Risposte dal Calamo: Vorrei scrivere (e aprire un blog) ma…

vorrei scrivere e aprire un blog

Rispondi a uno per dare uno spunto a cento

Il giorno dell’anno con più ore di luce sarà pure passato ma c’è un bagliore che non si spegne mai: la scintilla che i lettori sanno accendere nella lampadina che abita nel Calamo di questo blog.

Nasce così una nuova rubrica (?). Un nuovo appuntamento. Saltuario quanto basta per farti sorridere quando aprendo la pagina scopri che è lì, è il suo momento. Costante abbastanza per non scivolare nell’oblio.

Quest’annuncio però, in realtà, dovresti essere tu lettore a farlo a me e non io a te. Perché questo post nasce da quelle domande sussurrate da voci ora più squillanti, ora più grevi, ma tutte con un destinatario in comune: la mia casella email.

Perché se è vero che Calamo, proprio come un calamaro, ama spargere il suo inchiostro nel mare del web, è anche vero che ama farsi porto e accogliere i lettori che bussano alla porta di questo posto.

Alzare il sipario su un blog è un po’ come organizzare una grande festa. Senza però avere la certezza che gli invitati saranno davvero presenti. Quale attore salirebbe su un palcoscenico, da solo, di fronte a una platea vuota e inizierebbe a recitare con passione anche senza sapere quando e se qualcuno arriverà ad assistere al suo spettacolo? Un blogger/scrittore lo fa. E recita la parte di se stesso. Ma c’è un ma.
Una delle cose più belle dell’intraprendere un percorso da blogger è avere la possibilità di incontrare tanti compagni di viaggio. Ognuno ha con sé uno zaino diverso. Qualche volta è un fardello e magari tu riesci a renderti utile e alleggerisci a qualcuno il bagaglio. Qualche volta è una valigia pesante ma solo perché è stato un percorso ricco. E ricco è bello anche quando è faticoso.

I blog costruiscono ponti là dove prima c’era solo acqua e creano connessioni dove c’era solo distanza.

Io sono a portata di click e in questi mesi tanti hanno bussato alla mia porta portando ognuno qualcosa. Cose dissimili ma a volte non così diverse.

Il fascino della diversità, del resto, è anche questo: per quanto in ogni elemento ci sia una scintilla di unicità, più il campione si amplia più non serve essere dei campioni per individuare degli elementi in comune.
Io gli elementi in comune ho deciso di metterli qua. Ecco quindi uno dei “ma” che ho incontrato più di frequente nelle email che ho ricevuto dopo la frase “vorrei scrivere (e aprire un blog)”

Vorrei scrivere e aprire un blog ma… Non so cosa scrivere

Questo problema, in realtà, generalmente è un falso problema. Perché ogni volta che ho ricevuto richieste d’aiuto formulate all’incirca così vuoi sapere cosa abbiamo capito, chiacchierando io e il mio lettore? Abbiamo capito che il problema non era tanto il non sapere di cosa parlare.

Difficilmente qualcuno che ama scrivere non ha voglia di scrivere di qualcosa. Qualunque cosa. Il problema di solito è capire su cosa orientarsi. Decidere di cosa parlare (e soprattutto come farlo. Ma questa è un’altra storia).
Il mio consiglio, a grandi linee, è questo:

Trova ciò che ti rende simile agli altri nel tuo essere diverso.

Adesso mi spiego meglio.

Se scrivi io penso e spero che tu scriva col tuo di inchiostro. Non ti limiti a eseguire infiniti esercizi di “bello stilo” facendo la copia carbone del modo di scrivere dell’autore che stai leggendo in quel momento, vero? Ecco, i lettori che mi hanno chiesto una mano hanno scritto sempre tutto di proprio pugno. Eppure l’idea di mettere in piedi un progetto editoriale con una testa e una coda li lasciava storditi come un pugno in faccia.

Per quale ragione tanta difficoltà nel creare da zero (o ri-creare dopo essersi conto che lo status quo non poteva proprio più andare) una parvenza di piano editoriale? Semplice: un blog deve riflettere lo spirito dell’autore che lo anima. È vero.

Ma più che il vetro di uno specchio in cui il blogger non fa altro che rimirarsi un blog dovrebbe essere il vetro di una finestra che il blogger apre per affacciarsi. Sugli altri. E confrontarsi.

Il punto da cui iniziare a costruire il programma di cosa dire sul tuo blog deve quindi essere proprio il punto d’incontro tra la tua natura e gli altri alberi che ti circondano. Creare un blog significa dare ai rami della propria narrazione l’occasione di andare oltre la propria radura: come sfruttare questa possibilità per radunare lettori?

Scrivendo, non soltanto con l’intenzione di dimostrare di essere in grado di scrivere bene, ma anche, e soprattutto, con l’intento di mostrare la propria corteccia (anche cerebrale, certo) scorticata quel tanto che basta da far notare come la linfa vitale della scrittura vi scorre dentro.

Scrivi ciò che sai e ciò che, se non lo sapessi, ti piacerebbe sapere. Perché gli altri spesso ti somigliano più di quanto pensi, sai? Quindi ciò che vorresti leggere tu potrebbe proprio essere anche ciò che va cercando per la blogsfera il tuo (futuro) lettore.

Perché forse il tuo futuro lettore non vede l’ora di  diventarlo. Solo che ancora non lo sa.

Scrivi per far sapere chi sei e per far sapere chi vorresti essere. E scrivi di come stai cercando di medicare la cicat(t)rice tra la tua situazione attuale e quella che sogni per te. Ma scrivine senza fingere.

Anzi, ti dirò di più: scrivi per diventare (meglio e più in fretta) chi vorresti essere. Perché a un certo punto, prendendoti cura di un blog, ti renderai conto che è vero anche il contrario: il tuo blog si prende cura di te.

Cosa ti manca per diventare il blogger (e lo scrittore, il web writer, l’autore) che vorresti?

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13 pensieri su “Risposte dal Calamo: Vorrei scrivere (e aprire un blog) ma…

  1. Non conosco la politica di Calamo, ma questa cosa del blog, lo scrivere come e perchè, la strada da tracciare per aprire e gestire un blog, puoi svilupparla bene ed essere molto utile.
    Ricordo quando aprii il blog: pochi articoli abbastanza slegati tra loro. Tanto da dire ma un’idea confusa su cosa puntare, poi un incontro casuale con una persona che non conoscevo, una chiacchierata sul nulla mi diede l’idea del cosa e del come. Avere una guida subito avrebbe semplificato tutto.

    1. Calamo è una repubblica fondata sulla reciproca soddisfazione. Mia, naturalmente, ma anche e soprattutto di chi mi legge.
      Se sviluppare (al) meglio le indicazioni su come aprire e gestire un blog potrebbe essere utile… Direi che devo proprio rifletterci!
      Grazie per il suggerimento e per aver riportato la tua esperienza, Girardi!

  2. Interessante la nuova rubrica 🙂

    “Scrivi ciò che sai e ciò che, se non lo sapessi, ti piacerebbe sapere.”

    Questa frase mi piace, perché io da tempo l’ho fatta mia. Spesso scrivo proprio di mie personali riflessioni, non per forza e sempre di ciò che so per esperienza vissuta.

    Anche questo, soprattutto, è fare blogging.

    1. La nuova rubrica di Calamo è molto felice di essere stata ben accolta 🙂

      “Scrivi ciò che sai e ciò che, se non lo sapessi, ti piacerebbe sapere.”

      Credo proprio sia un ottimo motto da applicare sia al blogging sia a taaaante altre attività, vero?

  3. Quante volte ho pensato la stessa cosa…
    Prendevo carta e penna, scrivevo, cercavo su internet e poi lasciavo stare perché la vedevo dura e pensavo che non ci sarei stato dietro.

    Un bel giorno di qualche mese fa alla fine ho deciso che siccome lo facevo per me allora non dovevo stare troppo a pensare al resto e ho capito che si poteva fare.

    Ad oggi sono contento, non penso a numeri, visite o altro. E’ una cosa mia e ho scelto un argomento su cui devo ancora studiare davvero molto, ma almeno cosi ho la spinta (pigra eh) per non lasciare tutto ed essere ancora li.

    Indipendentemente dal resto 🙂

    1. “Un bel giorno di qualche mese fa alla fine ho deciso che siccome lo facevo per me allora non dovevo stare troppo a pensare al resto e ho capito che si poteva fare.”

      Ecco, io adoro quel momento. Quel momento in cui non è che le cose smettono di essere difficili ma… Ma non è più così importante. Perché andare avanti e almeno provarci è diventato indispensabile. Grazie davvero di aver condiviso quel tuo momento qui.

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