La scrittura è l’altra metà della mela?

bicibaco

Tu sei qui, con me, e noi due dobbiamo parlare: prima di immergerti nella lettura ci sono alcune cose che devi sapere. Giusto per scegliere meglio che maschera (da sub) indossare. Si parlerà di mele, è vero, ma non è un post di diete, ché qui, in effetti, la linea di cui più ci importa è quella editoriale. Se uno scritto al giorno toglie il medico di torno non sarà forse che la scrittura può essere la mela-nina che colora le tue giornate? Soprattutto se il sole della passione ti ha accecato con uno dei suoi raggi e ora pedali sulle ruote a raggi della scrittura perché il sogno di scrivere è una bicicletta che hai voluto con tutte le tue forze.


Il ba(n)co di prova

Anche se adesso tu ti senti un baco quando diventerai farfalla ti sembrerò di aver visto esaudirsi uno di quei desideri che forse non si oserebbe esprimere nemmeno quando, il giorno in cui si compiono gli anni, si spengono le luci e giunge il momento di soffiare sulla candele della torta. Mentre non avrai fatto altro che compiere la tua natura. La prova del NOVe per uno scrittore baco si chiama inNOVazione: un baco vuole diventare farfalla e lo vuole così tanto che questo suo sogno riesce a realizzarlo. L’importante è non dimenticare che non esiste novità senza ricerca e non esiste ricerca senza motivazione.

Sui banchi coi bachi

Un baco cosa ha da insegnare? La tenacia, che dovrebbe essere fedele compagna di ogni scrittore che tenta di bucare le pagine con la sua ambizione. Anche il baco migliore, il più promettente, qualche volta fa un buco nell’acqua ma non per questo si arrende. Un baco anche quando striscia tiene sempre alta la vista per non perdere di vista quel cielo in cui presto riuscirà a volare.

Dal baco al bacio (accademico)

Per un baco anche i momenti all’apparenza improduttivi sono importanti: imparare a distinguere tra pazienza e passività significa non rischiare di rompere la crisalide prima del tempo. E quindi essere promossi a farfalla a pieni voti.

Il rischio e l’obiettivo

Come non conoscere la storia di Guglielmo Tell e della mela da colpire con una freccia messa in testa al figlio? Quando si scrive, in fondo, si è armati di balestra: c’è un bersaglio a cui puntare e verso cui continuare a mirare anche quando si è bersagliati dai dubbi e dai timori di non farcela e c’è il rischio di mancare davvero la meta, di fallire nella propria aspirazione e vedere i propri sogni spirare.

L’illuminazione

Tradizione narra che Isaac Newton fu folgorato dalla geniale intuizione della legge di gravitazione proprio perché una mela gli cadde in testa. Uno scrittore, pur mantenendo sempre i piedi per terra come la gravità insegna, non dovrebbe mai perdere la capacità di lasciarsi folgorare. Certo, le scariche elettriche vanno poi distinte in trovate sfavillanti e idee che sarebbe meglio perdere che trovare, idee che vanno subito scaricate, ma, quando ti balena in mente una pensata davvero brillante per far vedere presto la luce a un tuo scritto, devi metterla su carta alla velocità della luce.

La lista delle priorità

Conosci il mito della mela d’oro assegnata in premio ad Afrodite? A dargliela fu Paride che, per volere di Zeus, dovette scegliere “la più bella” tra Afrodite, Atena e Era. Sicuramente la scelta facile non era, soprattutto dato che ogni dea, nel tentativo di mettere a segno la vittoria, non mancava di promettere a Paride l’assegnazione di meravigliosi doni: ma alla sapienza e alla ricchezza Paride non ebbe dubbi e preferì l’amore.

Lo scrittore deve essere al tempo stesso Paride e Zeus. Come Zeus, infatti, deve essere capace di sottoporre i propri personaggi a prove difficili, di affidare ai protagonisti delle sue opere compiti a volte anche ingrati e deve riuscire a proporre sfide sempre interessanti anche al lettore. Altrimenti il rischio è che l’interesse di chi leggi si affievolisca. Ma deve saper vestire anche i panni di Paride e chiedersi quanto sia disposto ad assegnare, a dispetto di tutto e tutti, la propria mela d’oro all’amore per la scrittura.

Bici, baci, baco

Per tenere banco nella partita giocata con la scrittura sai prendere esempio dal baco e diventare farfalla? Anche se non ti senti baciato dall’ispirazione ti dedichi, ogni giorno, a uno scritto come se fosse una mela da mangiare quotidianamente? Scrivere, in fondo, è un po’ come andare in bici: anche se sei da un po’ nella tua crisalide (non scrivi da un po’) sono certa che non hai dimenticato come si fa. Me-la-dai la tua opinione?

Advertisements

16 pensieri su “La scrittura è l’altra metà della mela?

  1. È un periodo importante: “quando ti balena in mente una pensata davvero brillante per far vedere presto la luce a un tuo scritto, devi metterla su carta alla velocità della luce.”

    Problema: come sapere in anticipo che si tratta di “una pensata davvero brillante”?

    Ecco, nella mia limitata esperienza, lo si sa e basta.
    A volte, però, manca la carta.

    1. C’è una citazione che ho letto tanto tempo fa ma che non ha mai smesso di colpirmi:
      “le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito”.

      Sai perché mi piace tanto?
      Perché mi fa pensare che, anche quando ti sembra che il tuo percorso sia pieno di buchi e ti senti quasi un imbucato anche nella tua stessa vita, forse tutti quei buchi ti serviranno per imparare a guardare oltre e vedere una luce nuova.

  2. Che coincidenza! Già l’altro giorno parlavamo del luna park come metafora ma anche come argomento, e oggi hai colto proprio nel segno, per quanto mi riguarda: il mio progetto di scrittura e musica chiamato Karpocapsa, cioè la farfalla della mela, che stiamo sviluppando nei suoi molteplici richiami. Ma al di là degli incroci delle nostre sinapsi, tornando al tuo post, sì, Monia, è proprio così, scrivere ogni giorno è esercizio importante, anzi terapeutico. Però non a tutti i costi, perché il proverbio può essere letto anche in senso opposto (come ogni buon oracolo che si rispetti), e la mela al giorno, se avvelenata, può letteralmente togliere di torno il medico 🙂
    Scrivere per scrivere, senza un po’ di ispirazione, è pura aspirazione.
    In tal caso – come ci capita di leggere in molti sedicenti blog – la metafora più calzante (parafrasandoti, con massimo rispetto) è quella della scrittura come apparato digerente. Se non ci si nutre dei cibi giusti (letture) e il signore non ci ha dato un fisico adeguato (talento), ci si perde in diverticoli e intestini ciechi e quello che vien fuori è solo una gran c…ta! 😉

    1. “il mio progetto di scrittura e musica chiamato Karpocapsa, cioè la farfalla della mela”
      Già a “scrittura e musica” le mie antenne da farfalla si sono sentite iperattivate!
      Fantastico!

      Assolutamente d’accordo anche sul fatto che “scrivere per scrivere, senza un po’ di ispirazione, è pura aspirazione” e, dato il continuo del tuo commento, direi che, quando uno scritto è frutto di troppa aspirazione fine a se stessa farebbe meglio a spirare perché fa venire… Il mal di pancia!

  3. Ciao Monia,

    mi hai incuriosito con la scelta della mantide nella bella foto iniziale.

    Non so perchè l’hai scelta, forse solo per il richiamo alla bicicletta, ma mi ha richiamato alla mente le modalità con cui si accoppia.

    In effetti ho trovato un paragone con la scrittura. E non ho più pensato al baco.

    Accoppiarsi con la scrittura può essere un abbraccio mortale se lo si fa solo per un attimo di piacere, per gioco o per sfizio.

    Può esserci il colpo di fulmine, la folgorazione, l’attimo che conquista.

    Ma non basta. Deve essere un amore vero, duraturo, coltivato ogni giorno.

    E allora forse non ne sarò divorato!

    1. Sai Diego la scelta della foto, oltre che per il richiamo alla bicicletta, è figlia del fatto che a me le mantidi… Piacciono.
      Trovo affascinante il fatto che, quando colei che dovrebbe generare la vita ha bisogno di energia, chiede “un sacrificio”.
      Trovo interessante il fatto che per creare qualcosa di nuovo possa servire una dose di distruzione. Ex morte vita.

      Accoppiarsi con la scrittura può essere un abbraccio mortale se lo si fa solo per un attimo di piacere, per gioco o per sfizio.

      “Può esserci il colpo di fulmine, la folgorazione, l’attimo che conquista.
      Ma non basta. Deve essere un amore vero, duraturo, coltivato ogni giorno.
      E allora forse non ne sarò divorato!”

      Il tuo paragone mi ha… Folgorata. Davvero.
      È un onore avere lettori che partoriscono pensieri simili (e senza neanche compiere assassinii dopo la copulazione 😉 )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...