Tu sai scrivere come le api? Provaci in 15 passi

scrivere come le api

 

La vita di chi scrive è come una luna (un lunapark, un’alternanza di maree, un ciclo con momenti di pienezza e giorni di assoluta mancanza…). Un’eterna luna di fiele. Ma anche un’eterna luna di miele. Chi scrive è come un’ape che, operosa, lavora per produrre il nettare della propria scrittura e che conosce bene le potenzialità del proprio pungiglione. E poi chi scrive deve imparare a oscillare tra il (cappello) giallo e il (cappello) nero (sì, ho letto “6 cappelli per pensare” di Edward de Bono).


I (fin troppo comodi) panni di Cassandra

Conosciamo bene il valore del giudizio critico. Sappiamo quanto sia importante saper restare con i piedi per terra facendo autocritica. Talvolta anche feroce. Siamo pronti a sottolineare ogni minimo errore. Soprattutto quando è un nostro errore. Ma poi? Poi restiamo fermi lì. Dentro la crepa che abbiamo trovato nel nostro operato e che, nel cercare di individuare altre difetti della nostra costruzione, abbiamo trasformato in un baratro. Il pessimismo ha un che di rassicurante. Oltre a essere molto meno faticoso. Quant’è semplice liquidare un’idea affibbiandole un destino di certo infausto? Quant’è facile convincersi di quanto il fallimento sia certo e usare questa certezza per giustificare tutte le possibilità abortite?

Giallo è bello

L’equazione ottimismo = ingenuità, cecità, imprudenza, incapacità di essere realistici, non funziona. Il cappello giallo, il cappello del concepimento e dell’allevamento delle idee, è figlio di un ottimismo che è al tempo stesso una scelta e una sfida. Solo chi osa indossare il cappello giallo può sperare di (e aspirare a) diventare un’ape regina.

 “Ci sono molte più ragioni naturali per essere negativi che per essere positivi. Il pessimismo ci protegge da errori, rischi e pericoli. L’ottimismo è un misto di curiosità, piacere, golosità e desiderio di «far sì che le cose accadano». Il progresso dell’umanità, in un certo senso, è alimentato da questo desiderio”

Scrivere… Come le api

Tu scrivi, giusto? Per scrivere (e per farsi leggere) occorre essere un po’ come le api: a strisce nere e gialle. Solo con un’equilibrata alternanza di capacità critica e positività si può arrivare al miele più gustoso che ci sia: una scrittura di successo.

15 passi

1. Sei lo scenografo dei tuoi progetti. Considera il creare scenari apocalittici, il mettere in piedi sfondi negativi , solo come una delle tua possibilità. Il nero deve essere solo uno dei colori con cui possibile dipingere il fondale del palco.

 
2. Sii negativo consapevolmente. Se consideri realmente l’atteggiamento nero solo un “cappello”, che puoi mettere e togliere a tuo piacimento, togli al pessimismo la possibilità di inquinare tutti i tuoi giudizi. Costringi la logica negativa a restare ben confinata.

 
3. Vedere nero serve. Ma solo se sai quando smettere. Trova i punti deboli della tua scrittura e prendili in considerazione. Ma considera questa come una fase di mezzo non come il tuo obiettivo finale.

 
4. Ridimensiona le possibilità di insuccesso. L’esistenza di un possibile risvolto negativo non lo rende automaticamente l’esito più probabile. Valuta con obiettività le probabilità che un fallimento ha di accadere realmente.

 
5. Dove c’è un rischio potrebbe esserci una soluzione. Quando guardi al momento dopo la pubblicazione del tuo scritto vedi soltanto un baratro? Su ogni burrone è possibile costruire un ponte. Vedere la fossa deve quindi essere l’occasione non per farsi affossare dal pessimismo ma per prendere atto della necessità di una nuova costruzione.

 

6. Scegli la strada più difficile: alla distruzione preferisci la costruzione.

 

7. Paragonare può aiutare a valutare: cerca in ciò che stai facendo similitudini con cose che hai già fatto in passato e considera di queste cose il risultato. Sfruttare il cappello nero per trovare somiglianze valide con certezze del passato può aiutare a diradare i dubbi sul futuro.

 
8. Non innamorarti della tua opera: sii il peggior critico di te stesso, nota tutti i tuoi difetti prima che siano gli altri a notarli e nota anche quelli che forse gli altri non avrebbero mai notato. Ma fallo sempre al fine di migliorarti, non di demoralizzarti fino a demolirti.

 
9. Scrivere un articolo che verrà ospitato nella casa virtuale di qualcuno è possibile. Anche aprire i battenti di un blog tutto tuo è realizzabile. Scrivere un libro?Anche questo è fattibile. Sono un’infinità le cose teoricamente fattibili. Ma quante di queste ti è utile fare nella pratica?

 
10. Un’idea realizzabile e che valga la pena realizzare deve essere sottoposta al vaglio del nostro spirito critico per uscirne non devastata ma rafforzata.

 

11. Il fallimento? Va contemplato. Ma va anche contestualizzato e non dato per scontato. E soprattutto va evitato. Capito? E-vi-ta-to. Non agognare il fallimento. Non te lo meriti.

 
12. Considera una cosa: se i lati positivi di qualcosa fossero tutti palesi, assolutamente evidenti, allora questo qualcosa sarebbe scelto da tutti. Ma qualcosa che chiunque può scegliere e limitarsi a replicare è qualcosa che perde presto la sua efficacia. I lati positivi, quindi, non solo vanno presi in considerazione quando evidenti e evidenziati quando un po’ messi in ombra ma vanno anche appositamente cercati quando sono francamente celati.

 
13. Ridimensionare è la parola d’ordine sia per gli aspetti negativi che per quelli positivi. Se è facile ingigantire i rischi per convincersi che è più saggio non rischiare per la stessa ragione è altrettanto facile minimizzare le possibilità di successo.

 
14. Trovato il difetto si cerca il rimedio ma trovato un rimedio a caso ci si ferma? No di certo: non c’è catena più piacevole in cui trovarti avviluppati di una catena di proposte dove ogni proposta deve essere un’aggiunta, una miglioria, rispetto alla precedente.

 
15. Prova il gioco del “nella migliore delle ipotesi”. Immagina cosa accadrebbe se le cose andassero per il verso giusto. La migliore delle ipotesi è un gioco che vale la candela?

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16 pensieri su “Tu sai scrivere come le api? Provaci in 15 passi

    1. Sì, la migliore delle ipotesi deve valere proprio tanto ma… Devi anche riuscire a dare alla migliore delle ipotesi il giusto grado di fattibilità.
      Se pensi che la migliore delle ipotesi sia uno scenario fantastico ma poi non ti togli il cappello nero e ti ostini a giudicarla impossibile… Diciamo che è fatica sprecata 🙂

  1. Ho letto questo post con molta curiosità: di solito quando leggo numeri nella headline scappo a gambe levate, i famigerati passi rischiano di essere un misto di aria fritta e buon senso. Ma nel tuo caso, ovviamente non è stato così: 15 spunti molto interessanti!
    Il mio preferito è il numero 11: secondo la crescita personale americana il fallimento è esaltato ed è considerato come una medaglia al valore. Ma se ce lo risparmiamo, e riusciamo ad imparare anche dalle nostre vittorie, daremo dimostrazione di professionalità e salveremo il nostro fegato da travasi di bile! 😉

    1. Anche in questo caso “pensare fuori dalla scatola” (anche se fuori da una scatola che hai fabbricato tu stesso con le delusioni dei titoli numerati) ha dato i suoi frutti: adesso siamo qui a parlare, che bello! 😀

      “Il mio preferito è il numero 11: secondo la crescita personale americana il fallimento è esaltato ed è considerato come una medaglia al valore. Ma se ce lo risparmiamo, e riusciamo ad imparare anche dalle nostre vittorie, daremo dimostrazione di professionalità e salveremo il nostro fegato da travasi di bile!”

      Sarà pur vero che per avere successo spesso ci vuole fegato ma… Averlo poi salva eccome il fegato! 😉

    1. Sai cosa mi piace ancor più del feedback?
      Il feedforward.
      Diventi capace di attuare certe procedure in modo quasi automatico quando, a furia di tentativi (si scrive “tentativi” si legge “botte in testa”) hai appreso l’ambiente circostante e hai conosciuto più a fondo te stesso.
      Come potresti altrimenti fare delle previsioni e agire prevenditamente di conseguenza?

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