La scrittura necessaria: per scrivere bene io scrivo coi piedi

scrivere coi piedi

Gira che ti rigira chi ama scrivere non può che finire col scrivere del suo amore. Soprattutto quando si ritrova dentro un girotondo di anime belle che oltre a girare in tondo sanno fare tante cose belle come svoltare, andare avanti, girare pagina e poi, fermi a un punto della storia, tornare indietro, fino alla copertina, e chiedersi qual è stato l’incipit di questa storia d’amore con la scrittura.

Questo post nasce a seguito di uno splendido post di Grazia Gironella. Se alla fine di questo post avrai voglia di partecipare anche tu scrivendo un articolo con il tuo post non devi far altro che metterti a scrivere, citando la fonte. Potrai poi naturalmente condividere il link al tuo post tra i commenti. Io so che Daniele Imperi e Chiara Solerio non hanno perso tempo e hanno colpo la palla, per nulla avvelenata, al balzo!)


Scrivere… Coi piedi

Lo scrittore cammina dentro il mondo di tutti seguendo le strade del proprio

Tu stai camminando da così tanto tempo che non sai più con esattezza neanche quanto tempo sia passato. Hai semplicemente iniziato a camminare e non hai più smesso. Come quando inizi a scrivere e non sai esattamente com’è successo.

Qualche volta inventi a te stesso una storia. Perché a noi esseri umani piace creare storie che raccontano un fatidico momento. Come quando ti domandano “ma quando ti sei innamorato ?” e tu allora costruisci un istante. Fai entrare a forza in pochi attimi i granelli di infinite clessidre di castelli di sabbia fatti e disfatti infinite volte prima di diventare una torre abbastanza solida da essere chiamata amore. Così cerchi di rispondere a chi ti chiede quand’è cominciata la tua passione per la scrittura.

Perché tu scrivi col bello e col cattivo tempo. E qualche volta pensi che sia la tua penna a influenzare il cielo. Del resto quando hai la testa tra le nuvole è quasi sempre a causa sua. Così scrivi sempre e comunque anche se il sole picchia forte e dà fastidio e, quando tramonta, per quanto fastidio abbia dato si fa comunque rimpiangere perché il freddo pungente della sera è a tratti insopportabile.

Come scrittore senti di aver percorso un tratto di strada di lunghezza non indifferente. E lo hai fatto senza mai trattare sui km ancora da percorrere. Perché sai che per non essere scontati a volte bisogna anche rinunciare a avere sconti.

Ora dentro le scarpe hai i sassolini delle parole che non hai mai detto, e tutti i cerotti con cui hai cercato di far tacere la tua voce non bastano a coprire le ferite sul tuo tallone (d’Achille).

Ecco, la mia scrittura vieni dai piedi (anche) perché oltre che la mia forza è la mia debolezza.
Perché come i piedi sono uno strumento grazie a cui possiamo camminare facendo affidamento solo sulle nostre forze così per me la scrittura è un mezzo che può portare ovunque. Senza dover contare su nessuno al di fuori di sé.

Piantala di scrivere sempre!

Per me la scrittura viene dai piedi anche perché c’è una frase che credo chiunque ami scrivere prima o poi rischia di sentirsi dire: “piantala di scrivere sempre”! A volte non viene detto a parole ma lo leggi negli occhi di chi ti guarda e allora ti senti un po’ come qualcuno che alzando gli occhi vede le nuvole disegnare forme bizzarre e si ritrova a chiedersi se quelle immagini, più che in cielo, non siano impresse a fuoco nella retina dei suoi occhi come lettere scarlatte.

Scrivere restando coi piedi per terra

La passione per la scrittura, del resto, è una di quelle passioni totalizzanti. Che ti colpisce dalla punta dei capelli alla punta dei piedi. Scrivere può salvarti quando ti senti mancare la terra sotto i piedi. Ma anche nella vita di uno scrittore arriva il momento di valutare la sua passione restando coi piedi per terra.

La scrittura ti tiene in piedi ma, al tempo stesso, sei tu che devi costantemente occuparti di tenere in piedi essa. Perché un bravo scrittore è quello che sa capire e valutare obiettivamente quando una trama, indipendentemente da quanto gli sia cara, non si regge in piedi e quando un progetto editoriale non ha futuro perché da troppo tempo non fa un solo passo avanti.

La febbre della scrittura e i piedi alati di mercurio

Il male di scrivere è uno di quei mali subdoli. I segni e i sintomi inizialmente possono passare sotto silenzio. Perché, in fondo, tutti scrivono. Per i motivi più disparati. Scrivere è per certi versi una passione meno plateale di altre. Soprattutto quando è ancora un amore latente, un sogno dentro un’incubatrice. Perché a scuola si scrive spesso, a prescindere da quanto lo si faccia con piacere.

Eppure c’è un segno che quando c’è è patognomonico. Insomma quando c’è si può far diagnosi di dipendenza cronica da inchiostro: le ali ai piedi. Perché chi scrive deve potersi muovere in un batter d‘occhio (o meglio d’ali) per prendere dal mondo che tutti conosciamo tutto ciò che vuole e farne fondamenta per il mondo che sta descrivendo nelle pagine che sta scrivendo.

Gigli d’oro e pagine strappate

Da piccola un giorno lessi un articolo che mi colpì molto. Era un articolo che raccontava dei cosiddetti “gigli d’oro” ossia dei piedi artificialmente deformati delle donne cinesi. In questo articolo si raccontava, anche con una certa dovizia di particolari, di questi piedi fasciati con fasce estremamente strette e di scarpe minuscole dentro cui la pianta del piede e tutte le dita dovevano starsene dolorosamente costrette non per giorni o settimane ma per anni. A ogni riga mi chiedevo il perché di quella pratica.

Se i piedi vengono fasciati per farli restare piccoli, troppo piccoli per reggere bene il peso del corpo, troppo piccoli per sostenere una vita piena, una corsa spensierata, una fuga disperata, ecco, se i piedi vengono forzati a diventare così deformati per rendere le donne più dipendenti e vulnerabili allora io non posso che pensare che la scrittura parte dai piedi perché ogni pagina che strappi è qualcosa che togli al tuo talento, un supplizio che infliggi al tuo genio creativo, mentre ogni pagina che, passo dopo passo, costruisci, ti aiuta a avere un’andatura più ferma nel tuo cammino verso un’indipendente vita d’artista.

Quando scrivere è un bisogno… Radicato

Insomma, scrivere per me è creare le fronde che vuoi a prescindere dalle radici che hai.

Per te?

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7 pensieri su “La scrittura necessaria: per scrivere bene io scrivo coi piedi

  1. Insomma, la mia scrittura parte dal cervello e la tua dai piedi e per altri dal cuore, in mezzo 😀

    Però il tuo discorso regge. La scrittura deve stare in piedi e quindi ha bisogno di piena libertà di sviluppo. Non può avere costrizioni, altrimenti non migliorerà, ma ristagnerà.

    Per me scrivere è qualcosa che sento dentro, mi viene naturale, ma davvero non so – né mi interessa sapere – cosa mi spinga a scrivere. Io scrivo e basta. E se basta a me, deve bastare anche agli altri.

    1. “Insomma, la mia scrittura parte dal cervello e la tua dai piedi e per altri dal cuore, in mezzo”

      Il fatto è che in mezzo c’è la virtù e tu ci vedi a esser virtuosi? (Abbiamo già Chiara che ha fatto la virtuosa per tutti :))

      “Però il tuo discorso regge. La scrittura deve stare in piedi e quindi ha bisogno di piena libertà di sviluppo. Non può avere costrizioni, altrimenti non migliorerà, ma ristagnerà.”

      Vero. La scrittura può essere linfa vitale ma se c’è qualcosa che non va con il ricambio… Il braccio che prima serviva per scrivere parole meravigliose diventa orrendamente gonfio e inutilizzabile.

  2. La mia scrittura, quando arriva, arriva da zone remote del cervello rettile. Non so cosa mi spinge o cosa mi spinge via da questo atto di forza che è la scrittura. Un bisogno viscerale, quasi imbarazzante. Scrivere per me è trovarsi davanti alla porta sapendo che dietro potrei trovare la principessa o la tigre. O magari entrambe. E la mia curiosità innata sfrigola di fronte al bivio.

    1. “Scrivere per me è trovarsi davanti alla porta sapendo che dietro potrei trovare la principessa o la tigre”

      La cosa bella è che la tua “curiosa innata” la si sente sfrigolare fino a qui. E già si pregustano principesse cotte e tigri che saltano dentro cerchi (alla testa, per il troppo scrivere) infuocati.

  3. I piedi sono una parte del corpo importante: se hanno qualche problema, questo si riflette sulla schiena e sull’organismo intero; nel taiji e nelle arti marziali in generale sono il punto di radicamento, quello che ci permette di slanciarci verso l’alto e anche staccarci da terra senza perdere il contatto con la terra. Io sui piedi sono sempre stata pudicissima, soprattutto da bambina. Insomma, un posto delicato e importante da cui far nascere il tuo scrivere. 🙂

    1. “Io sui piedi sono sempre stata pudicissima, soprattutto da bambina.”

      Allora diciamo che mi piace pensare che Calamo sia un posto in cui anche i tuoi piedi si sentono a casa 🙂

      “Insomma, un posto delicato e importante da cui far nascere il tuo scrivere.”

      I miei piedi sono molto contenti di aver incrociato i tuoi in questo cammino di post (e non solo)

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