Devi in sostanza essere notevole e mascherare la tua banalità con una patina pesante di scandalo. Cioccolata in cascate e peperoncino negli occhi. Se non sei notevole, appunto non sei notato.

    I blog di contenuto dovrebbero invece evitare i post personali. E’ un giorno perso, probabilmente i lettori restano sconvolti (“Io volevo sapere come si fa a scaricare libri gratis, non chi sei tu!!”), e fa male al SEO. Tanto male. Da morire. Peggio che l’ebola. In questo genere di blog meritano appunto i contenuti. Se sei furbo trovi cose che pochi sanno, o gliele ridici in modo diverso, e anche una scemenza come “15 modi di usare meglio twitter” avrà migliaia di fans. Guest posts, commenti altrove, Twitter… Qui si va molto sulla costanza, la platea te la fai col tempo. E’ cioccolata industriale.

    Ah. E’ opportuno far notare che nessuno registrerà mai i livelli di traffico di un blog americano medio, a parità di contenuto e forma. Quindi se si ha uno, due, tre commenti è tutto grasso che cola.

    1. Ma benvenuto portatore sano di nuvole da mano!

      Vediamo un po’ come cascare in piedi in questo commento di cioccolato piccante a cascate: il tuo blog ha i contenuti che ha perché li scrive Gas.

      Se quindi Gas, scrittore e lettore e creatore di nubi da portare al polso, un giorno scrive i SUOI 15 modi per usare Twitter e di come ha scoperto quel tizio tanto bravo a scrivere e quella tipa così brillante… Ecco, credo che sia la SEO che il SEO non storceranno troppo il naso.

      (Cioccolata industriale? Allora ritiro subito quel pacco di cioccolatini artigianali ripieni di tutte le parole che tanto ti piacciono che ti avevo inviato a nome di Calamo!)

      1. I coniugi SEO non storcono il naso perché si tratta di blogging classico. Maldestro quanto vuoi, ma in piena regola. Sono il tuo “cioccolato al latte”. Quei post nei quali elenchi i 10 modi in cui si fa un incipit, call to action, e potrebbe scriverli un robot. Sei passivo riguardo al media e ai lettori stessi.
        Tu fai diversi post fondenti. Cioè osi disporre in campo una visione differente e personale di un argomento in fondo tecnico. Rischiando magari di sbagliare la comunicazione. Ma sono più “tuoi”. Ti attribuisci autorità, fai azzardi, senti di poter dire qualcosa che colpisca chi ti legge. C’è una parola che riassume tutto questo: assertività.

        Ma i post al cioccolato bianco? Eh. Sono un’altra cosa. Non offri alcun contenuto. E non ci sono filtri. Non vuoi “piacere”, non vuoi “spiegare”. Esisti soltanto. Per un blog di contenuti è un atto autolesionista. Almeno per quello che è la mia piccola e breve esperienza. Per un blog personale se ne può discutere, anzi, credo sarebbe la manna essere sempre sul cioccolato bianco.

  3. Sì, anch’io ho apprezzato “Le fate ignoranti” e ho dormito davanti a “Saturno contro”. Ma ho notato che parecchi registi hanno il vezzo pedante di ripetere per seicento volte lo stesso film se trovano i soldi per produrlo.
    Chissà se è furbizia (se ha funzionato una volta, funzionerà sempre perché il pubblico è abitudinario e apprezza i disegni ricalcati senza dover spendere un briciolo di fatica per capire uno scarabocchio nuovo), pigrizia o mancanza totale di fantasia. L’unica cosa certa è che si mira sempre e soltanto al guadagno finché arriva.
    Il fatto è che mirerei anch’io al guadagno se arrivasse almeno una volta, e non mi ripeterei perché sono malata di fantasia.
    Ma dalle mie parti non arriva mai, il guadagno intendo.
    Perciò ti “propino” una bella dose di cioccolato visto da me (uno dei tanti punti di “visto”).
    http://evaporata.com/2012/04/09/cioccolato-sulla-lingua/

    ARF!

    1. “Parecchi registi hanno il vezzo pedante di ripetere per seicento volte lo stesso film se trovano i soldi per produrlo”

      Ecco, questo mi sembra un punto su cui riflettere anche nella scrittura di libri: qual è il confine tra “scrivere ciò che ci piace, ciò che ci riesce, ciò che ci sentiamo portati a scrivere e non tradirci” e “scrivere continue copie di cose che abbiamo già scritto?

      Nel dubbio so che noi non ci giustificheremo coltivando il pensiero che tanto “il pubblico è abitudinario e apprezza i disegni ricalcati senza dover spendere un briciolo di fatica per capire uno scarabocchio nuovo”, vero?

      Delizioso il tuo spunto al cioccolato, Nadia! 😀

  4. A me questo post ha fatto venire fame, ma a me non piacciono i dolci. Diciamo che mi riconosco in una bella carbonara e di tanto in tanto in una bella bistecca, che corrispondono più o meno ad un cioccolato fondente e ad un rosso sangue.

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