5 w(eb) domande per il primo post sul tuo blog

calamo scrittorio andy warhol

Aprire un blog? È come aprire una latta di pomodori. Pelati, naturalmente. Perché prima di iniziare un blog ti strappi i capelli a furia di pensare, progettare, rimuginare. E perché, per aprire un blog, proprio come per aprire una lattina, ti servono gli strumenti giusti e una volta scoperchiata la confezione, a mo’ di vaso di Pandora, devi avere idea di cosa cucinare per non tradire le speranze dei tuoi invitati. Ti serve una ricetta per far leccare le dita ai tuoi lettori mentre sfogliano le pagine del tuo blog.  L’aria fritta fa male al cuore del lettore e tu non hai nessuna intenzione di apparire un pesce lesso sin dalle prime righe.

(No, questo non è un blog di cucina. Però è un blog dove si fanno grandi scorpacciate di parole badando bene a non riempirsi solo la bocca di frasi vuote: le parole stanno meglio nella pancia. Come le farfalle.) 

Così pensi a come scrivere  un primo post che non sembri posticcio, a come stendere un primo articolo che stenda il lettore e non faccia sembrare il tuo blog un postaccio. Insomma non vuoi fare un pasticcio. No, non vuoi fare un pasticcio. Ché anche se ormai a furia di parlare di pomodori e fritture ti sarà venuta fame fare un pasticcio col proprio blog non è così facile da digerire. E le cose peggiorano quando il “vorrei aprire un blog” diventa “voglio” e il tuo blog è lì, intonso come un ricettario mai sfogliato.

(Se anche tu di tanto in tanto ti prendi una cotta per le parole magari ora ti sarai infatuato della parola “intonso” e sarai contento di sapere che qui, di parole di cui innamorarti, mi auguro proprio ne troverai tante. Perché anche se le penne che userò sul mio blog non sono quelle per cucinare spero sapranno regalarti le parole che cerchi. E sappiano farti spiccare il volo.)

Così io ho deciso di rigirare la frittata: per questo primo post facciamo alla romana. Il conto da saldare per costruire un blog dalle fondamenta salde ce lo dividiamo: perché se tu, lettore, conti su di me ma io, autore, non conto su di te, a bloggare, in fondo, che gusto c’è? Ecco perciò 5 domande. Sia per me che per te.

Who?

Mi chiamo Monia. E dato che il mio nome lo stai vedendo scritto non potrai fingere di non averlo capito solo per il gusto di storpiarlo. Che poi magari tu che stai leggendo ti chiami Cunegonda e allora il mio nome non ti sembrerà strano neanche un po’.

 (Ti chiami sul serio Cunegonda? Se ti chiami così dovresti proprio aprire un blog. Lo sai che una “versione alterata” del nome Cunegonda è Kinga? Chiamandoti così  potresti rivendicare una grande autorevolezza sul sempreverde tema “Content is the King(?)”)

Per stringermi la mano puoi fare un salto sulla mia pagina di presentazione: ti dico (abbastanza) chiaramente chi sono senza arrampicarmi sugli specchi di vetro. O sui vetrini. Anche se nel blog parlo anche di scrittura di laboratorio.

Se poi hai trovato le mie parole toccanti puoi anche metterti in contatto con me. Puoi entrare nel mio nido, metterti in cerchio con me e giocare a girogirotondo  e puoi perfino mandarmi un bigliettino. Posso fare qualcos’altro per farmi trovare da te?

(Quando finirai di leggere, (perché tu continuerai a leggere fino alla fine, vero?) troverai uno spazio per i commenti. Usalo. Sai quella voglia irrefrenabile che avevi a 15 anni (se hai 14 anni lavora di immaginazione) di impugnare un pennarello e scrivere sulle porte dei bagni? Stavolta lascia un messaggio qui da me. Cambia porta. Perché a me importa di te.)

What?

Dispiegando il foglietto illustrativo capirai tante cose di questo blog ma, mentre sei qui, fatti spiegare il perché di questo nome. Quando hai letto “calamo scrittorio” hai pensato subito alla canna intinta nell’inchiostro? Hai pensato bene ma c’è dell’altro. Perché “calamo scrittorio” è anche il nome dato a una parte del nostro corpo. Sì, ce l’hai anche tu. No, non mi importa di che sesso sei. Il “calamo scrittorio” si trova nel pavimento del quarto ventricolo dell’encefalo e questo nome l’ho scelto perché io studio anche questo. E perché l’idea di entrare nella tua testa non mi dispiace neanche un po’, sai?

(Te l’ho detto che mi piace l’idea di andarmene a spasso nel tuo cervello, no? Quindi apri la porta dei tuoi pensieri e mettiti a raccontare che cosa ti passa per la testa. Ora che sai che hai un calamo in testa lascia che le tue idee diventino inchiostro. Magari di pixel, se ti va. Fidati, ti piacerà.)  

When?

Troverai un post al giorno per 4 giorni a settimana. Dal lunedì al giovedì, per l’esattezza. Perché niente post il venerdì? Perché “Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere”  e io, da studentessa di Medicina, c’ho una certa responsabilità verso la tua salute. Così, dato che i miei post sicuramente ti inebrieranno come il vino tanto caro a Dioniso e di certo ti fumeranno le orecchie a furia di arrovellarti sugli spunti di riflessione irresistibili offerti dai miei articoli, ho preferito evitare di tirare in ballo anche Venere.

(Sì, diventeremo tutti polvere. Lo so. Anche se non mi sembra carino che tu ti metta a fare questi pensieri mentre io battezzo il mio blog appena nato. E poi, a dirla tutta, i più carini diventeranno cipria. Quindi tu potresti essere carino con me e ricordarti di lasciare un segno del tuo passaggio quando ti capiterà di passare da queste parti.  Ti va?)    

Where?

Io abito in una terra di mare e fuoco ma se mi leggi, a ben pensarci, sono ovunque tu vuoi che io sia. Puoi venire a leggermi qui, ogni volta che ti va, e puoi anche trovarmi altrove .

(Se da parte tua ci sarà la voglia di cercarmi potremo fare un pezzo di strada insieme. Ti piace l’idea?)

Why?

Se c’è una cosa che ho imparato è che spesso le cose più belle nascono quando smetti di chiederti “perché?” per iniziare a chiederti “perché no?”. Questo blog, nel mare magnum di internet, non nasce come àncora. Né come ancòra un altro blog che parla di scrittura & Co.?” No. E non nasce neanche come un salvagente . Anche perché poi, con le mani unte per via della ciambella, come potresti visitare il mio fantastico blog di scrittura & Co.? Ops. Questo blog è una bottiglia. Una bottiglia piena di bigliettini scritti fitti fitti, parentesi lasciate aperte volutamente, discorsi involuti e frasi che si sposano con narrazioni ad anello. Un blog che puoi leggere quando sei imbottigliato nel traffico e senti che avresti tanto da scrivere ma non sai bene come fare. Perché, prima di lasciarti, ti svelo un segreto: a volte il blocco dello scrittore non è un deserto di inventiva. Ma un ingorgo di idee.

(Per scrivere questo primo post per te io, infatti, ho fatto così: ho lasciato respirare le idee e fatto correre le dita. Verso che? Verso te ma anche verso di me. Perché ogni blog spesso è anche un po’ un’autobiografia. Ma è anche un racconto. A più voci. Perché non mi fai sentire la tua?)

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27 pensieri su “5 w(eb) domande per il primo post sul tuo blog

  1. Eccoti qui, brava, finalmente possiamo leggere Monia a casa sua 🙂

    Da tutto quello che ho letto, post e pagine statiche, hai pensato a tutto e dimostri di avere le idee chiare. Continua così 😉

    1. Finalmente ho una casa in cui accogliervi e posso essere ospite in entrambi i sensi!
      Grazie mille per il commento: se il divenire è un fiume mi piace far sì che la mia acqua sia chiara e trasparente 🙂

    1. Ciao Francesco, grazie per la visita e per il commento 🙂
      Quando si inizia un’avventura nulla è più bello di trovare ben presto compagni di viaggio pieni di entusiasmo!

  2. La nascita di questo blog è stata anticipata da un grande boato che si è sentito fino a qua, una nuova isola di parole è nata quest’oggi, una isola tanto attesa!

    1. Un bel commento che spinge a riflettere su come a volte, da eventi improvvisi e potenzialmente molto distruttiv, possa nascere qualcosa di bello: l’emersione di una nuova isola. Grazie Marco!

  3. La scrittura è come i batteri, bisogna coltivarli (recita lo slogan del tuo blog)…e i tuoi contenuti saranno virali e contagiosi! Non è solo un auspicio, ma una certezza! Anche perchè i batteri e i virus di questi blog sono salutari e positivi.

    Complimenti Monia! Ci vuole coraggio per mettersi in gioco e lo stai dimostrando…a presto!

    1. Con lettori ben disposti a farsi “infettare” da te sarà un piacere creare abbondanza di contenuti da far vivere nel cont-agio 🙂
      (Prometto che farò solo… Eu-genetica!)

  4. [D’accordissimo anche sul “blocco dello scrittore” come ingorgo d’idee… non mi ricordo dove l’ho scritto, ma sento sintonia e tornerò presto, promesso. Un bacione!]

    1. Mi rende davvero felice sapere che ti sei sentita subito a tuo agio qui: sarà un piacere accogliere una contadina come te in questa (beauty) farm in cui coltivare la bellezza delle parole 🙂
      (Mi casa es tu casa, ovviamente. Sempre!)

  5. Benvenuta, Monia! 🙂

    Cunegonda è un nome senza dubbio interessante. Ma quanto a Kinga, ti avverto: l’unica Kinga di cui l’umanità si ricordi è una maggiorata del Grande Fratello, edizione british.

    1. Oh, Nomen Omen, non si scappa: vedi quanto questa Kinga ha saputo rendersi INDIMENTICABILE anche potendo contare su solo DUE CONTENUTI DI VALORE?

      Grazie mille dell’accoglienza 🙂

  6. Complimenti Monia! Un bell’inizio per una studentessa di medicina 🙂
    Il tuo metterti in gioco è intrigante, brava e grazie.

  7. Ciao peste e benvenuta nella blogosfera 😉
    Il progetto è ambizioso e, del resto, mi sarei stupito del contrario (per quel poco che ti conosco).

    Ti seguirò 🙂

    1. Dato che in fondo siamo tutti figuranti almeno cerchiamo di fare la migliore figura possibile, giusto? 😉
      (Per quel poco che ti conosco mi figuro questa risposta al tuo gentilissimo benvenuto ti piacerà)

  8. Ciao Monia… tanti “Mi presento”, “Chi sono”, tanti “primi post” sono passati sotto i miei occhi negli anni, ma devo ammettere che come questo ne ho trovati ben pochi.
    Un barattolo di pelati (come lo hai chiamato te) appena aperto e che già emana un profumo buono e invitante…sono certa che lungo la mia Web Road mi fermerò più volte da te per farmi una bella “scorpacciata di parole”…
    Buona avventura e benvenuta!

  9. Grazie del tuo saluto di benvenuto e benvenuta a te qui, Alessandra 🙂
    Sono contenta di sapere che verrai a trovarmi per vedere cosa bolle in penna: qui troverai sempre un piatto di farfalle anche per te!

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