Usa il cervello: blogga responsabilmente

blogga con cervello

C’è un verso, nella canzone Brain Damage, che recita “you raise the blade, you make the change”. Questo vale anche quando si parla della mente che sta dietro un blog: quando vuoi preservare il meglio possibile il cervello pulsante del tuo bloggare devi essere pronto a affilare le tue parole meglio di quanto affileresti una lama e colpire chi ti legge con più sicurezza e precisione di un lanciatore di coltelli. Solo così potrai preparare di volta in volta il prossimo passo della tua scrittura, il successivo scalino del tuo percorso da scrittore, quel cambiamento che fa fortunatamente rima con evoluzione.

Pick someone’s brain

C’è chi raccoglie le provocazioni. Tutte, Anche se le vede lì, ormai quasi arrivate per terra, e allora sa che farebbe meglio a lasciarle cadere, affilate e imbrattate come sono, le raccoglie comunque. Ma che ne ricava? Spesso niente di meglio che qualche cicatrice. Aprire un blog, invece, deve soprattutto voler dire guadagnare un tipo di punti diverso da quelli di sutura. Molto meglio perciò raccogliere cervelli. In tutti i sensi.

Quando ti trovi davanti al foglio bianco vuol dire che è arrivato il fatidico momento di chiamare a raccolta tutte le idee che colonizzano il tuo cervello e far sì che dalla tua testa escano fuori. Come se dovessero partire per una vacanza, lasciando che fluiscano fuori liberamente e con tutto l’entusiasmo che si ha quando si sta per iniziare un lungo viaggio. Perché il mondo fuori, per le tue parole, può davvero essere uno straordinario parco giochi.

Ma raccogliere cervelli vuol dire anche non iniziare mai a pensare di avere soltanto da insegnare e non smettere mai di cercare di imparare. Perché la mente degli altri è il mistero più grande e soltanto confrontandosi, scritto a scritto, si può dare più corpo ai propri nebulosi pensieri d’inchiostro.

Tu, da autore, riesci a trarre il meglio dalle menti che ogni giorno, leggendoti e contattandoti, ti offrono la loro attenzione e il loro tempo?

Il tuo blog? Un ombrello sotto cui infuria il brainstorming

Il cervello è una creatura dai gusti difficili: per convincere uno stormo di cervelli a smettere di migrare di blog in blog e fare il nido tra le pagine dei tuoi post devi sapere che semi piantare nei tuoi articoli per far sì che loro la piantino di arrivare e in un batter d’ali. Ma come fare a aggiustare il tiro fino a scoprire la ricetta perfetta dei contenuti da offrire? Ascoltando i lettori.

Tu, da lettore, preferisci tempestare i blogger che segui di domande o osservare i fulmini e le saette restando in disparte?

BrainToBrain

Il tuo cervello danza ogni volta che un lettore, dando un’occhiata alle tue pagine, si fa un’idea di te, pensa a un suggerimento, decide di porti un quesito e si prende la briga di contattarti e comunicarti il suo pensiero, darti un suo parere, farti una domanda. Sta a te, blogger, saper essere un ammirevole direttore d’orchestra in grado di far diventare tutte le voci che si esprimono sui tuoi post una magnifica melodia.

Puoi colpire il tuo lettore puntando sui tuoi punti deboli. Puoi lasciare che i tuoi post siano come scosse elettriche che corrono lungo un dente scoperto. Puoi usare le proprietà della tua lingua per far battere le tue parole lì dove il dente duole. Oppure puoi mettere a nudo tutta la tua ardente voglia di comunicare e puntare a colpire i lettori non là dove si sentono più vulnerabili. Ma dove si sentono più forti. Portandoli su un terreno in cui si sentono sicuri di potersi muovere, facendo del tuo blog una sala in cui ognuno sente di poter esprimere la propria opinione e sente che il suo pensiero assume valore anche in virtù della considerazione che riceve.

Ti fermi mai a chiedere come vorresti nutrire le menti dei tuoi lettori e se stai servendo soltanto antipasti mentre potresti dar loro un intero banchetto? 

Braining

Il confronto ti insegna a affrontare meglio sia gli altri che te stesso. Perché ognuno è uno strumento diverso. Imparare a affrontare anche le note dissonanti, esercitarsi a trovare un qualche accordo anche quando l’aria è tesa come una corda di violino è un gran training. Anzi, è un Braining.

Bloggare è allenarsi. Quando non usi un muscolo per tanto, troppo tempo, il tuo corpo sai cosa fa? Gli taglia i viveri. Perché non ha senso dar fondo alle proprie risorse per nutrire qualcosa che non si impegna a svilupparsi. La tua scrittura fa presto a diventare arida se ti limiti a innaffiarla di belle speranze.

Da quando bloggi il tuo polso da scrittore, il tuo cuore da blogger e il tuo cervello da cantastorie ti sembrano più allenati?
E se ancora non bloggi (o bloggi ma non bloggi come vorresti) cosa ti frena dal prendere sul serio questa palestra?
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10 pensieri su “Usa il cervello: blogga responsabilmente

  1. Spesso mi capita di imparare dai commenti che ricevo e anche dalle email. Mi danno spunti per scrivere nuovi post che non mi sarebbero mai venuti in mente.

    Qualche volta osservo, se i post che leggo non mi dicono nulla, come spesso accade. Altrimenti faccio domande, se quel post mi ha fatto riflettere e nascere dubbi.

    A me piace nutrire le menti dei lettori di dubbi e domande e non di certezze e risposte, perché in quel modo riflettono, ragionano e creano da sé un percorso per migliorare.
    Che ne pensi?

    Da quando bloggo tutto è più allenato, cervello, polso, scrittura stessa.

    1. A me piace nutrire le menti dei lettori di dubbi e domande e non di certezze e risposte, perché in quel modo riflettono, ragionano e creano da sé un percorso per migliorare.
      Che ne pensi?

      C’è una battuta (trita e ritrita ma sempre buona, secondo me. Non come un polpettone stantio, per intenderci) che riassume bene cosa penso.
      Io penso infatti che il primo passo sia capire che le risposte sono già dentro di noi.
      Il secondo è capire che sono sbagliate.

      Qualche sera fa ho visto il film “intervista col vampiro” e quando Antonio Banderas ha detto a Brad Pitt che aveva posto le domande sbagliate mi è venuto da pensare quante volte ci sembra di non riuscire a trovare le risposte mentre il problema sono le nostre domande (chi ora sta pensando “ma tu invece di pensare non puoi metterti a sgranocchiare popcorn mentre guardi i film?” rispondo “hai perfettamente ragione”).

      Quindi… Sì. Distribuiamo punti di domanda come se fossero caramelle gommose e mastichiamo pane e dubbi perché (dopo l’ironia) sarà il (sano) dubitare a salvarci.

  2. Sicuramente si… mi alleno tutti i giorni (scrivo, leggo, approfondisco, sbaglio, riprovo, risbaglio, riprovo, social, blog, video etc..) e sicuramente mi sento più in forma rispetto a quando ho iniziato 5 anni fa.

    Adoro le critiche “costruttive” perché oltre a farti migliorare sono un segnale che il tuo blog ha colpito e il lettore ti sta aiutando a migliorarlo.

    1. Se è vero che si impara dai propri errori a sbagliare con più stile…
      Mi piace pensare al blog come a un’ideale passerella non solo dei successi, dei quadri ben riusciti, delle ciambelle col buco, ma anche degli sbagli, delle foto sfocate, delle torte bruciacchiate.

      Proprio un luogoin cui ogni Tozzo di blogger può dire “io qui scrivo, leggo, approfondisco, sbaglio, riprovo, risbaglio, riprovo”…

  3. Bloggare serve eccome, anche se devo dire che drena parecchie energie, e un po’ la scrittura di narrativa ne risente; ma conto di riuscire a equilibrare le due cose senza troppi danni.
    Il ronzio dei cervelli con cui entro in contatto lo sento molto forte. Non posso dire che mi costi fatica pensare di imparare da loro! Di fatto è l’unico motivo per cui il blog mi interessa: contatti reali con le persone. Tanto le vendite dei miei libri non decollano, le difficoltà a pubblicare ciò che scrivo restano le stesse… insomma, se all’inizio pensavo che il blog fosse un buon modo per farmi conoscere, adesso credo che sia bello e basta. Mi dà un senso di comunità. Se poi questo sarà anche un modo per tenere i contatti con il mio piccolo pubblico, benissimo.

    1. “Bloggare serve eccome, anche se devo dire che drena parecchie energie”

      Drena tanto, ti do proprio ragione. Mi piace pensare dreni anche le ferite e sia catartico. Un po’ per chi scrive, certo, ma si spera un po’ anche per chi legge.

      Il ronzio dei cervelli con cui entro in contatto lo sento molto forte.

      E non è bellissimo quando riesci a sentirlo e poi ti accorgi che anche il tuo sta ronzando e ronzate così all’unisono che più che un ronzio da insetti sembra proprio un cinguettio da fringuelli? 🙂

  4. Molto bello questo post. Bloggare ha in un certo senso cambiato la mia vita. Cerco sempre di fare il massimo e di lasciare quanta più libertà possibile. Per ora le cose stanno andando bene poi si vedrà!

    1. Benvenuta anche qui Romina!
      Sono contenta questo post ti sia piaciuto e sono contenta di poter leggere una frase così profonda detta con disarmante sincerità “bloggare ha in un certo senso cambiato la mia vita”.

      Il tuo blog può essere molto orgoglioso di sé se ti ha cambiato la vita.
      E tu puoi esserlo molto di te se sei riuscire a creare qualcosa che non solo cambia gli altri (già impresa titanica e encomiabile!) ma anche il suo stesso creatore.

      1. Io sono come la zizzania: sono ovunque. E l’erba cattiva non muore mai!

        Sì, bloggare ha cambiato il mio stile di vita e il mio modo di intendere tante cose. Faceva molto bene anche alla mia scrittura, quando ancora scrivevo.

        Non so se il mio blog è orgoglioso di me. Io non so se lo sono di lui (sono una perfezionista molto autocritica e quindi niente di ciò che faccio è mai abbastanza buono).

        Cambiare le vite non è il mio obiettivo, se mai lo è trasmettere passione.

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