Socialolimpo: tu che divinità da social media sei?

Socialolimpo: abecedario delle divinità da social media

Sei alle pendici di quelle montagne altissime che ti sembrano i social media. Hai deciso di spendere il tuo tempo creando dei profili in diversi social network ma hai paura di mandare tutto a monte. Mentre il tuo obiettivo sarebbe raggiungere la vetta.

Vorresti usare le opportunità offerte dalla rete per mettere in luce le tue qualità ma per farlo devi prima scalare una montagna di piccoli grandi ostacoli. Vuoi sapere come si fa a salire di quota per arrivare alla cima dell’Olimpo luminoso?

Alla domanda “come si fa” non può esserci una risposta univoca. Ma si può trarre spunto dal modus operandi dei soggetti più disparati e ci si può misurare con le varie possibilità immaginando come gestirebbe la propria presenza sui social quell’individuo lì o quel personaggio là. Perciò, per esempio, perché non divertirsi a ipotizzare come userebbero i social network alcune divinità?

Afrodite

Chi è

Afrodite è la dea della bellezza, è la dea votata all’amore e, in effetti, la sua versione di utente dei social network, deve continuamente svuotare la casella dei messaggi privati tanti sono i complimenti che riceve da altri utenti innamorati di lei o lui al primo click.

In cosa puoi farti ispirare: amore per la comunicazione, passione nell’interazione

La Venere dei social prima di ottenere tanta venerazione si sarà pur dedicata ai suoi profili, no? L’ Afrodite della comunicazione ha dalla sua una certa passione che mette nella cura di ogni relazione. (Certo, è da considerare non solo quanto ma anche come si dedica alla cura di ciascuna relazione…)

Da cosa non dovresti farti contagiare: l’uso distorto dei social network

Quando ogni avventura social in cui si imbarca diventa per la Venere di Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta soltanto l’ennesima occasione per cercare di rimorchiare allora in questo eterno imbarcarsi nella creazione di nuovi profili c’è qualcosa che sta facendo male. Siamo sicuri che vada bene trattare ogni social network alla stregua di un sito di incontri?

 

Apollo

Chi è

Apollo è il dio di tutte le arti, no? L’Apollo da social non potrebbe quindi che essere qualcuno che usa i social media per condividere le manifestazioni artistiche più disparate. Come Apollo ha come simbolo il sole così il nostro Apollo prestato ai social network condivide ciò che accende la sua attenzione sperando di poter aumentare sempre più il suo raggio d’azione condividendo ciò che ritiene di valore.

In cosa puoi farti ispirare: l’importanza di puntare i riflettori solo su ciò che ti accende

L’asso nella manica di Apollo? L’accurata selezione. Scegliere la qualità in ogni condivisione implica anche la capacità di escludere qualcosa, di puntare solo su ciò che si reputa effettivamente migliore senza cedere alla tentazione di condividere per motivi sbagliati. Come per esempio la simpatia che si può nutrire per l’autore di un pezzo.

Da cosa non dovresti farti contagiare: l’ego smisurato in pieno stile Re Sole

C’è però un rischio che, se si decide di vestire i panni di Apollo nella gestione dei propri profili sui social media, è bene evitare: il rischio di selezionare accuratamente quando si tratta di pensieri e opere altrui ma di arrivare spesso, troppo spesso, a essere autoreferenziale. Occorre infatti tenere sempre d’occhio la linea di confine tra l’avere naso per i contenuti che meritano e non riuscire a guardare oltre il proprio naso finendo col credere che siano validi solo i propri contenuti.

 

Artemide

Chi è

C’è una voglia di indipendenza, un’inarrestabile intraprendenza in Artemide che per certi versi non può che rendere il suo operato ammirevole. Artemide vive i social media come un terreno di caccia, un agone in cui misurare le sue abilità, un campo di battaglia in cui vincere contro i propri limiti fino a riuscire a catturare l’attenzione.

In cosa puoi farti ispirare: l’impegno e l’abilità a catturare… l’attenzione

Una cacciatrice provetta come Artemide è in grado di avere a che fare anche con gli animali più indomabili e uscirne comunque vincitrice. Chi sa agire come Artemide nell’ambito della propria strategia social sa bene su quale obiettivo puntare ed è capace di scoccare l’arco senza lasciare nulla al caso anche perché consapevole che ogni mossa implica un dispendio d’energia e che ogni propria freccia, essendo d’argento, è preziosa.

Da cosa non dovresti farti contagiare: lo scopo per cui impegnarsi

A volte lo scopo di un’Artemide prestata ai social network può non essere dei più ammirevoli: bisogna perciò prestare attenzione a evitare di impegnarsi per avere quanti più amici/follower/fan possibile solo al fine di vantarsi come si fa con un trofeo di caccia.

 

Astrea

Chi è

Astrea era una dea assolutamente incapace di chiudere gli occhi di fronte alle continue ingiustizie che prosperano tra gli uomini. Stanca di vedere continue azioni scellerate un giorno Astrea decise di alzare gli occhi al cielo: scelse così in un batter d’occhio di andare a vivere tra le stelle. Fuor di metafora si comporta come Astrea chi proprio non riesce a fare a meno di fare dei social media un luogo in cui continuare a combattere per le proprie battaglie ideologiche. O comunque, più in generale, agisce come Astrea chi le ingiustizie, anche quando perpetrate da dietro un pc, non riesce proprio a sopportarle.

In cosa puoi farti ispirare: l’entusiasmo, il coraggio

Per difendere sempre le proprie idee, per portare avanti le proprie ragioni è necessario avere una buona dose di entusiasmo, certo. Ma anche di coraggio. Prendere esempio da Astrea, per avere un profilo social stellare, vuole perciò dire saper dire anche “no, non ci sto” e andare anche controcorrente se “controcorrente” è la direzione in cui si è convinti sia più giusto andare.

Da cosa non dovresti farti contagiare: l’intransigenza, l’ostinazione cieca

Essere pronti a affrontare gli altri a muso duro per proteggere lo zoccolo duro delle proprie convinzioni non deve però equivalare a tacciare a priori come sbagliato qualsiasi pensiero diverso dal proprio. I social network sono e devono restare un luogo di confronto: anche perché solo col confronto si può costruire, rampa dopo rampa, una scala verso il cielo.

 

Atena

Chi è

Atena è la dea saggia per eccellenza: come non pensare a questa dea nata dalla testa di Zeus quando ci si è messi in testa di far raggiungere alla propria presenza nei social media l’eccellenza? Atena è sapienza, conoscenza e insieme scaltrezza da giocatrice di scacchi esperta. Atena è colma voglia di scoprire, proprio come una civetta, cosa si cela nella notte del dubbio ma anche di capacità di dissimulare le sue intenzioni e scoprire le proprie carte al momento giusto. Serve altro per mettere in piedi una strategia social da “scacco matto” assicurato?

In cosa puoi farti ispirare: esercitarti a essere un po’ stratega

Ci vuole talento per battersi per ottenere il proprio posto al sole nella terra dei social network e farlo facendo sembrare ogni mossa un elegante balletto.  Ma, oltre al talento ci vuole strategia e impegno. Atena incarna lo spirito che ti sprona a quella lotta buona: quella lotta per l’autorealizzazione che non passa attraverso soprusi a altri ma solo attraverso la propria valorizzazione. Per vincere in questa lotta ci vuole però astuzia: serve la furbizia del callido Odisseo reso sagace proprio dall’esercizio del suo ingegno.
Da cosa non dovresti farti contagiare: la tentazione della manipolazione

A proposito di Odisseo vogliamo forse dimenticarci che fu accusato di essere un consigliere fraudolento? “Da un grande potere deriva una grande responsabilità” è la perfetta frase da supereroe ma anche se qui non si parla di supereroi ma di divinità, insomma, siamo sempre là. La lezione che puoi imparare dal possibile lato oscuro di Atena nei social media è che non devi mai usare la tua capacità di coinvolgere e convincere chi ti segue e crede in te per suggerire… Inganni.

Nei panni di… Pollon

E tu che stai leggendo e che magari per la maggior parte del tempo ti senti come la Pollon dei cartoni che non può fare a meno di guardare con occhi curiosi a tutte le virtù ma anche (e soprattutto) i vizi delle divinità, dimmi un po’ ti riconosci o riconosci qualcuno o vorresti riconoscerti in qualche “divino utente di social” elencato qua?

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22 pensieri su “Socialolimpo: tu che divinità da social media sei?

  1. Non so chi sia Pollon, so solo che c’è un cartone chiamato così 😀

    Credo di avere qualcosa di buono di tutti, anche se non riesco sempre a fare come fanno tutti quegli dei.

    Non ho pensato a qualche divinità, anche perché sull’argomento “dei” non sono ferrato.

    Però ti dico che non voglio prendere nessun dio come esempio, perché io sono un uomo e preferisco imparare e sbagliare come tutti e non essere perfetto come inesistenti divinità.

    1. “Però ti dico che non voglio prendere nessun dio come esempio, perché io sono un uomo e preferisco imparare e sbagliare come tutti e non essere perfetto come inesistenti divinità.”

      In fondo il vero obiettivo non è tanto essere un dio quanto essere pienamente… D’io.

      (Ti stimo sempre ma il fatto che tu non conosca Pollon mi ferisce profondamente. U_U)

  2. Le divinità erano simpatiche perché, di divino, avevano solo l’auto di rappresentanza: conflitti, invidia e frustrazioni tipiche degli umani la facevano da padrone.

    Credo che la strategia venga prima di ogni altra cosa: se non sai dove vuoi andare, il viaggio sarà interessante solo per te. Potrai partire all’avventura e magari emozionarti, dormire all’aperto guardando le stelle e perderti nei boschi ma tutto ciò farà crescere solo te e qualcuno interessato allo stile on the road.

    In una cosa ancora titubo: una persona, in quanto tale, ha moltissimi interessi ma nei social funziona la specializzazione e questo per me è limitante a meno che tu non sia un’azienda. Il personal branding è importantissimo, niente da dire. A me interessano le persone che mostrano curiosità e pare che questo sia controproducente.

    L’errore è considerare le persone come aziende, ma la differenza c’è e si vede.

    1. “In una cosa ancora titubo: una persona, in quanto tale, ha moltissimi interessi ma nei social funziona la specializzazione e questo per me è limitante a meno che tu non sia un’azienda. Il personal branding è importantissimo, niente da dire. A me interessano le persone che mostrano curiosità e pare che questo sia controproducente.”

      Mi hai fatto balzare in testa un pensiero balzano (ma forse neanche troppo): ogni persona è una casa e quando inizia a fare personal branding nei social è come se la porta di questa casa la spalancasse.

      Ogni interesse che questa persona mostra di avere è un pezzo d’arredamento: se la struttura di base della casa e quindi la personalità della persona è comunque ben definita, forte, allora elementi diversi possono coesistere più facilmente perché inseriti in un contesto che già da solo dà un’impronta precisa. Quando, al contrario, l’accumulo dei soprammobili più disparati è solo un modo come un altro per non cadere nel temibile horror vacui… Allora la curiosità è solo pro forma e la specializzazione a tutti i costi può essere una buona soluzione.

  3. Posso fare Marco?

    Bello l’elenco delle virtù e dei vizi delle divinità se esercitassero nell’era dei social… Chissà quanti appuntamenti con questa rubrica ci attendono prima di arrivare alla Z di Zeus

  4. Pronta al mio puzzle personale?
    La bellezza delle parole di Afrodite, quando scrivere diventa poesia.
    La qualità della condivisione di Apollo, perché sono nata per condividere.
    L’attenzione di Artemide, perché non c’è qualità senza impegno.
    La caparbia di Astrea, perché non temo di andare controcorrente se credo in qualcosa.
    Il medoto di Atena, anche se non sono una grande stratega 😉
    E di Pollon …la curiosità. Perché la curiosità è la mamma di ogni sapere. Dalla curiosità nasce l’idea e la creazione stessa.

    Ho la sensazione di aver preso solo le qualità… Uhm!
    Aggiungo una qualità per sdrammatizzare: sono umile: imparo, imparo, imparo… non finisco mai.

    Un bacio!

    1. Ma questo potpourri di doti divine andrebbe bevuto come fosse ambrosia!
      Del resto tu sei così ricca di qualità da offrire che, per restare in tema con la mitologia e la lettera A, ti si potrebbe chiamare anche Amaltea! 😀

  5. Non c’è una divinità per me! Dovrebbe essere benevola e distratta, credo. Benevola perché per me i social sono soprattutto un modo per spandere positività, che sia un fiore di buongiorno, un’immagine dal canile, una petizione da firmare o un contributo personale sulla scrittura. Distratta perché spando, ma non mi occupo di raccogliere i semi lasciati dagli altri. Posto e me ne vado come Cenerentola, perché il tempo a mia disposizione sta già scadendo… e devo andare a scrivere, o parlare di scrivere, o pensare a cosa scrivere.

    1. Grazia allora più che a una dea… Potresti essere accostata a una fata madrina, no?
      Una fata un po’ distratta proprio come quella di Cenerentola ma in grado di far funzionare le rotelle anche in una zucca vuota e capace di infondere magia… Nelle parole 🙂

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