Quello che i #blogger non dicono

le cose che non dici

In principio furono le donne. Loro, con le loro gambe lunghe (ma oltre le gambe c’è di più), loro che lasciano cambi il vento mentre loro… Cambiano? Mannò(ia). Poi anche uno scrittore in gamba come Nicholas Sparks decise di iniziare a non dire certe parole. Tanto per non far annoiare il lettore. Tu, invece, proprio tu che le tue parole, invece che affidarle a una bottiglia, hai deciso di spedirle a passeggiare nell’imbottigliatissima autostrada del blogging hai qualcosa che (pensi ma) non dici?

Il blogger e la libertà (con condizionale)

Avrei voluto scriverlo io

C’era una volta un blogger che aveva una casetta fatta di legno. Un giorno il blogger con la casetta di legno vide un blogger con una casetta di paglia e fu molto felice della sua costruzione: oh come era stato bravo a costruire una casetta col legno migliore! Peccato che un giorno, quando vide un blogger con una casetta di mattoni, non si sentì più così orgoglioso di ciò che aveva creato.

La differenza tra un blogger che raccoglie i frutti e uno che al massimo si fa venire l’orticaria è anche qui: ci si può limitare a guardare l’erba del vicino e dispiacersi perché appare più verde oppure iniziare a scrivere post che potranno spingere qualcun altro a pensare “avrei voluto scriverli io questi articoli!”.

Avrei potuto scriverlo io (?)

Per la serie “siamo tutti esploratori con le caravelle degli altri“: quante volte hai letto in giro per la blogsfera qualcosa che ti ha fatto pensare “ma mi prendete in giro? Avrei potuto scriverlo io! A occhi chiusi!”  (sì, so che hai letto qualcosa di questo tipo anche sugli scaffali della libreria)? Però c’è un però. Un però che si chiama uovo di Colombo e che ci ricorda che è facile dire “sarei stato capace anch’io di farlo” davanti all’atto compiuto.

Il blogger e la rete (nel mare di internet)

Sono un blogger non sono una stella (marina)

Quando un blogger viene colpito non può permettersi il lusso di affondare. Perché un blogger difficilmente diventa una blogstar ma il più delle volte deve riuscire comunque a comportarsi da stella. Marina naturalmente. Perché un blogger non solo deve trovare le proprie fonti d’ispirazione a cui abbeverarsi: deve anche essere in grado di autorigenerarsi. Peccato che il blogger, qualche volta, vorrebbe poterlo dire che non è del tutto vero che trovare sempre in se stessi la forza di andare avanti nonostante tutto sia poi così facile…

Bozze=Cozze

Ah, le bozze! Croce e delizia dei blogger! Gli articoli preparati e lasciati marinare tra le bozze da una parte sono come ancore di salvezza, ti danno la sicurezza di non restare a secco di scritti ma, d’altro canto, possono anche essere una zavorra che ti costringe a restare sul pelo dell’acqua. Impedendoti di spiccare il volo. Le bozze possono così diventare delle cozze attaccate allo scoglio della tua inventiva e possono fare da scudo tra te e le onde della creatività. Perché a volte funzioniamo meglio quando siamo in mare aperto, quando non ci sono ancore che, mentre ci salvano, ci costringono anche a restare ancorati allo stesso punto. Quindi non escludo che un blogger, per quanto dedito all’accumulo di post d’emergenza e alla conservazione di articoli già pronti da tirare fuori all’occorrenza vorrebbe poter dire no alle bozze.

Il blogger drama queen

Mi sento un attore

Perché dai spettacolo? Direi di no. Al massimo perché quando premi il tasto “pubblica” ti senti addosso gli occhi di mille telecamere. Perché sei da Oscar? Neanche questo. Anche perché, al massimo, il tuo timore inconfessato è che i tuoi lettori restino pietrificati di fronte ai tuoi contenuti e che i tuoi scritti non vengano apprezzati. Un blogger si sente un attore in un senso diverso: lo sai che spesso gli attori raccontano di non amare riguardarsi sullo schermo? Ecco. Tra le cose che un blogger non dice può esserci anche questa: la tendenza a far fatica a rileggersi (legata alla fatica di piacersi rileggendosi).

Se non mi commenti non (ti) piaccio

Ricevere condivisioni, commenti, email, significa ricevere riscontri. Il modo migliore per tastare il polso del lettore è avere l’occasione di stringere la mano a questo lettore. Ma che succede quando certe risposte tardano ad arrivare? Quando un blogger non riceve risposte le risposte inizia a darsele da solo.

Il blogger e la posta del cuore

Cosa dire poi delle relazioni, delle famose “interazioni”? Di cose da dire spesso ce ne sarebbe tante. Ma altrettanto spesso si preferisce non fare rumore e quindi tacere tutti gli eventuali…

Sono contento di piacerti ma a me tu non piaci
Sono scontento di non piacerti ma a me tu piaci

Il blogger e la voluntas

Ma sono due le vere “frasi da non dire mai”:

Non so cosa scrivere
Non ho voglia di scrivere

Ma siamo proprio certi che anche chi non le ha dette mai, a voce alta, non le abbia sussurrate alla propria tastiera?

E tu? Quali sono le cose che non dici?

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22 pensieri su “Quello che i #blogger non dicono

  1. Io quelle due frasi invece le dico spesso e non ho problemi ad ammetterlo 🙂

    Il mio primo pensiero, prima di scrivere e anche pubblicare, è: ho scritto qualcosa di utile? Ieri ho iniziato a scrivere il post di oggi e arrivato quasi a metà l’ho buttato e ne ho pubblicato un altro.

    Ma, stando a quanto leggo in giro, non sono molti che si fanno questi problemi, vista la fuffa e le cose fritte e rifritte che si vedono, anche scritte dai cosiddetti guru/influencer.

    E tu le dici mai quelle frasi? 🙂

    1. “Ma, stando a quanto leggo in giro, non sono molti che si fanno questi problemi, vista la fuffa e le cose fritte e rifritte che si vedono, anche scritte dai cosiddetti guru/influencer.”

      Ecco, un’altra frase che spesso i blogger (pensano ma) non dicono credo sia “ma quello che ha scritto quello lì piace per quello che c’è scritto o perché l’ha scritto quello lì?”

      “E tu le dici mai quelle frasi?”

      Ti sfido a indovinare quale dico di più! 😀

      1. A questo punto però mi sa che c’è una domanda che bisogna farsi a monte del “problema”: perché a queste persone è data così tanta importanza?
        In che modo sono riusciti a conquistare tanta attenzione e considerazione?

        (Il gioco è su tutte le frasi 😀 Devi dirmi quale di tuuuutte le frasi vedi più adatta a me! 😉 )

      2. Danno troppa importanza a queste persone per due motivi:
        1- queste persone campano di rendita su quanto fatto in passato e sono ancora viste come gente che fanno colare oro dalle loro bocche, ma che in effetti non hanno più nulla di valido da dire
        2- chi dà importanza a loro è gente che conosce poco il web e le sue dinamiche.

        Di tutte le frasi a me sembra molto adatta a te questa: “Sono contento di piacerti ma a me tu non piaci” 😀

      3. A questo punto sorgono spontanee due domande…
        1) “Queste persone” se comunque in grado di fare qualcosa d’importante (dato che lo hanno fatto in passato) perché hanno smesso di farlo? Si sono adagiate sugli allori?
        2) Se a dare loro importanza è gente “inesperta” quest’importanza data loro, in effetti, quanto peso ha?

        Di tutte le frasi a me sembra molto adatta a te questa: “Sono contento di piacerti ma a me tu non piaci”

        Fa molto reginetta della scuola. Mi piace! 😀

  2. Articolo molto bello. Il capitolo riferito ai commenti ed al non piacere se questi mancano è una triste verità, almeno per me. Ho aperto da poco il mio blog, qualche visita c’è, ma ovviamente senza commenti sembra un lavoro inutile o quantomeno non capace di coinvolgere pienamente il lettore. Forse non è così, anche perché non tutti hanno la voglia di scrivere 2 righe, ma a volte anche un semplice complimento può migliorare nettamente la tua giornata 😀

    1. Ciao Marius Vilcu! Benvenuto 🙂
      Vediamo un po’ in che modo possiamo iniziare a migliorare le cose a partire da questo commento…

      Il capitolo riferito ai commenti ed al non piacere se questi mancano è una triste verità, almeno per me
      a volte anche un semplice complimento può migliorare nettamente la tua giornata

      A chi non piace essere incoraggiato e apprezzato? Non solo è normale… Direi proprio che è anche sano 😀
      Quindi sì, è giusto tendere a questo.
      Anche perché se si aspira a questo nel modo giusto il risultato è un continuo impegno verso il miglioramento.

      “Ho aperto da poco il mio blog, qualche visita c’è, ma ovviamente senza commenti sembra un lavoro inutile o quantomeno non capace di coinvolgere pienamente il lettore.”

      Non conosco la situazione specifica del tuo blog (magari la prossima volta che commenti perché nel campo “url” non provi a mettere quella del tuo blog? Così, chissà, qualcuno ti conoscerà anche tramite il mio blog 😉 però voglio comunque darti un piccolissimo consiglio generale: togli quell'”ovviamente”. Sai perché? Perché la convinzione (magari fondata, eh) che lo status quo sia l’unico possibile a volte è uno degli scogli più tenaci al cambiamento.

      Date le domande importanti che ti poni, la voglia di offrire qualcosa che traspareda ogni tua parola io penso che tu non stia facendo un “lavoro inutile”. Anzi. E sono certa che il tuo lettore di essere coinvolto… Non vede l’ora. Devi “solo” (che “solo” non è) trarre il meglio da questa fase di rodaggio nella tua relazione con i lettori 🙂

      1. Sei stata molto gentile Monia a rispondere così dettagliatamente al mio commento, raramente si incontrano blogger disposti a perdere qualche minuto per andare incontro alle opinioni dei lettori, quindi complimenti! Mi ha fatto molto piacere la tua positività, forse perché a me manca un po’ 😛 ma sono comunque convinto di poter dare di più in futuro, a partire dal presente, sperando che il duro lavoro alla fine paghi sempre 😀

  3. quello che fatico ad ammettere a me stessa è che a volte la consapevolezza di dover suddividere tempo ed energie tra mille cose (molte delle quali non piacevoli) mi fa temere di non riuscire a ritagliare anche uno spazio sufficientemente accogliente per ciò che mi appassiona (ad esempio, la scrittura). e a quel punto l’ansia preventiva mi fa inciampare nei miei stessi passi come se mi fossero slacciate entrambe le scarpe 🙂

    1. Franceschina… Ci facciamo qualche domanda? Ti va?
      – Le “molte delle quali non piacevoli” sono assolutamente necessarie?
      – Anche se non piacevoli c’è almeno la speranza/possibilità che mi portino a qualcosa di piacevole?
      – Se le “molte delle quali non piacevoli” servono a qualche necessità sono certa di non poter rispondere a queste necessità con ciò che mi appassiona?
      – Se fatico a suddividere il tempo in modo da ritagliarne per cose a cui davvero tengo non è che forse non sto mettendo me stessa come assoluta priorità? (E questo non mettere mai ciò che mi fa stare al primo posto fa bene alle mie necessità o al contrario non fa altro che complicare le cose?)

  4. le cose non piacevoli hanno un’utilità contingente. si rendono necessarie per avere il tempo di lavorare su un altro aspetto, ovvero la questione: “perchè non posso vivere solo di ciò che mi appassiona?” 🙂

    1. Allora direi che le cosenon piacevoli hanno comunque un’ottima ragion d’essere!
      Ma è meglio che se ne stiano lì, nel loro recinto di necessità, senza andare a intaccare il necessario tempo per la passione 😉

  5. Hanno smesso di scrivere cose interessanti perché ormai hanno raggiunto la notorietà e capito che qualsiasi cosa scrivano sarà apprezzata.

    Questa importanza ha peso sulla percezione della massa.

    Teorie mie, s’intende. 🙂

    1. Hanno smesso di scrivere cose interessanti perché ormai hanno raggiunto la notorietà e capito che qualsiasi cosa scrivano sarà apprezzata.

      Meglio invece sposare la convinzione dei supereroi secondo cui da grandi poteri derivano grandi responsabilità, vero? 😀

  6. Cosa non dico? Che la regolarità nei post è un piccolo sacrificio. Io posto una volta a settimana, perciò non posso dire di essere sopraffatta, ma ugualmente rispettare il mio mercoledì certe volte è fastidioso. Però sono convinta che questo riferimento temporale mi serva a non far diventare il blog “il posto dove scrivo quando ne ho voglia”. Il blog è un appuntamento, come dire “se ti trovo mi farà piacere, comunque io ci sarò”. In fondo ho fatto io l’invito! Mi sembra importante.

    1. Sono d’accordo con te: “il blog è un appuntamento”.
      Quando superi la fase del “fastidio” infatti ti senti poi felice di aver postato, no?
      Un po’ come succede in un appuntamento a cui saresti tentata di dire di no perché magari non sei dell’umore ma poi…
      Una volta accettato l’invito capisci che ne è assolutamente valsa la pena 🙂

  7. Concordo con Grazia per quanto riguarda la difficoltà a mantenere le scadenze: per il momento, ci sono sempre riuscita, ma ogni tanto mi è capitato di concludere a notte fonda. Questo perché non ho l’abitudine di preparare delle bozze ma mi metto all’opera nei giorni che separano le mie due pubblicazioni settimanali (mercoledì e domenica). Ritengo importante dare ai lettori un appuntamento fisso, e pubblicare un post alla volta, in modo che possa essere adeguatamente letto ed approfondito, prima che arrivi il successivo. Ai contenuti, cerco di dare un taglio personale. Inizialmente volevo proporre dei consigli di scrittura, poi ho visto che molti dei lettori sono decisamente più esperti di me. Dunque racconto la mia esperienza di scrittrice, passo dopo passo, giorno dopo giorno, stimolando delle riflessioni e parlando del mio approccio un po’ spirituale nei confronti di questa bellissima arte. In questo modo, riesco a creare dei post che non siano dei semplici cloni di quanto scritto altrove da gente che già ha pubblicato, e può permettersi di “insegnare”. è anche a mio avviso questione di umiltà 🙂 Sono online da tre settimane e la media delle visite è buona. Spero di crescere ancora.

    1. “Questo perché non ho l’abitudine di preparare delle bozze”

      Ecco, secondo me i classici “oh, toh guarda che idea mi ero appuntata, sì mi piace, ora ci scrivo su un post!” sono tendenzialmente meglio di bozze troppo rigide. Soprattutto quando si pretende di coprire con le bozze una lunga fetta di calendario editoriale del proprio blog personale (quando si gestisce un blog per conto d’altri il discorso cambia).
      Accumulare bozze, infatti, troppo spesso, si traduce in un adagiarsi sul fatto di avere tanti giorni già coperti sul fronte pubblicazione e inoltre si finisce col pubblicare idee quasi stantie perché nel frattempo ci si è evoluti, si è migliorati, si è cresciuti…

      “Racconto la mia esperienza di scrittrice, passo dopo passo, giorno dopo giorno, stimolando delle riflessioni e parlando del mio approccio un po’ spirituale nei confronti di questa bellissima arte.”

      Per individuare il cuore pulsante del proprio blog in fondo serve proprio questo: trovare il proprio taglio.

      “Sono online da tre settimane e la media delle visite è buona. Spero di crescere ancora.”

      Ma certo che crescerai ancora!
      Come resistere a un “diario di bordo” in cui una scrittrice si racconta e sprona a raccontarsi? 😉

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