Sei un mito: spunti divini per spuntarla nell’Olimpiade social

sei un mito spunti divini per spuntarla nell'Olimpiade dei social

Immagina quante persone si scoprirebbero atleti professionisti così, improvvisamente, se esistesse l’Olimpiade del dito più veloce a scrivere sullo smartphone. Pensa a quante cover d’oro a mo’ di medaglie sarebbero distribuite se valesse come disciplina sportiva il lancio del tweet, oltre che del martello, e se riuscire far sollevare  i pollici dei Like postando su Facebook fosse considerato alla stregua del salto con l’asta.

Sarebbe esilarante vero? E in fondo è un po’ così, solo che la coppa in palio è una luminosa visibilità. Un po’ come quella che si può avere svettando sui social network, standosene in cima al monte Olimpo (della condivisione) insieme alle divinità.

Demetra

Chi è

Demetra è l’incarnazione della forza della natura, colei che sa bene come per ogni cosa, anche per la scrittura, c’è una stagione giusta, perché è proprio lei a dare il ritmo a queste stagioni come fa il pacemaker del nostro cuore di scrittori imprimendo ai battiti la stessa cadenza delle dita sulla tastiera. Tutto in Demetra è fertilità: non ti senti anche tu come Demetra quando coltivi le tue passioni, pianti i semi di nuovi progetti e  guardi le tue aspirazioni resistere come giunchi al vento?

In cosa puoi farti ispirare: la voglia di seminare (e non vento, ché poi raccogli tempesta)

Fedele al motto secondo cui “chi semina raccoglie” Demetra è quel soggetto che fa dei social media un campo non di battaglia ma un campo da arare con pazienza e impegno e su cui mettere in campo il proprio pollice verde sperando di non raccogliere troppi pollici versi. Come Demetra tu puoi quindi pre-occuparti non tanto di conoscere a priori l’esito delle tue colture, (quando ci si dedica alla coltivazione ci sono un’infinità di variabili che possono incidere sul futuro delle proprie piante anche se annaffiate con dedizione, no?) quanto di coltivare relazioni virtuose perché sono quelle che più di frequente danno effettivamente frutti.

Da cosa non dovresti farti contagiare: i rischi dell’esposizione

Ma qual è il lato oscuro di Demetra? Tutti ne abbiamo uno. Il lato oscuro a volte si scatena quando viene toccato il proprio punto debole, una ferita ancora aperta, un nervo scoperto a cui qualcuno potrebbe interessarsi per vedere fino a quale cellula stellata di quel cervello pieno di parole porta. Demetra teneva alla figlia Persefone più di ogni altra cosa al mondo. E ciò a cui tieni di più, ciò che maggiormente desideri preservare, ciò su cui sei particolarmente vulnerabile e sensibile, è anche il tuo tallone d’Achille. In questo caso più che non prendere spunto da Demetra devi trarre un altro insegnamento dalla sua esperienza: se c’è qualcosa di particolarmente delicato e particolarmente importante per te, qualcosa che vuoi a tutti i costi preservare, evita di metterlo eccessivamente in mostra: dai in pasto ai riflettori solo ciò di cui sei pienamente padrone e che sei pienamente in grado di gestire.

 

Dioniso

Chi è

Avere un Dionisio come amico o come follower significa avere il divertimento sempre a portata di click. Come non lasciarsi trascinare dal carisma del dio dell’ebbrezza per eccellenza? Un social network, in fondo non è solo che un contenitore, non è che un piatto: sei tu che scegli poi con quali ingredienti preparare la tua personale ricetta, così come sei tu a scegliere a quali commensali lasciare il posto più vicino a te a tavola. Se mettere a punto una strategia social gustosa è come organizzare un banchetto in cui offrire il meglio dei prodotti del proprio ingegnio (come articoli fragranti come biscotti) e non la solita minestra riscaldata, allora il dio Dioniso è in grado di aggiungere quel pizzico di follia, di pepe, a ogni portata.

In cosa puoi farti ispirare: le regole dell’attrazione

Chi mostra di essere in grado di essere serio senza però diventare mai troppo serioso spesso viene preso più sul serio di chi si sforza tanto per apparire in maniera inutile (e perfino controproducente) innaturalmente ingessato. Chi sa regalare un sorriso riceverà più facilmente in dono una genuina attenzione. Uno come Dioniso ha l’estasi della comunicatività nel sangue. Dioniso sarebbe perfetto gestore delle delicate regole dell’attrazione se solo avesse maggiore autocontrollo e fosse in grado di incanalare in maniera più proficua la sua energia e la sua voglia di comunicare.

Da cosa non dovresti farti contagiare: diventare schiavi di un’immagine parziale

Dioniso è fatto così: ama gozzovigliare.  Il suo punto debole? Il rischio che corre è  soprattutto quello di fornire un’immagine parziale di sé. E in questa parzialità rischia anche di non fare una gran bella figura perché di rado si preoccupa di mostrare il suo “lato migliore”: più spesso si limita a seguire ciecamente l’istinto senza pensare alle conseguenze che ciò che mostra potrebbe avere.

 

Efesto

Chi è

Efesto è il dio dei fabbri, del fuoco, della metallurgia... In pratica è il dio perfetto per rappresentare quella fucina di idee che può essere un social network. Un dio così ti fa capire che per farsi notare può esserci una tecnica più efficacia di quella che applicherebbe Ares mettendo ogni social a ferro e fuoco: questa tecnica si basa sull’arte del creare, del costruire, di usare il fuoco dell’impegno solo per forgiare il ferro delle proprie idee.

In cosa puoi farti ispirare: conoscere il “dietro le quinte ” per essere… Spettacolari

Se saprai trarre un insegnamento dal carattere di Efesto potrai imparare a “battere il ferro finché è caldo“. Efesto, del resto, è colui che può riuscire a intuire come il meccanismo innescato da un social procederà perché ne conosce gli ingranaggi. Efesto è qualcuno che conosce le fabbriche di parole che si celano dietro le nuvolette di fumo e blablabla. Efesto sa riconoscere le viti e le correlazioni che esse generano, sa oliare i meccanismi giusti, sa costruire qualcosa di solido e resistente e riesce a giocare col fuoco mantenendo il giusto equilibrio tra coraggio e sconsideratezza.

Da cosa non dovresti farti contagiare: non solo utile

Efesto era il primo dio a cui tutte le divinità si rivolgevano ogni volta  che avevano bisogno di un nuovo marchingegno. Insomma, di certo a questo dio non mancava l’ingegno. Peccato però Efesto fosse proprio brutto. Non solo fuori ma anche dentro. Ciò cosa può insegnarci? Che si può essere ancora più utili se si riesce a veicolare la propria utilità dentro una forma ben costruita, una carrozzeria ben congeniata e se si tiene bene a mente che la cortesia, la gentilezza nei modi, la capacità di trattare con delicatezza i legami, è una benzina pregiata.

 

Ehi, l’articolo è (quasi) finito ti ERI(S) inEBEtito?

Come a fine pasto a volte si beve un bicchierino di digestivo, così io voglio lasciarti con due pilloline che a volte sono più difficili da digerire di quanto ci si aspetterebbe.

1) L’inconsapevolezza di Ebe non paga e…

Nei social media essere immaturi come la giovane Ebe vuol dire avere in mano uno strumento prezioso come la coppa usata per servire alle divinità l’ambrosia ma non avere idea di come vada maneggiata. Acquistare consapevolezza delle potenzialità del mezzo è il mezzo più efficace per potenziare il proprio potenziale e conquistare l’attenzione positivamente.

2) …Si rivela solo controproducente quella mai appagata voglia di Eris di far litigare

Vivere i social network indossando i a tutti i costi i panni di Eris vuol dire vestire i panni scomodi di chi crea caos a tutti i gusti, di chia ama solo mettere zizzania perché ama la discordia, di chi alimenta liti e accende discussioni perché gode del dissenso. Mgari chi agisce così riuscirà anche a catalizzare su di sé le luci della ribalta. Ma sarà poi difficile, una volta resosi noto come sterile provocatore, ribaltare il giudizio che gli altri si sono fatti sulla sua persona.

Una Call To Action sul-l(‘)imitare

Sii il tuo mito e non limitarti a imitare

Tu come stai costruendo la tua leggenda (oltre che leggendo questo articolo, certo)?

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10 pensieri su “Sei un mito: spunti divini per spuntarla nell’Olimpiade social

  1. Coi social la gente sta esagerando, vedo gente condividere proprio di tutto e una cosa che non sopporto sono quelle madri che pubblicano le foto dei loro bambini in ogni momento.

    Certe volte, quando mi viene la tentazione di condividere qualcosa di mio, ci ripenso e lascio perdere: cose troppo personali devono restare dentro la persona.

    Su Dioniso non ho capito cosa intendi con l’immagine parziale. Che non dovremmo solo mettere in mostra il nostro lato peggiore?

    Per il resto siamo d’accordo. Non sto costruendo una leggenda, frequento più Twitter, ma come ti dissi alla fine anche questo social non è tanto diverso da Facebook.

    La mia idea è i social media siano alla fine identici alla realtà. C’è la stessa gente e, come accade nella realtà, io non mi sento libero di dire quello che voglio.

    1. Penso anch’io che “cose troppo personali devono restare”… Personali, appunto.
      E neanch’io apprezzo molto la condivisione selvaggia di foto del frutto dei propri lombi. (Oggi sono molto lirica).

      Su Dioniso intendevo che a volte sottovalutiamo la portata che può avere il mettere in mostra le nostre… Debolezze, in senso lato.

      Non avendo Facebook non posso paragonarlo a Twitter ma una domanda mi sorge spontanea: perché non ti senti libero di dire ciò che vuoi?
      E poi… Sicuro sicuro di non star costruendo una leggenda, caro Imperatore di Pennaland? 😀

      1. Ho capito che intendi su Dioniso e ne abbiamo anche parlato 😉

        Non mi sento libero perché conosco gli italiani e ho già esperienza di “guerre” online in passato.

        Non vedo segnali leggendari, in giro. Ma se tu ne vedi, fischiamemli pure 😀

      2. “Non vedo segnali leggendari, in giro. Ma se tu ne vedi, fischiamemli pure”
        Gli occhi non riescono a guardare se stessi se non servendosi di uno specchio e, troppo spesso, ci serviamo di uno specchio deformato…

  2. Penso che sia inutile ricordare qual è il mio mito ispiratore 😉
    Ad ogni modo, anche con i social ci vuole consapevolezza. Un tempo avevo atteggiamenti più adolescenziali, ora, come ha osservato Daniele, preferisco tenere per me cose più personali e sto bene attenta a commentare e condividere.

    1. Certo, Athena, anche a una che è nata direttamente dalla testa serve un periodo di assestamento: all’inizio magari si perde la testa per i social poi la testa la si rimette a posto e si sta ben attenti a tenerla dritta per non verdere di vista l’obiettivo 😉

  3. Uso moderato dei Social, non sopporto chi condivide tutto (ma proprio tutto, anche quante volte va in bagno) o foto dei figli (molto pericoloso).

    Io sto cercando di costruire una buona reputazione online per Mr Tozzo 😀

    1. Già la cronaca minuto per minuto e un po’, diciamo, superflua (oggi abbonderò anche di eufemismi mi sa) ma se poi alla cronaca aggiungi anche foto di soggetti vulnerabili che se essere o non essere nella tua foto iperesposta non possono neanche deciderlo… No, non ci piace.

      Come procede la costruzione, Tozzo (per me sempre “Tozzo…di pane”)? 🙂

      1. Per “capire quanto bene” ci si stia mostrando io penso a una frase di Almodòvar: “una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha sognato di se stessa” 🙂

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