Voluntas Scrivendi Pt.2

Voluntas Scrivendi Pt 2 (Waldo_Is_An_Ink_Splatter_by_Nero84)

Tu vuoi scrivere.  Ne hai voglia ma non solo. Perché la voglia può passare facilmente con un colpo di spugna. Mentre tu sei una spugna solo quando si tratta di assorbire inchiostro e poi, come un polpo, usarlo per imbrattare i fogli.

Sai che per scrivere ci vuole oltre alla voglia anche la volontà di scrivere. Allora tira fuori gli artigli.  Lustrati il pelo per presentarti a orde di lettori al meglio, finisci di leccarti i baffi su cui sono rimaste ancora alcune parole dell’ultimo libro che hai letto, sbroglia la matassa delle storie e dei progetti che ti frullano in testa e preparati a partorire non un gattino cieco, figlio della fretta, ma uno scritto… graffiante.

Quello che vuole chi vuoi ti voglia

Tutti vogliamo qualcosa e, non solo: tutti vogliamo anche che ci voglia qualcuno. Preferibilmente lo stesso qualcuno che vogliamo noi. Per farci però volere da questo qualcuno che vogliamo c’è una cosa che dobbiamo scoprire: cosa vuole questo qualcuno.

Quello che ti dice di volere

Scrivi, certo che scrivi, scrivi praticamente sempre. Eppure non sai proprio che pesci pigliare. E la tua penna non ti aiuta: sembra proprio non essere in grado di fare per bene il suo lavoro da lenza e catturare l’attenzione di chi naviga nel mare magnum di internet.

Ma tu li ascolti i pesci? Come dici? Sono muti? Ma no che non sono muti: anche i tuoi lettori più silenziosi, anche quelli che entrano di soppiatto e in punta di piedi se ne vanno possono dirti qualcosa. Per esempio che il lago in cui stai pescando non è il lago giusto perché chi vede le tue esche non ci pensa proprio a abboccare e imboccare la strada che porta ai tuoi scritti: preferisce girare al largo.

Tu, per andare al largo senza affogare sotto il peso delle tue stesse aspettative (spesso deluse) e aspirazioni (spesso frustrate) devi allargare la tua visione delle cose allenandoti a carpire da ogni sguardo sulle tue parole cosa piace e cosa non piace al tuo lettore. E capire anche se a te il tuo lettore piace. Perché se per scrivere qualcosa che convinca chi dovrà leggerla sei costretto a scrivere qualcosa che in primis non convince te che senso ha?

Ma tu… Chi è e cos’è che vuoi?

Inutile girarci troppo intorno: tu vorresti innanzitutto essere letto. Ma essere letto da chi? E, domanda da non trascurare, perché? Tu puoi desiderare di essere letto da chiunque ma le probabilità che “chiunque” ti legga sono davvero basse. Perché “chiunque” va “ovunque” e tu non sei un posto qualunque: tu hai creato un tuo spazio online per crearti un tuo posto e nella speranza di diventare un posto speciale che un pubblico di lettori affezionati desidera giorno dopo giorno andare a visitare. Non puoi prevedere con esattezza, fare con precisione chirurgica la prognosi di quali saranno i tuoi lettori, ma puoi analizzare obiettivamente i segni che lasciano questi lettori al loro passaggio e disegnarne il profilo. Per guardare profilarsi un futuro in cui i tuoi lettori non potranno far altro che aumentare.

Se un lettore è un viaggiatore tu puoi essere uno scrittore in cui, semplicemente, si imbatte. Come ci si può ritrovare per caso in un locale come tanti solo perché si aveva sete e si è andati a cercare un posto qualsiasi in cui bere. Ma un lettore per caso diventa un lettore per scelta solo se sente che scegliere di seguirti significa scegliere di attingere da un pozzo speciale, solo se riesci a convincerlo che i tuoi cocktail di parole sono inebrianti ma che non usi le parole per cercare di confonderlo bensì per rispondere davvero a un suo bisogno: la sete di consigli ben dosati, di spunti gustosi e di idee frizzanti.

Quando tu piaci e piace ciò che scrivi inneschi un circolo virtuoso: ciò che scrivi ti fa guadagnare credibilità e più sei autorevole più ciò che scrivi viene considerato credibile. Il lettore che dovresti volere è il lettore che ti meriti. Credi davvero di valere così poco da aver bisogno di calcare continuamente la mano per spingere qualcuno a leggerti? Il lettore, al contrario, andrebbe preso per mano prima per una presentazione come si deve se è la prima volta che ci si vede e poi per essere guidato attraverso i contenuti.

Non tutti fanno ciò che vogliono (né ciò che dovrebbero fare per avere ciò che vogliono)

Quello che dovresti fare per volere ciò che vuoi

Tu stai giocando una partita a golf. Fa niente se non hai un pullover coi rombi da sfoggiare mentre batti le dita sulla tua tastiera: una partita a golf con te stesso la stai giocando lo stesso. Hai una pallina che è il contenitore delle tue capacità, delle tue doti, delle tue abilità. E il tuo obiettivo è mandarla in buca. In meno tiri possibili. Mosse ridotte all’osso, quindi. Ma solo dopo essersi fatti le ossa sul campo. Ogni buca poi, del resto, ha il suo ferro. Tutto questo cosa significa?
Vuol dire che per raggiungere un obiettivo devi avere una sfera (non di cristallo!) di talento e impegno, conoscere le mosse giuste per andare a segno e scegliere con cura lo strumento di cui servirti per far fare il grande salto alle tue potenzialità e lanciarti in un nuovo progetto.

Quello che sei convinto di star facendo

Sei sicuro di star facendo il massimo? Se quando ti chiedi se stai dando il meglio di te ti viene da rispondere che forse non lo stai facendo ma se non lo stai facendo c’è un perché… Quel perché sicuramente c’è. Ma ci sarà sempre. Io me lo ripeto spesso. Non aspettare che tutto sia perfetto per iniziare a agire. Perché finché non agirai nulla sarà perfezionato. Ma almeno tutto è perfettibile.

Quello che fai realmente

Lo sai che gli esami non finiscono mai, vero? Perciò prima di vedere la tua stilografica esanime per aver sputato inchiostro a caso e a vuoto fatti un esame di coscienza: se saprai esaminarti con attenzione supererei a pieni voti gli inevitabili esami a cui ti sottoporranno quelli che ti daranno attenzione.

 

 

Annunci

8 pensieri su “Voluntas Scrivendi Pt.2

  1. Capire chi vogliamo ci legga non è facile, né nel blogging né nella narrativa. Ma forse c’è anche un’altra verità: forse sono i lettori a sceglierci. Noi scriviamo, iniziamo a scrivere e alla fine si viene a creare un pubblico e quel pubblico ci conduce là dove noi non avevamo previsto di andare.

    Su Penna blu, in un certo senso, è successo proprio questo. E va bene così.

    1. Mi immagino un “mercato degli scrittori”.
      Ognuno di essi ha una copertina e un formato e scritte con un certo carattere e una certa consistenza della carta/pelle.
      E tu questi scrittori sistemati sulle cassettiere come si fa con i vestiti puoi indossarli.
      Come scarpe.
      Perché nessuno scrittore è nato specificatamente per essere su misura per te.
      Nessuno scrittore è stato costruito a tavolino.
      Eppure, tra i tanti modelli possibili, tu sai che ci sarà sempre quello scrittore che calza meglio.
      Che ti calza a penne-llo.
      Sono proprio i lettori a sceglierci. Perché sì, è il pubblico che ci conduce là dove noi non avevamo previsto di andare.
      Il lettore ci mette il tempo, e la voglia, l’impegno di intraprendere questo cammino.
      Lo scrittore ci mette le suole consumate dai suoi passi e i lacci del legame che sa intrecciare con chi lo legge.

  2. E’ vero, noi ci proponiamo ma sono i lettori a sceglierci. A determinare la loro scelta però sono tanti fattori, primo di tutti la visibilità. Questo è normale, ma è anche un peccato. Chissà cosa ci perdiamo solo perché non sappiamo che esista.
    “Il lettore che dovresti volere è il lettore che ti meriti.” Giusto, sottoscrivo.

    1. Chissà cosa ci perdiamo solo perché non sappiamo che esista.

      C’è una frase che spopola tra i miei professori ultimamente: riconosci solo ciò che conosci.
      Come può quindi uno scrittore, per quanto riconoscibile grazie al suo stile, sperare di essere riconosciuto se non riesce a essere prima conosciuto?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...