Un #blog è una loco(e)motiva

un blog è una loco(e)motiva

Tutta la scrittura inizia da un’invenzione. Che poi, a dirla tutta, per inventare oltre all’inventiva che ti rende in grado di creare serve la pazienza di scavare e di continuare a credere che c’è qualcosa da scovare. Sì, perché la parola “invenzione” deriva da “invenire” e “invenire” vuol dire proprio trovare.

Tu sei pronto a fare il trovatore usando il blog come detector?

Il blog più che un fine è un mezzo

Il tuo motore

Ognuno ha il suo, sai? Perché avere inventiva non significa soltanto avere la capacità di inventare ma anche avere la forza di farlo e la motivazione giusta per portare alla piena accensione il proprio motore.

Il tuo motore è, al tempo stesso, ciò che ti permette di partire dal tuo punto di partenza e ciò che alla tua meta dà un senso.

Perché un blog non parte (alla grande) soltanto perché gli hai messo dentro una batteria di articoli e lo hai alimentato con qualche condivisione. Sei riuscito a far fare al tuo blog le ossa? Bene, ma questa condizione (necessaria) non è sufficiente perché il tuo blog cammini sulle sue gambe.

Un blog è una loco(e)motiva speciale: può succedere che non si muova anche se il suo meccanismo propulsore funziona alla perfezione. Per quale ragione?

Perché un blog è un treno che per compiere la propria traversata con convinzione ha bisogno di essere messo in moto per una ragione. Deve essere certo di avere vagonate di parole e a ogni fermata deve trovare qualcuno che sui suoi vagoni abbia voglia di salire. Altrimenti non importa quanto l’urgenza di narrare sia per il blogger un chiodo fisso: il blog si inchioda.

Rendimento e alimentazione

Immagina di avere una macchina stupenda. Ok, forse non è davvero così “stupenda” perché in effetti, a ben guardarla, ha qualche graffio sulla carrozzeria e c’è un faro rotta e la tappezzeria è sgualcita e la vernice si sta scolorendo e… e basta, insomma, la tua macchina non sarà perfetta ma è la tua e tu ci sei estremamente affezionato. Il tuo blog è la tua macchina.

Se questa macchina a cui sei tanto legato non fosse però in grado di utilizzare bene le risorse? Se ogni volta, dopo aver fatto il pieno a questa auto, ti ritrovassi a piedi dopo pochi metri, come ti comporteresti? Il tuo blog ha bisogno di essere alimentato costantemente, su questo non ci piove, ma se il suo rendimento fa acqua da tutte le parti forse è il momento di rivedere alcune cose.

La scrittura è il tuo campo (?)

C’è un indovinello che mi è sempre piaciuto tanto:

Se pareba boves, alba pratàlia aràba et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba

Che tradotto suonerebbe più o meno così

Davanti a sé teneva i buoi, arava prati bianchi e teneva un bianco aratro, e seminava seme nero

Uno scrittore è proprio come un contadino. Per questo un blog, terra per eccellenza della narrazione a portata di click, deve essere un po’ come un trattore.

Nel tuo blog più semini più devi raccogliere. Se hai la sensazione che le parole che semini non diano i frutti attesi le ragioni possono essere molteplici. Forse non stai seminando i semi giusti. O non stai annaffiando a dovere. O stai seminando e coltivando bene ma è il campo che è sbagliato.

L’importanza della manutenzione

Una loco(e)motiva, come ogni mezzo di trasporto, ha bisogno di cure per funzionare sempre al meglio delle sue possibilità. Il tuo blog, che è una locomotiva con quella e in più nel mezzo che lo fa diventare una creatura non soltanto di bulloni e ferro ma anche di carne e parti un po’ svitate, ha bisogno di cure speciali.

La manutenzione ordinaria del tuo blog comprende tutte quelle premure continue che dedichi ai tuoi contenuti e al loro contenitore. Ma se le cure di cui il tuo blog necessita sono speciali c’è una ragione: il tuo blog non ha bisogno solo della tua attenzione ma anche (e soprattutto) di quella di un lettore.

Il tuo blog non può quindi fare a meno di attenzioni costanti ma non basta: a volte, per prendere una strada migliore, occorre uscire dai soliti percorsi. Perché allora non regalare al tuo treno di parole e a tutti i tuoi lettor passeggeri anche qualche sessione di manutenzione straordinaria? I legami tra autori e lettori si stringono quando le linee (ferroviarie) crescono e per farle crescere serve aggiungere sempre nuove tappe.

(Linguaggio) Binari

Trovare la propria nicchia non deve equivalere a ingabbiarsi ma, al contrario, deve essere l’occasione per piantare parole, insieme ai tuoi lettori, su un terreno comune. Quindi piantala di considerare il tuo target come un limite e inizia a considerarlo come un’occasione per concentrare le forze e gli sforzi. Ogni volta che spari un articolo devi sempre sperare di colpire nel segno. Non farlo, del resto, significa sparire ben presto.

Non fare l’asino: qualche volta de-raglia

Quando io penso a te che mi leggi ti penso come uno che fa già un sacco di cose. Probabilmente anche mentre leggi i post sui blog, certo. Così più che una vera “call to action” io voglio chiederti un momento di inattività.
Fermati.
Smetti per un istante di fare quello che devi  fare, tirati fuori dall’autostrada dei doveri, che tanto il traffico ti ha imbottigliato e tu ti senti come una bottiglia che non ha dentro più nessun messaggio. E nessuna bottiglia dovrebbe essere lasciata senza un messaggio epico dentro.
Poi ricomincia.
Ma piano.
E corri un rischio.

Una di quelle cose forti come la parola “torrefazione”, che già solo a tenerla sulla punta della lingua lo senti che è una parola tosta, intensa, che ti scotta le labbra e ti invita a uscire dalla tua torre eburnea da aspirante scrittore.

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9 pensieri su “Un #blog è una loco(e)motiva

  1. Sì, il blog è un mezzo, è vero. Non può esistere come fine, perché il blog lo costruisci piano piano, ma per arrivare da qualche parte.

    Certo, la nicchia non è vista come una gabbia, ma come un terreno che conosciamo bene e che vuole accogliere altri come noi.

    Non capisco, però, che intendi per deragliare. Se parli di scrivere post off topic, allora non mi trovi per niente d’accordo.

    1. “Non capisco, però, che intendi per deragliare. Se parli di scrivere post off topic, allora non mi trovi per niente d’accordo.”

      No, per deragliare intendo uscire dai rassicuranti binari che ci si è costruiti, di tanto in tanto.
      Anche a costo di sbagliare e sentirti (un po’) sotto un treno.

      Quando un blog parte, come ogni progetto del resto, è diverso da come sarà dopo aver percorso un po’ di strada.
      Questo è fisiologico.
      Il problema nasce quando, anche se i tuoi lettori sono appena fuori dai binari che ti sei imposto e ti invitano a rischiare, tu continui imperterrito a disegnare sempre e solo i soliti percorsi.
      Senza accorgerti che stai perdendo l’occasione di regalare un giro speciale a tanti nuovi passeggeri.

      (Insomma, niente post off topic, ma solo un po’ di coraggio e un pizzico di follia per arricchire il blog di sfide sempre nuove senza lasciarsi paralizzare sulla stessa stazione dal timore di fare un disastro (ferroviario);) )

  2. Tutto vero, ma aggiungerei: una volta che hai cercato di fare tutte le cose che credi utili e piacevoli per chi ti legge e che al tempo stesso senti tue, smetti di preoccuparti di visualizzazioni e commenti. Come succede per molte altre cose (tutte?) il risultato positivo non è semplicemente la somma dei mattoncini che hai usato per costruirlo. Serve anche un po’ di fortuna, e non ultimo la simpatia di chi ti legge, che può arrivare ma anche no. Non è proprio una considerazione confortante, ma nel mare della rete di blog ce ne sono a milioni. Tenti di offrire qualcosa di speciale. Di più, che puoi fare?

    1. Come succede per molte altre cose (tutte?) il risultato positivo non è semplicemente la somma dei mattoncini che hai usato per costruirlo

      Sono assolutamente d’accordo, Grazia. In un post che sarà prossimamente su questi schermi ci sarà infatti proprio scritto che non sempre “a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contrario”.
      Semplicemente perché le persone e la vita e il piacere della lettura e quindi anche i blog che stanno in mezzo a tutto questo non sono un esercizio matematico.
      Meno male però che questo vale sia in negativo che in positivo, no?
      Quindi potresti ritrovarti con una casetta che non ha neanche la metà dei mattoncini che hai usato oppure, con la stessa quantità di mattoncini, potresti riuscire ad avere un castello.
      Perché i tuoi lettori hanno scelto di venire nel tuo terreno e aiutarti a costruire cementando con te un rapporto speciale 🙂

  3. Io sono online, con il mio blog Appunti a Margine, da circa otto settimane e devo dire che mi sento molto soddisfatta. Certo, punto a crescere ulteriormente, però ho raggiunto un buon numero di lettori, anche fra persone che non sono scrittori o aspiranti. Ho fatto poca pubblicità: a parte una fan-page su facebook e qualche link condiviso, non mi sto angosciando per diffonderlo, ma vedo che si propaga da solo. Non chiedo mai ai blogger che seguo di passare a trovarmi: lo faranno da soli, se avranno voglia. Intanto, li leggo lo stesso.

    Per quanto riguarda le pubblicazioni, ho delle date fisse, ma mi consento di sgarrare.
    Proprio stasera pubblicherò un post estemporaneo (già preparato) in cui anticiperò alcune novità. Mi pongo domande su obiettivi e target ma, più di tutto, voglio che sia uno spazio che mi rispecchi, che rispecchi le mie qualità di scrittrice e che abbia la mia stessa personalità, fantasiosa e filosofica. Essendo il mio bambino, deve somigliarmi un po’ 🙂

    1. “non mi sto angosciando per diffonderlo, ma vedo che si propaga da solo”

      Non ci piacciono i “blog raccomandati” che per una visualizzazione in più hanno bisogno di essere spamm… ehm condivisi ovunque e dappertutto, vero? 😀

      “voglio che sia uno spazio che mi rispecchi, che rispecchi le mie qualità di scrittrice e che abbia la mia stessa personalità, fantasiosa e filosofica. Essendo il mio bambino, deve somigliarmi un po’”

      Sai chi apprezzo molto? Proprio chi riesce a vedere nel blog una propria creatura nel senso migliore del termine. Quindi qualcosa che deve assomigliarti e, al tempo stesso, andare oltre te stesso dandoti la straordinaria occasione di scoprire anche aspetti che di te erano sopiti. Far crescere un blog è un’avventura affascinante, vero?

      (E ora vado a vedere le novità su Appunti a Margine ma non prima di averti ufficialmente invitato a sbarcare su Twitter!)

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