Web writer: 9+1 consigli tutti da… masticare

Web writer: 9+1 consigli tutti da… masticare

A Seattle c’è un muro. E tu penserai “e quindi? I muri sono ovunque”. Sì, hai ragione. I muri sono ovunque. Come sono ovunque, nel web, anche gli scrittori. Ma a volte i muri sono diversi, particolari. Proprio come accade con le persone.
Questo muro a Seattle, di cui puoi ammirare qua sopra la foto, (se ti sei avvicinato allo schermo per cercare di capire meglio di che si tratta hai fatto la stessa cosa che ho fatto io appena ho visto quest’immagine)è un muro tappezzato di chewing-gum. Sì, tappezzato proprio di quelle gomme che mastichi come mastichi le parole che ti nutrono prima di sfamare con esse i tuoi lettori.

Tu pensa a quanto all’inizio queste gomme devono essere state un problema per la città. Immagina quante volte si sarà cercato di interrompere questa abitudine di attaccare le gomme. Poi qualcosa è cambiato: un problema è diventato un’opportunità. Un po’ come stai facendo tu con la tua irresistibile voglia di scribacchiare: stai lavorando per incanalare la tua passione e per aumentarne l’attrattiva. Proprio come il muro di Seattle che è diventata una grande attrazione turistica.


Quindi ecco per te 9 spunti da addentare e masticare fino a capirne cosa volerne fare.

1) Sputa. Il rospo

Quante volte nella tua vita professionale (sì, certo, non solo in quella professionale) ti sei trovato a mandare giù qualche rospo? Il rospo che devi sputare quando scrivi, però, non è soltanto un rospo fatto di dissenso. Anzi. Nel tuo mondo fatto di scrittura devi imparare a “sputare il rospo” perché è importante tu parli (pardon, scriva) con le tue parole non lasciando che alcun timore o pudore ti lascino morire le frasi in gola.

2) Mostra i denti 

A te non solo scrivere piace, tu questo “scrivere” lo vuoi proprio vivere appieno sperando che ciò che scrivi piace. Così inizi a  bazzicare dove ti sembra che si aggreghi una buona quantità di scrittori del mare magnum della rete e magari inizi a pensare, erroneamente, che l’unica soluzione per emergere sia la disgregazione, la concorrenza spietata, che per irretire il lettore e il cliente siano leciti tutti i mezzi. Soprattutto quelli che denigrano i concorrenti. Ciò che invece è meglio tu faccia è solo mostrare i denti. Meglio ancora se davanti al tuo specchio. Giusto per ricordare, in primis a te stesso, che hai tutte le carte in regola per addentare tutte le occasioni.

3) Ricorda che la lingua è lo specchio dell’anima

Quando vai a farti visitare il medico ti chiede di tirare fuori la lingua, no? La tua lingua, infatti, è una sentinella importante del tuo stato di salute generale. Ecco perché devi sempre fare attenzione a come curi la tua lingua, ossia il tuo modo di parlare. La lingua professionale, il modo di comunicare che adoperi quando devi mostrare al massimo  le tue competenze, non è l’unica che merita cure: devi sempre curare ogni tua modalità di espressione senza considerare comunicazioni “di serie b” quelle che magari fai, usando meno parole, sui social.

4) Abbi mordente 

Per passare dall’essere solo l’ennesima gomma da masticare messa in un posto in cui non dovrebbe stare all’essere un componente fondamentale di un’opera che l’attenzione è di certo capace di attirarla è necessario essere web writer/chewing gum preparati con un ingrediente particolare: la grinta, la determinazione, la voglia di fare e di riuscire, il desiderio di creare e di realizzare.

5) Sii flessibile. Come la gomma

Tolstoj ha parlato una volta di un olivo e un giunco. Ti anticipo che l’olivo, in questa storiella, ti starà immediatamente antipatico: come non considerare antipatico un albero che si beffa di un piccolo giunco non facendo altro che ripetergli che è così fragile che qualunche vento potrebbe piegarlo? Ci sentiamo tutti un po’ giunchi, in fondo. Così, leggendo la storia, vorremmo che il giunco si difendesse. Ma il giunco sa difendersi nel modo più eloquente: coi fatti. Nella storia, infatti, il momento cruciale è quello in cui arriva la tempesta. Il giunco, in effetti, sembra non passarsela troppo bene: la pioggia e il vento lo sconvolgono eppure il giunco resiste. E si salva. Sai invece che fine fa l’olivo quando si trova ad affrontare una tempesta? Non riesce a fare a meno di mantenere i propri rami rigidi contro il vento. E così, il vento, glieli spezza.

6) Fai capire che “mastichi” bene ciò di cui stai parlando

Il fatto che tu sia “un piccolo giunco” non vuol comunque dire che non potrai diventare una quercia secolare di rara bellezza. Anzi. Per conquistare la fiducia di chi ti ascolta (e quando ti dedichi a scrivere online puoi raggiungere un auditorio potenzialmente infinito, lo sai) devi mostrare chiaramente di masticare la materia (oltre che mostrare di essere sempre pronto a plasmare e riplasmare ciò che sei perché il tuo obiettivo fondamentale è sempre migliorare, migliorare).

7) Non “masticare” troppo a lungo i tuoi insuccessi

Nonostante l’impegno gli insuccessi… Succedono. La cosa migliore che tu possa fare è cercare di trarre da una sconfitta una lezione, un insegnamento. Mentre sai qual è la cosa peggiore, la soluzione più sterile per cui tu potresti optare? Il continuare a pensare a ripensare all’insuccesso, il non smettere mai di rimuginare.

8) Attacca. Bottone. Ma…

Per farti conoscere devi saperti mettere adeguatamente in mostra, per arruolare nuovi componenti per la tua ciurma devi saper attraccare ai porti e portare a casa sempre nuovi “seguaci” ma anche “attaccare bottone” è un ‘arte. E nell’esercizio di quest’arte devi sempre rammentare l’importanza di…

9) Non essere troppo… Appiccicoso

Altrimenti chi ti segue avrà la sensazione che stai tirando troppo la corda. E una volta che un rapporto si spezza è davvero difficile riuscire a rammendare davvero bene il legame mettendo una toppa sulla troppa invadenza della tua “campagna promozionale”.

10) Il consiglio che completa il decalogo: il tuo

Che post sarebbe senza il tuo contributo?

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11 pensieri su “Web writer: 9+1 consigli tutti da… masticare

  1. Il punto 3 mi fa venire voglia di condividere una frase di Toni Cade Bambara.
    “Le parole vanno prese seriamente. Le parole mettono in movimento le cose; io l’ho visto. Le parole creano atmosfere, campi elettrici, energie; io l’ho sentito. Le parole congiurano. Per questo sto attento a ciò che pronuncio, scrivo, canto. Scelgo bene a cosa dare voce.”
    Non sono sicura che c’entri, ma la trovo stupenda.

    1. Grazia, non solo la frase è davvero stupenda (e a me fa venire in mente quella scena del film “le fate ignoranti” in cui viene citata quella poesia di Hikmet che finisce con “le tue parole erano uomini”) ma mi sembra anche molto molto azzeccata.

  2. Calo un velo pietoso su quel muro di Seattle 😀

    1: d’accordissimo, devi abbandonare la timidezza e buttarti dentro la tua scrittura senza temere nulla e nessuno.
    2: mostrare i denti, per me, significa sapersi imporre, con mezzi leciti e etici, e sapersi anche difendere da chi ti attacca senza motivo.
    3: vero, la lingua, il linguaggio vanno curati.
    4: il mordente serve, hai ragione, e è difficile averlo e mantenerlo.
    5: qui non siamo invece d’accordo. Il mio motto è “Frangar, non flectar”. O forse non ho capito cosa volevi dire.
    6: giusto. Masticare la materia grazie alla documentazione e all’esperienza. Scrivi sempre di ciò che conosci. E aggiungo: impara ciò che non conosci.
    7: io sono il Rimuginatore per eccellenza! 😀
    8+9: vero, per fortuna sono discreto e schivo, quindi con me c’è pericolo.
    10: Non aspettare la manna dal cielo: ma vattela a prendere. Inizia a pubblicare per farti conoscere, partecipa a selezioni editoriali, invia manoscritti alle case editrici, sperimenta il self-publishing.

    1. Mi piace tantissimo il tuo “impara ciò che non conosci”! 😀
      Quanto al punto 5… (Che bella la citazione in latino!) ciò che intendevo non era un “piegarsi” come “scendere a compromessi su cose che si ritengono sbagliate”. No. Ma sull’essere flessibili, sull’accogliere il cambiamento che, come il vento, arriva senza chiedere permesso. Volevo riferirmi alla capacità di adattarsi, di non opporre resistenze inutili sempre rimanendo…Integri. Il giunco, infatti, resta tutto intero e fedele a se stesso, no? 🙂
      Grazie mille anche per il decimo consiglio!

  3. il punto 9) mi ha fatto venire in mente una metafora: “meglio essere un sorso d’acqua fresco, che una carta di caramella” 🙂

    evocativa e incisiva come sempre. leggerti è un piacere per i neuroni e per l’umore!

  4. I tuoi suggerimenti sono utili, in certi casi proprio di buon senso (ma tranquilla, il buon senso è prerogativa di pochi, niente è banale). Quello che mi colpisce maggiormente è il senso di misura che è saggio avere (non essere appiccicosi), ma specialmente penso che sia la curiosità che va per la meglio. Una volta che si ci è gettati o nel blue ocean o nel red ocean bisogna essere competenti: si comincia con la volontà di imparare, poi si impara bene. Da questo punto di vista sono piuttosto fortunata: la Natura mi ha donato una dose massiccia di curiosità e di timore della monotonia 😀

    1. Credo sia banale solo ciò che non dà nulla. Quindi sì, il buon senso è tutto fuorché banale, concordo 🙂
      Mi ha colpito molto questa frase del tuo commento “si comincia con la volontà di imparare, poi si impara bene”.
      In effetti se è vero che “chi ben comincia è già a metà dell’opera” è vero anche che per “ben cominciare” è importante cominciare con una buona dose di volontà. E considerare l’imparare un’opera mai del tutto compiuta!

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