Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing

Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing

Quando smetti di bocciare a priori ogni tua idea sono tante le cose che possono sbocciare. Può sbocciare l’amore per la scrittura, perché la scrittura sì che sa come farsi amare, possono sbocciare diversi progetti, svariate trame che erano già state seminate nella tua fantasia e che aspettavano solo la stagione giusta per fiorire sulla carta, ma possono anche sbocciare oleandri bianchi e da questi bisogna sapersi guardare.

Trasformare l’ispirazione in azione significa anche questo: saper coltivare i fiori migliori del giardino delle proprie idee. Ma qualche volta si può trarre ispirazione anche dai fiori del male: che ne diresti perciò di dare un’occhiata a delle citazioni dall’omonima opera di Baudelaire per scoprire cosa certi grandiosi artisti del passato possono insegnare a un blogger?   

Il personaggio ispiratore

Rubens, fiume d’oblìo, giardino della pigrizia, cuscino di carne fresca su cui non si può amare, ma in cui la vita fluisce e di continuo s’agita, come l’aria nel cielo e il mare dentro il mare,

Il consiglio, la lezione

Cosa può imparare un blogger  da questo pittore fiammingo la cui produzione artistica è considerabile l’archetipo del barocco? La lezione sta proprio in questo aggettivo: “barocco“. Se è vero che la scrittura per il web è preferibile sia limpida ciò  non significa che infondere emozione in un testo vada necessariamente a scapito della chiarezza.

Da Rubens il blogger può imparare l’importanza di saper anche, a secondo del messaggio che si vuole veicolare, spronare il lettore non soltanto a un ragionamento razionale ma anche puntare alle viscere del lettore. Perché la chiarezza nell’esposizione apre la mente e aiuta a far entrare nella testa del lettore qualsiasi informazione ma è l’emozione che si riesce a suscitare che spalanca il cuore.

Il personaggio ispiratore

Leonardo da Vinci, specchio oscuro e profondo, in cui angeli incantevoli, con un dolce sorriso pieno di mistero, appaiono all’ombra dei ghiacciai e dei pini che ne chiudono il paesaggio,

Il consiglio, la lezione

Leonardo, che ebbe tanto da insegnare ai suoi successori in merito ai più disparati campi del sapere, saprebbe oggi dare un buon consiglio ai blogger? Leonardo è l’exemplum dell’artista che non solo seppe essere un mistero ma che fu anche in grado di guardare a tutti gli interrogativi non provando paura per l’ignoto ma con gli occhi scintillanti di curiosità.

Un blogger dovrebbe prendere esempio da Leonardo in questo: avere la giusta audacia nell’approcciarsi anche a ciò che appare più oscuro, più misterioso, significa avere il coraggio di essere tra i primi a esplorare le strade meno battute. Non è vero che tutto è stato detto: ciò che è vero è che per dire qualcosa di nuovo occorre non aver paura di mettersi in gioco e non limitarsi a seguire gli altri. Devo forse ricordarti che chi segue sempre gli altri non arriva mai primo?

Il personaggio ispiratore

Rembrandt, triste ospedale tutto pieno di murmuri, decorato soltanto da un grande crocifisso, ove la preghiera in lagrime esala dalle lordure e il sole d’inverno appare con un raggio improvviso,

Il consiglio, la lezione

Rembrandt, il pittore dell’età dell’oro olandese, sapeva trasformare in oro ogni volto che vedesse facendone un meraviglioso ritratto. Ma oggi saprebbe far diventare oro il lavoro di un blogger?  Victor Hugo annovera proprio Rembrandt tra “i pittori che hanno nel pennello il caos” e, in effetti, anche uno scritto, prima di diventare un capolavoro, è solo un insieme di gocce d’inchiostro in mezzo a tantissime altre.

La dritta di Rembrandt potrebbe quindi proprio essere questa: andare dritti per la propria strada anche quando nella propria testa il percorso che si desidera seguire più che una linea retta sembra un groviglio di tracce. Perché se c’è una matassa significa che c’è qualcosa da sbrogliare, certo, ma significa anche che ci sono infinite sfumature possibili tra cui spaziare, tra cui scegliere, per dipingere il proprio autoritratto e diventare il più possibile simili a ciò che si desidera essere.

Il tuo personaggio e la sua lezione

Questo è il tuo momento: io la pianto con la scrittura del mio post e ti lascio questo appezzamento per permetterti di esprimere il tuo parere (che sia critica o apprezzamento) e per lasciarmi ispirare da te e dal tuo esempio di “personaggio ispiratore”.

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32 pensieri su “Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing

  1. La curiosità viene prima di tutto, secondo me. Possiamo ritornare a quanto dicevamo qui e sul blog di Riccardo che non c’è straordinarietà se non si è disposti a muoversi verso le nicchie. Nemmeno un lavoro di nicchia è semplice, eh! Ad ogni modo, è sempre meglio essere persone curiose e attirate dalle diversità; la distinzione tra la pianta buona e l’oleandro bello, ma velenoso, dovrebbe venir spontanea grazie alle nostre naturali propensioni.Preferisco infatti credere che bisogna fondarsi sul meglio che si ha di sé- che va individuato, preliminarmente- e innalzarsi su questa base.

    1. Mi piace molto l’immagine di una ricerca, preliminare, come a cercare il punto migliore per iniziare a costruire e fondare le proprie fondamenta sulle qualità migliori che si ritiene di avere!
      Come mi piace molto anche pensare che, costruendo costruendo, si può sempre scoprire di possedere del materiale che non si pensava di avere, no? 🙂

  2. Il mio personaggio ispiratore è Caravaggio. Nella sua pittura sfruttava le ombre, il nero, per far risaltare la figura umana. E quell’incarnato e quelle stoffe emergevano sulla tela e l’occhio del pubblico ne è catturato.

    Il blogger, quindi, deve far risaltare la sua personalità, il suo lato umano, nel nero dell’inchiostro dei suoi articoli, così che il lettore ne sia magnetizzato. E lo ricordi.

    1. “Il mio personaggio ispiratore è Caravaggio”
      Adoro Caravaggio! Pensando a lui come personaggio ispiratore mi viene spontaneo pensare anche alle dicerie sul fatto che non sapesse disegnare. Sai cosa mi viene naturale dire in merito? “E anche se fosse?!”

      Ci sarà sempre qualcosa che non sapremo fare. Magari anche qualcosa che sarebbe perfino importante saper fare contestualmente alla nostra passione principale. Ma come esistono gli ostacoli esistono svariati modi per superarli, giusto?

      “Il blogger, quindi, deve far risaltare la sua personalità, il suo lato umano, nel nero dell’inchiostro dei suoi articoli, così che il lettore ne sia magnetizzato. E lo ricordi.”

      Sono assolutamente d’accord! Le tre parole fondamentali nel blogging per me sono personalità, personalità e… personalità!

  3. Il mio è Andrea Mantegna.
    Quando guardo le sue opere (ad esempio il Cristo Morto o le diverse interpretazioni date del martirio di San Sebastiano o il trasporto del corpo di San Cristoforo), resto sempre affascinata dai richiami al mondo classico, da quelle prospettive che danno una profondità incredibile. Una profondità che dice che c’è di più, oltre la superficie, e ti cattura trascinandoti dentro la scena, invogliandoti a cercare di più, scoprire di più.

    E quando tutto sembrerebbe troppo perfetto per essere vero, troppo classico, con poco pathos, guardi i visi dei personaggi: c’è l’umanità, in tutta la sua meravigliosa e variegata imperfezione.

    Ben lungi dall’essere come lui, non so nemmeno se sono una blogger per il solo fatto di scrivere in un blog, ma quell’effetto del consegnare un post all’apparenza classico e ben costruito ma con angolazioni e profondità diverse, far sentire chi mi legge trascinato dentro l’argomento e far desiderare di voler sapere di più, di scavare più a fondo, svelando comunque la mia umanità che parla ad altri umani, con tutte le imperfezioni del caso… eh! Quanto lavoro ho da fare! 🙂

    Bel post, Monia.

    1. Il tuo citare San Sebastiano parlando di Andrea Mantegna mi ha fatto venire in mente l’invito della mia professoressa di storia dell’arte a conoscere i racconti del vangolo indipendentemente dal nostro credo per poter meglio comprendere la trama utilizzata dagli artisti per tessere i loro meravigliosi racconti in punta di pennello o di…”scalpello” 🙂
      Del resto per poter trovare il nostro modo di scrivere, scovare la nostra natura, non dobbiamo prima approfondire la natura della scrittura così da poter varare le varie possibilità con maggiore consapevolezza?

      “consegnare un post all’apparenza classico e ben costruito ma con angolazioni e profondità diverse, far sentire chi mi legge trascinato dentro l’argomento e far desiderare di voler sapere di più, di scavare più a fondo”

      Questa tua descrizione racconta il genere di post che più amo alla perfezione. Io un Bel Post lo immagino proprio così: un caleidoscopio di emozioni e interpretazioni.

      Per quanto riguarda il tuo essere (o non essere una blogger) io non credo tu sia una blogger “per il solo fatto di scrivere in un blog”: io credo tu sia una blogger (e non solo) per ciò che scrivi e per come lo fai.

      Per esempio con il tuo scrivere “quando tutto sembrerebbe troppo perfetto per essere vero, troppo classico, con poco pathos, guardi i visi dei personaggi: c’è l’umanità, in tutta la sua meravigliosa e variegata imperfezione” sai quanta voglia metti di “scavare più a fondo” nella produzione artistica di Andrea Mantegna? 🙂

      Grazie del commento Katia! 😀

  4. Per gli articoli del blog pesco nella memoria o nel presente, insomma ci metto un po’ di mio e un po’ di ispirazione da quanto leggo, vedo, vivo ogni giorno. Per la trilogia che sto scrivendo invece ho una musa: mi ispiro ad una donna che conosco da un po’ (non tanto) e che considero straordinaria.

    1. “Per gli articoli del blog pesco nella memoria o nel presente”
      Mi piace pensare che peschi nel fiume del passato o nel lago del presente per popolare di meravigliosi pesci l’oceano del futuro.

      “Per la trilogia che sto scrivendo invece ho una musa: mi ispiro ad una donna che conosco da un po’ (non tanto) e che considero straordinaria”

      La musa è la stessa Miss Occhi Verdi citata, se non erro, in un’intervista fatta a te dalla bravissima Cinzia Di Martino? Qui siamo curiosi e io non dimentico quasi mai qualcosa (e questo forse è un peccato dato che “gli smemorati avranno la meglio sui loro errori”) 🙂

  5. La mia fonte d’ispirazione è trina:
    – la notte;
    – un evento, anche totalmente scollegato dallo scritto, che avvia la macchina delle idee;
    – una lettura, sia essa un libro di narrativa, uno scritto scientifico o un post di qualche blog.

    Quando questi tre ingredienti ci sono lo scritto scivola fuori dalle dita, dapprima sottoforma di bozza e poi, un paio di giorni dopo, nasce il post. Appena avrò fra le mani il mio pc ho un po’ di bozze da rivedere!

    1. “La mia fonte d’ispirazione è trina:
      – la notte;
      – un evento, anche totalmente scollegato dallo scritto, che avvia la macchina delle idee;
      – una lettura, sia essa un libro di narrativa, uno scritto scientifico o un post di qualche blog”

      Ehi Marco, che tridente!
      Sai che qui, nei commenti su un post sulle nuvole abitate dagli scrittori si è parlato proprio dei momenti migliori della giornata per scrivere? È proprio vero: ognuno (autore o non autore) è una storia a sé!

      Il fatto che ti fai ispirare da eventi anche totalmente scollegati dallo scritto lo trovo molto affascinante: credo che questo significhi proprio riuscire a guardare a tutto ciò che accade con occhi sempre pronti a meravigliarsi e ciò è… Straordinario!

      “Appena avrò fra le mani il mio pc ho un po’ di bozze da rivedere!”
      Su Pupillo ricongiungiti presto al tuo pc! Chissà quante notti e quante letture e quanti eventi aspettano da troppo di diventare post! 😀

      1. Eccomi, a risponderti dal mio vecchio pc con lo stomaco nuovo. Beh, adesso è troppo notte per essere produttivi ma presto verranno nuovi post.

        L’altro giorno lessi quel post e pensai subito alle mie notti ma ero troppo poco ricettivo per scrivere una risposta decente… Il caso voleva che mi mancasse l’ispirazione!

      2. “Eccomi, a risponderti dal mio vecchio pc con lo stomaco nuovo. Beh, adesso è troppo notte per essere produttivi ma presto verranno nuovi post.”

        Nello stomaco nuovo del tuo pc ci sono tante crisalidi che non aspettano altro che diventare farfalle?
        Sarà bello vedere volare i tuoi nuovi post 🙂

  6. Caro demone, come sempre i tuoi post assomigliano a una bottega antica dove trovare libri impolverati, mirabilia e oggetti di antiquariato rimasti soli troppo tempo. Tesori di cui ci si era dimenticati, o che rimangono nascosti se non si ha la capacità di vederli.

    Vorrei che il mio blog fosse ordinato e pulito come una tela di Mondrian; forse per questo mi sono bloccata in uno dei suoi riquadri, senza più trovare il coraggio di uscirne… Dovrei riferirmi piuttosto alla violenza colorata di Van Gogh o ai tagli audaci di Fontana.

    1. “Caro demone”
      Emma, ti invito ufficialmente a entrare a far parte del gruppo composto da quei miei amici che di tanto in tanto mi chiamano DeMonia 😀

      “Vorrei che il mio blog fosse ordinato e pulito come una tela di Mondrian; forse per questo mi sono bloccata in uno dei suoi riquadri, senza più trovare il coraggio di uscirne”
      Sai qual è il punto (moto, in questo caso) secondo me? Il punto è che le cose non sono (quasi) mai, spontaneamente, come vorresti. Le cose sono come sono. E al massimo diventano come sei in grado di trasformarle. Ma, ecco che qui si vedel’errore di fondo di quel “vorrei” paralizzante: per poter trasformare le cose prima occorre accettarle per quello che sono e poi è necessario sporcarsi le mani affondandole in cose distanti anni luce dal modo in cui avremmo voluto che i nostri progetti venissero alla luce.

      “i tuoi post assomigliano a una bottega antica…”
      Ricordati sempre che sei sempre la benvenuta in questa bottega e che non devi mai smettere di spolverare i tesori che hai dentro anche e soprattutto quando ti pare di avere soprattutto cianfrusaglie.

      1. Grazie DeMonia 😀
        «Il punto quindi non è abbandonare: è comprendere», rubando le parole del saggio Osho. Leggerti è sempre stimolante, a tal punto che ho giusto scritto un post!

      2. “Leggerti è sempre stimolante, a tal punto che ho giusto scritto un post!”
        Sono contenta di stimolare! Perché non si dovrebbe mai immolare nessun sogno che si insegue con amore a un altare di timore 🙂

      3. Proseguo sul mio tortuoso sentiero giallo, cercando e cercando. Senza mai fermarmi 🙂 niente più sacrifici sanguinari di sogni e idee. Li lascerò volare come palloncini in un bel cielo d’estate

  7. Mi ispirano gli alberi di Amy Giacomelli. Non quelli pieni di circonvoluzioni, ma quelli più stilizzati, magari corredati di uccellini. A dire la verità credo di avere una fissa per i vegetali, foglie e fiori (piccoli!) e più di tutto per i grandi alberi. Accarezzare il tronco di un albero antico mi dà una tale energia che potrei scrivere “a motore”! Ma anche gli animali… okay, sono naturomane. La natura è la mia ispirazione. Augh. i;)

    1. Tu sei una di quelle che, subito dopo aver letto, mi ha fatto pensare “ok, io con lei mi divertirei un sacco a snocciolare le cose più disparate sedute a un tavolino davanti a una ciotola di noccioline”.
      Quindi l’apprezzamento è più che condiviso 🙂
      È un piacere averti qui!

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