Cuore di blogger e polso di scrittore: 4 effetti per un blog di valore

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Sei qui perché al gomito del tennista (o, magari, del bevitore) preferisci il polso dello scrittore? Se è un blog che hai intenzione di aprire “hai un cuore ardente per un proposito raggelante“, lasciatelo dire.

L’idea di un blog ti frulla già da un po’ in mente e vorresti un esordio che fosse ad effetto veramente? Per far iniziare a far battere il cuore di un blog battendo i tasti io ne ho pensati quattro di effetti. Ma leggili solo se sei uno scrittore che in tutto ciò che fa ci mette il cuore.

1) Batmotropo: eccit-abilità (stimolare le abilità)

Un blogger è un po’ come un pipistrello: è un mammifero tra mammiferi ma decide di lanciare un progetto e prendere il volo insieme a esso. Ma no, in questo caso Batman non c’entra. Non hai bisogno di un mantello ma di uno smantellamento.

Devi essere pronto a demolire l’abitudine a fingerti davvero interessato a quello a cui sei solo abituato. Per trovare ciò che realmente ti piace, la passione che hai nel cuore. Devi anche prepararti ad abbattere le muraglie che hai innalzato per combattere battaglie in cui sei stato battuto. Perché? Semplice: perché radere al suolo queste barriere fortificate ti darà la forza per sondare il terreno e scovare cosa ti stimola realmente.

Il tuo cuore/blog come può pulsare se nulla riesce a eccitare le tue cellule/post? Per scegliere al meglio le fonti che daranno continuamente nuovo ossigeno al tuo piano editoriale devi prima scegliere da quale argomento attingere. Quindi fa’ un respiro profondo e visualizza dov’è che un tuo talento incontra una tua passione: è questo l’incrocio da cui partire, il tuo nodo senoatriale, il punto speciale da cui cominciare a dare il ritmo a tutto quello che scriverai.

2) Cronotropo: che frequenza di pubblicazione?

Stai ancora pensando al tuo blog come a un cuore, vero? Sono orgogliosa di te, continua così! Immaginalo come un organo intento a pompare parole a tutto spiano ma che non ha ben pianificato con che frequenza farlo. Quando si riflette sulla pubblicazione degli articoli una domanda importante è proprio “quanto spesso postare?”. Come spesso accade la virtù è figlia dell’equilibrio.

Essere troppo sporadici nella pubblicazione di post equivale a seminare male: il germe delle idee che si cercano di veicolare si disperde troppo, fatica ad attecchire e difficilmente contagia profondamente il lettore.  Un blog bradicardico, insomma, fa progressi da bradipo.

Quando invece la frequenza di pubblicazione è troppo elevata qual è il rischio che si corre? Tu, blogger o aspirante tale, lo sai bene: per dare e dare come si deve devi prima avere il tempo di raccogliere, selezionare, metabolizzare e rielaborare. Per sfamare i lettori e viziare anche i palati più esigenti prima è necessario che tu stesso ti sia nutrito.

Ogni volta che ti rivolgi ai tuoi lettori col cuore in mano senti il cuore pulsante del tuo blog contrarsi per dare la giusta spinta ai contenuti che posti. Ma, come il cuore ha bisogno della fase di diastole, ossia di quel momento di rilasciamento in cui le coronarie possono irrorare le cellule cardiache, così il tuo blog ha bisogno di un momento di raccoglimento. Quindi fai attenzione perché più alta è la frequenza di pubblicazione meno è il tempo che hai, a tale scopo, a tua disposizione.

3) Inotropo: la forza sia con te

In principio c’è il potenziale. Poi l’idea in potenza diventa un post in atto. E tu devi impegnarti a dare la giusta spinta ai tuoi articoli ma senza esagerare. L’intenzione senza azione è un battito a vuoto ma abusare della forza di contr-azione di quel cuore pulsante che è il tuo blog significa stremarlo. Non è la via giusta per dare davvero a più persone possibile l’occasione di conoscerlo e (perché no) amarlo.

Perché la tua opera di promozione del blog sia efficace devi dosare con attenzione il tuo carico di lavoro: inutile farti carico di troppo materiale da pubblicizzare per poi ritrovarti a farlo male. Bisogna sempre considerare la forza che è necessario impiegare per vincere le naturali resistenze di un lettore che non è ancora un tuo lettore e, in virtù anche di essa, non esagerare pretendendo risultati improbabili.

4) Dromotropo: elogio alla velocità

Essere reattivi non basta: occorre anche essere dotati di velocità di reazione. Perché ci sono momenti in cui tra l’ispirazione e l’azione la distanza deve essere di un battito (di ciglia). Riceverai domande, elogi e critiche e a tutti dovrai essere in grado di tener testa. Senza perderla, la testa. Ci saranno imprevisti che ti capiteranno tra capo e collo e tu sarai tentato di chinare la testa. Dopo qualche lavata di capo ti accorgerai che ci saranno post da rifare da capo a piedi ma con tenacia e umiltà potrai venirne a capo. Avrai la straordinaria opportunità di ricevere molti impulsi ma a essi dovrai anche essere in grado di rispondere.Tempestivamente. Ma sempre tenendo a mente che “veloce è bello ma preciso è meglio“.

1, 2, 3… 4 domande per te

  1. Batmotropia: in che nicchia impieghi i tuoi normalpoteri da Batman?
  2. Cronotropia: ogni quanto fai suonare la sveglia del pubblicare?
  3. Inotropia: come te la cavi a fare promozione senza “forzare” il lettore?
  4. Dromotropo: svelto come sei quanto tempo ci metterai a commentare?
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23 pensieri su “Cuore di blogger e polso di scrittore: 4 effetti per un blog di valore

  1. 1. La mia nicchia la conosci: scrittura e copywriting.
    2. Sai anche questo 🙂 Ora su Pennablu la sveglia suona 4 giorni a settimana, sull’altro blog nei giorni dispari.
    3. Condividendo i miei post su Twitter e Google+. Su quest’ultimo quasi mai, ma quando lo faccio, cerco di scrivere un mini post che accompagna il link.
    4. Già fatto 🙂

    La velocità di reazione è qualcosa a cui nessuno pensa mai: brava. In effetti bisognerebbe avere la possibilità di commentare nel più breve tempo possibile, per avere più visibilità. Ma a me non dispiace quando qualcuno mi commenta post vecchi anche di 2 anni.

    1. 1) Sì, diciamo che qualche volta mi è capitato di ritrovarmi nella tua casetta Blu in via della Penna (dica) 33 🙂
      2) Una domandina: quali sono per te i più grandi vantaggi e svantaggi dell’essere così prolifico?

      1. I vantaggi, se parliamo comunque di contenuti validi, sono quelli di riuscire a occupare buona parte della tua nicchia. Scrivendo parecchio del tuo tema riesci a mostrarti come competente ai tuoi lettori e a conquistare parecchie combinazioni di parole chiave sui risultati delle ricerche.

        Gli svantaggi sono il tempo che occupi a produrre tanto, la possibilità di perdere lettori per strada (non tutti sono disposti a seguirti ogni giorno) e quella di non riuscire a scrivere contenuti buoni.

  2. 1) Nicchia: architettura, interior design, grafica. Uso il blog come mio portfolio, aperto anche a commenti e suggerimenti esterni.
    2) Dipende dalla mole del/dei progetti a cui sto lavorando. Difficile fare previsioni. Ma sono anche attivo sui canali social praticamente ogni giorno.
    3) Uso i social e leggo molti altri blog, dai quali traggo parecchi spunti e non manco mai di commentare se ritengo di poter “dare” qualcosa con il mio contributo.
    4) Letto l’articolo, ecco qui il mio commento!
    A presto 🙂

    1. 1) Interior design! Sono proprio contenta di averti trovato! (Ok, forse tu hai trovato me ma l’importante ora è avere un punto di incontro, eh? 🙂 Ultimamente ogni volta che mi capita di imbattermi in qualcosa attinente a questo campo non posso fare a meno di pensare quanto lo trovi affascinante… Interessante anche la scelta di usare il blog come “portfolio a cielo aperto”.

      2) Pensi che il tuo blog trarrebbe beneficio da una tua maggior… “costanza”?

      Grazie di aver lasciato il tuo primo commento 🙂

      1. Sono anch’io contento di averti trovata. Si, penso di sì, però come dicevo prima non posso garantirla questa costanza, a meno che non voglia cambiare un po’ l’impostazione che ho dato al blog. Ho tante idee che mi frullano per la testa, come ad esempio passare ad un blog self hosted (quindi anche maggiormente personalizzabile), composto da varie parti: progetti, che poi finirebbero nella pagina portfolio, ed articoli più a carattere generale che dovrei postare con una frequenza maggiore. Un blog a due velocità, dunque. Per ora rimane così, poi si vedrà…

  3. Ciao Monia, eccomi a farti visita!^^

    Nicchia: la mia vita, i miei ricordi, la mia quotidianità.

    Ogni quanto tempo: tre volte a settimana, e penso che non incrementerò mai. Rischierei di spompare il mio pubblico, e con una frequenza maggiore i miei post non sarebbero sviscerati a dovere, non si creerebbero dibattiti e interazioni.

    Promozione: i miei lettori sanno quando c’è un nuovo post. Non forzo nessuno a leggermi. In altri casi, quando volevo fare inviti per post speciali, ho fatto promozione ad personam, via whatsapp o twitter 🙂

    Velocità di commento: qui forse sono stato lento 🙂

    Moz-

  4. Benvenuto Miki! Prego, accomodati 😉

    1) Nicchia
    Credo proprio che per il tuo blog valga ancor più che per altri la frase “il tuo blog sei tu” perché nel tuo blog ci sei veramente tu al 100% naturale!
    Questo mi dà da pensare anche riguardo a blog più “professionali” del tuo: MikiMoz quanto pensa che il blogger (il suo carattere certo, ma anche la sua vita magari) debba mostrarsi nel proprio blog?

    2) Frequenza
    Anche qui uno spunto interessante: in effetti più si incrementa la frequenza più ha difficoltà a prendere fiato sia l’autore che il lettore 🙂

    3) Promozione
    Insomma, quando si è invitati a casa di Miki si riceve un invito proprio personalizzato!

    4) Velocità
    Ehi, “veloce è bello ma preciso meglio” quindi grazie per il commento, bradipo 😀

  5. Grazie per il benvenuto, Monia! 🙂

    1) è un discorso che ho affrontato più volte, tipo anche con Imperi. Io sono per un blog dove ci si mostri sempre per quel che si è, io porto molta della mia vita e dei miei amici sul mio blog. Ovvio che non dico tutto, sia chiaro. Sui blog professionali penso che se non si metta un po’ i sé si rischia di essere fredde macchine. A me non piacerebbe leggerli.

    2) esatto. Un post per me deve avere due o tre giorni, almeno, di vita. Deve essere commentato, devo rispondere ai commenti, devono crearsi dibattiti. Altrimenti che senso ha? O meglio, altrimenti si perde il senso che ho io del blogging.

    3) succede, sì. Tipo per il compleanno del blog o per il blogpanettone, l’esperimento che ho fatto questo Natale.

    4) sono brado, non bradipo 🙂

    Moz-

  6. E sotto le note della Bertè in una trattoria di Brescia, eccomi qua a scrivere il mio primo commento per la (piccola?) peste di questo blog.

    Nicchia:
    Ancora non lo so. La mia mente, forse. La nicchia più strana e imperscrutabile che io conosco.
    Poi certo, anche libri, musica, cinema e arte. Ma è tutto in divenire.

    Frequenza:
    Lenta. Mi diverto a creare percorsi inusuali e connessioni stravaganti nelle [A]rti. Quindi lenta. Molto lenta. Come la Route 66 negli States, che non la percorri per arrivare primo ma per assaporare il senso di un viaggio. Quello che va da est a ovest del tuo io.

    Promozione:
    Twitter e Google+. Al momento.

    Velocità:
    Rapido & Reattivo. Che detta così sembra lo spot di un nuovo AmmazzaZanzare. Ma suona bene. A me piacciono le cose che suonano bene.

    Tutto il resto è quello che non c’è.
    Ciao Monia 😉

    1. Benvenuto Luca! Citando la cantante che dà il sottofondo musicale a questo commento “non sono una signora” [quindi sì, il “piccola” non guasta (quasi) mai] 🙂

      1) Nicchia: ti ci vedo a fare il Flaubert della situazione e dire “la nicchia sono io”!

      2) Frequenza: pensi che la cadenza lenta dei tuoi post sia “compensata” dalla loro ricchezza? In fondo quando posti un articolo dai al tuo lettore molto materiale da metabolizzare…

      3) Sulla frase “a me piacciono le cose che suonano bene” mi sa che ci si potrebbe costruire orde di post (e non solo)…

      Non importa se il resto non c’è. Tanto è “resto”. Quindi se esiste il concetto di resto (anche se poi il resto mica c’è) allora esiste qualcosa rispetto a cui il resto è… resto.
      E quel qualcosa deve esistere. Per forza.

      Ciao a te Luca. Spero di rivederti da queste parti presto!

  7. 1. Batmotropia: la nicchia di coloro che dicono sciocchezze e se ne bullano.
    2. Cronotropia: la sveglia suona al mattino e io la spengo senza pietà, comunque scrivo quando ho qualcosa da dire.
    3. Inotropia: non faccio promozione, e i risultati si vedono.
    4. Dromotropo: non lo so, ho dimenticato di guardare l’orologio.

  8. 1) Sei uno svitato di cui è piacevole leggere le bu(r)lle!
    2) Per la rubrica “scopriamo Madeddu” approfondiamo: Alessandro secondo quali criteri sceglie cosa dire tra le cose che ha da dire?
    3) Potremmo sempre provare a fare s-promozione. Ora vado in giro a dire di NON leggere il tuo blog!
    4) Chicca avulsa dal contesto: io non sopporto gli orologi da polso.

    1. 1. Lo svitato ringrazia.
      2. Alessandro sceglie in base al suo gusto: se gli sembrano divertenti, allora le dice. Ne dice di leggere e di satiriche, l’importante è che facciano ridere lui. Altrimenti sono idee scarse, e le dimentica.
      3. La tua s-promozione potrebbe essere l’unica pubblicità vera ricevuta dal mio blog: potrebbe pure funzionare!
      4. Non possiedo un orologio da molti anni. Al mercato dell’usato, l’anno scorso, ho visto un Raketa da polso bellissimo: orologio sovietico a carica manuale. Ma costava troppo, non ho soldi, non niente 🙂

  9. 1) direi due nicchie comunicanti, che corrispondono a due blog, uno dedicato a emozioni, demoni, tasselli di vita, briciole di ricordi, e l’altro in cui condivido passioni letterarie, cinematografiche, musicali, o suggestioni legate all’attualità.

    2) in media ogni 3 giorni, anche se purtroppo in passato ho trascurato un po’ il più piccolo dei due “figli”, il blog di taglio giornalistico

    3) confermando il principio secondo cui ciò che si è on line, inevitabilmente, rispecchia un po’ quello che si è nel reale,, neanche qui la promozione è il mio forte…

    4) relativamente tardi, ma neanche poi tanto, visto che ti ho scoperta oggi 🙂

    1. 1) Mi incuriosisce sempre la scelta di avere ben due blog… Hai deciso di tenerli separati perché altrimenti ne sarebbe risultato un blog troppo dispersivo, con troppi argomenti diversi, cara Francesca?
      2) Finalmente a essere trascurato è un figlio più piccolo! È la rivincita dei primogeniti!
      3) “Il principio secondo cui ciò che si è on line, inevitabilmente, rispecchia un po’ quello che si è nel reale” è un principio valido, sì. Ma proprio perché è valido se la promozione non è il tuo forte puoi di certo migliorare come offline così online! 😀
      4) Spero sia stata una bella scoperta 😉

      1. 1) si, il motivo è quello, non mi piaceva l’idea di mischiare “fave e foglie” in un unico spazio.
        2) sono una mamma scellerata, devo redimermi 😛
        3) sperem!
        4) hai dubbi? 😉

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