Lo scheletro di un blog cresce bene quando il blogger si fa le ossa

Lo scheletro di un blog cresce bene quando il blogger si fa le ossa

Quando nasce un blog il blogger che lo ha dato alla luce è in apprensione. Un po’ come un genitore. Sa cosa sogna per il blog che da neonato sta diventando bambino fino a diventare adolescente. Sa come vorrebbe vederlo crescere. Eppure di fronte a ogni piccola grande sfida, che avendo un blog ci si trova ad affrontare, si chiede sempre con un po’ di timore “sono in grado di farcela?  Davvero posso?” Dimenticando che i “posso” e “non posso” sono questione di… osso. Che significa?

Significa che ogni blog ha il suo scheletro e la sua velocità di crescita. Significa che ogni blog ha un’altezza che potrebbe raggiungere ma che i tempi in cui ci arriva e anche se ci arriva dipendono da svariati fattori.

Significa soprattutto che per crescere come blogger bisogna farsi le ossa. Perché per tutti i blog il modo migliore per eliminare le paure, che sono come spine nel fianco, è avere una solida spina. Dorsale.

 

La parola d’ordine è sempre equilibrio…

In effetti, come recita il testo di una canzone, noi non siamo gli alberi. Eppure le cose che ci capitano ci restano incise sulla corteccia come i nomi di due innamorati armati di coltellino e, soprattutto, per avere fronde sane dobbiamo avere radici solide. Controlla la crescita del tuo progetto come controlleresti la crescita di un bambino: non badare soltanto ai centimetri ma tieni conto anche dell’armonia tra le parti.

Prima di curarti della “parte superiore”  di ciò che hai realizzato, prima di mirare a realizzare tutte le tue mire espansionistiche verso l’alto, accertati che la “parte inferiore” di quel corpo, che è la base di quanto hai creato, sia forte e in grado di sostenere il peso dei tuoi sogni.

Perché la verità è che se il nostro scheletro cresce bene crescono le nostre possibilità di raggiungere la nostra altezza target, che, per un sito o un blog, come per ogni altro progetto, non è altro che l’obiettivo che ci si pone, il traguardo che si desidera raggiungere, la meta verso cui si sta procedendo.

… Ma in certi momenti la sproporzione è fisiologica

Durante il processo di crescita sai che succede? Quegli alieni che siamo soliti chiamare adolescenti hanno il tronco più piccolo rispetto alle braccia e alle gambe. Questo può succedere anche al tuo blog.

Il blogger si trova così combattuto tra diversi stimoli. C’è la voglia di abbracciare tanti argomenti, per esempio. Ma poi si rischia di avere la sensazione di non riuscire ad afferrarne nessuno davvero e allora quel braccio lungo lungo sembra utile soltanto per grattarsi la testa in cerca di una nuova idea.

Si è ormai ben consapevoli di quanto sia importante stringere la mano ai nuovi contatti, per presentarsi, senza dimenticarsi di essere sempre pronti a dare una mano ai contatti già consolidati eppure la paura di restare a piedi nel corso del percorso che si è iniziato c’è.

Come c’è anche di tanto in tanto la tentazione di fare il passo più lungo della gamba. Voglia rischiosa che viene per fortuna di solito spenta quando ci si ricorda che si ha ancora un tronco troppo piccolo per potersi considerare solidi.

Quando il problema del blog è… Fuori dal blog

A volte i bambini, proprio come i blog, non crescono. Non si sviluppano come ci si aspetterebbe e come si spererebbe. Perché? Quando qualcosa non va nell’organismo, anche se la malattia colpisce un organo che, apparentemente, sembra non aver proprio nulla a che fare con muscoli e ossa, ecco che comunque la crescita stenta.

Se il tuo blog non riesce proprio a crescere tenta di ragionare su cosa non funziona nella tua vita. Anche se i problemi che hai possono sembrarti lontani anni luce dal tuo blog in realtà tutto ciò che vivi, nel bene, certo, ma anche nel male, può andare a ripercuotersi sulla salute del tuo blog.

Un blog maturo fuori ma immaturo dentro

Quando hai messo su un blog, hai chiaro in testa (o almeno credi sia così) quali saranno le tematiche che tratterai e come le tratterai e quando le tratterai ecco che, teoricamente, sei pronto a partire a pieno regime. Ma, praticamente, non lo sei.

Non lo sei perché devi ancora misurarti sul campo, devi ancora abituarti a questo nuovo corpo che hai creato. Come l’ipotalamo deve abituarsi a un corpo bambino che sta crescendo così un blogger deve prendere confidenza con lo sviluppo del suo blog in via di sviluppo e allenarsi a gestirlo dopo che, da idea solo in potenza, è diventato un progetto in atto.

Allenarsi a scrivere ma senza stremarsi

Il tuo blog è nato da poco e tu pensi che dedicarti a scrivere a più non posso sia la soluzione migliore. Lo è, in un certo senso, ma fa’ attenzione: quando il corpo è in piena crescita lo sport misurato è davvero utile, è vero, ma è sempre meglio rifuggire gli eccessi.

Questo significa che, fuor di metafora, un allenamento costante del tuo polso impegnato nella scrittura, ti aiuta a “farti le ossa” ma evita di iniziare tenendo ritmi eccessivi o non riuscirai più a star dietro ai tuoi stessi piani e piano piano abbandonerai il tuo blog a una crescita… Al contrario. Un declino. Inevitabile.

Una CTA non è un osso lanciato a un commentatore…

…Ma un invito rivolto al lettore. Un invito con cui si da un calcio all’egocentrismo da blogger e ci si rende conto che i lettori sono il calcio dello scheletro di ogni blog.

  • Come stanno le tue gambe? Il tuo blog si regge già bene in piedi?
  • Come sta il tuo tronco? Ti sembra che il tuo blog sia ancora monco? Cosa incideresti di diverso, di nuovo, sulla corteccia della tua creatura?
  • Come sta il tuo polso da scrittore? E gli argomenti che abbracci li stai abbracciando bene?
  • Qual è, secondo te, il modo migliore per farsi ossa… da blogger?
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23 thoughts on “Lo scheletro di un blog cresce bene quando il blogger si fa le ossa

  1. Quante domande Spiritello! Sai che riflettendoci credo sia in fase adolescenziale il mio blog? Perchè arrivano tanti amici nuovi, ma non sa ancora quali siano quelli buoni, perchè sta tentando strade nuove da sperimentare, trova nuovi interessi e nuove opportunità e vorrebbe sceglierle tutte. Perchè ha bisogno di cure e attenzioni più di quando è nato. Si mi devo abituare, e magari prendere spunto da quanto scrivi tu (non solo in questo articolo), che saresti in grado di gestire un blog aziendale con efficacia così come lo sei in questo tuo spazio personale.

    • Spiritello di tanto in tanto recupera il gusto di fare mille domande come si fa da bambini. Giusto per non perdere l’abitudine a meravigliarsi di tutto come succede quando si è ancora cuccioli.

      Bella l’immagine del blog che “trova nuovi interessi e nuove opportunità e vorrebbe sceglierle tutte”. Fa riflettere su come scegliere sia comunque, inevitabilmente, anche rinunciare ma di quanto rinunciare possa non far per niente male se si è sicuri di aver scelto bene.

      Grazie mille per i tuoi complimenti, Mister: diciamo che cerco di dare a questo mio spazio personale le cure di cui credo ogni spazio abbia bisogno.

  2. Adoro le tue metafore !!! Questa in particolare mi è piaciuta molto. :D

    Il miglior modo per farsi le ossa da blogger? Mmmmm vediamo…… Fare, sbagliare e Rifare….e poi approfondire l’argomento (leggi, studia, partecipa a seminari). Ecco forse più che scrivere tanto io direi di leggere tanto (news, blog, forum, libri) in questa maniera, oltre a migliorare la tua formazione, potrai trovare nuovi spunti per far crescere in salute il tuo blog.

    • Grazie Tozzo! Dato che “il tuo blog sei tu” qui sono il più possibile me stessa: mi piace molto esprimermi anche per metafore e sono molto contenta a te piaccia leggerle!

      “Forse più che scrivere tanto io direi di leggere tanto (news, blog, forum, libri)”
      Sai che secondo me hai proprio ragione? Perché se forse è vero che “la lettura senza la scrittura è sterile” credo sia ancor più vero che “la scrittura senza la lettura è orfana”.

  3. Pingback: Lo scheletro di un blog cresce bene quando il b...

  4. Il mio blog è in piedi da parecchio – non parlo del nuovo. Quindi si regge bene in piedi.
    E penso che ogni blog abbia bisogno ogni tanto di qualcosa di nuovo, altrimenti ristagna nella monotonia.
    Non so se sto abbracciando bene i miei argomenti, ci provo. Ma si può fare meglio.
    Per farsi le ossa c’è un solo modo: aprire un blog e scriverci.

    • Dato che come hai specificato non hai parlato del nuovo… Perché invece non ci parli anche del nuovo?
      Sei come un papà che quando il primo figlio è già cresciutello decide di scendere di nuovo in campo: il tuo è un punto di vista molto interessante.

      (Hai visto che alla fine il blog l’ho aperto e ci sto pure scrivendo? :) )

      • Il nuovo ancora non si regge in piedi :)
        Prima di inserire qualcosa di nuovo, deve uscire dal rodaggio e avere lettori fissi.
        Sugli argomenti stesso discorso del vecchio.

        (Sì, alla fine hai aperto e ci stai scrivendo. E pure bene ;) )

  5. Un altro articolo ispirato, brava Monia! :)
    Il mio blog in questo momento è in preadolescenza. Si è appena affaciato nella blogosfera e sta decidendo cosa vuole diventare da grande. Alla fine di questa fase di ricerca sugli argomenti più interessanti da approfondire, basterà unire i puntini alla Steve Jobs! ;)

    Per farsi le ossa da blogger invece il trucco è scrivere, scrivere e scrivere ancora. Il concetto non è molto originale, ma è l’unico modo per migliorare. Se poi vuoi diventare un vero fuoriclasse, leggi tanto, di qualità e sperimenta stili e voci diversi senza paura del giudizio degli altri e soprattutto del gruppo a cui ti rivolgi.

    Infine, essere un partigiano non guasta: inutile aver paura di prendersi rischi facendo affermazioni controverse, le persone leggono il blog non per avere un punto di vista oggettivo ma per potersi confrontare con te, per esprire il loro disaccordo o aggiungere punti alla tua opinione.

    • Proprio ieri mi è capitato di leggere quella famosa frase a cui fai cenno. Quella frase che suona proprio come un invito a cercarli questi puntini. Ovunque. E poi a mettersi d’impegno per unirli. Una frase che sembra una canzone scritta per ognuna di noi e che è stata composta da quel “melomane” di Steve.

      “Leggi tanto, di qualità e sperimenta stili e voci diversi senza paura del giudizio degli altri e soprattutto del gruppo a cui ti rivolgi.”

      Questa parte del tuo commento direi di metterla proprio ben in evidenza. Come il lascito morale di un partigiano che ha sempre lottato per tutti i suoi sogni :D

  6. Monia, non posso ovviamente rispondere per me, alle tue domande.
    Il giudizio sul mio blog dev’essere dato da chi il mio blog lo frequenta.
    Puoi dirmelo tu come lo vedi, se lo vedi che si regge bene in piedi, se è monco, se abbraccio bene gli argomenti che tratto.

    Io posso rispondere solo all’ultima questione: il modo migliore per farsi le ossa è scrivere sempre e togliere ogni freno alla propria fantasia. Sperimentare in ogni istante, coinvolgere, non restarsene mai immobili :)

    Moz-

    • “Sperimentare in ogni istante”
      Lo penso anch’io: se si vuole è possibile trovare ovunque provette con cui mettersi alla prova!

      E poi, certo, è importante anche “non restarsene mai immobili”. Altrimenti che l’abbiamo costruito a fare uno scheletro tanto solido se poi non lo usiamo per correre e saltare?

    • Cibarci per farci le ossa mi sembra un ottimo consiglio. Impossibile smentirlo! :D

      Quanto all'”avere sempre la curiosità di assaggiare anche i cibi che non conosciamo” sai cosa aggiungerei?
      Cercare sempre di capire quando “un cibo” proprio non ci attrae perché non ci attrae: magari qualche volta qualcosa non ci conquista perché ci mette di fronte a qualcosa che, in un modo o nell’altro… ci spaventa.

      Grazie del commento, Francesca!

      • “magari qualche volta qualcosa non ci conquista perché ci mette di fronte a qualcosa che, in un modo o nell’altro… ci spaventa”.

        verissimo! e in questo caso dobbiamo essere sufficientemente “sconsiderati” per gettarci nelle braccia dell’ignoto :)

  7. Lo scheletro è anche composizione, struttura, assemblaggio.
    Quindi in futuro mi aspetto che tu possa trattare anche delle sue varie parti: cranio, colonna vertebrale e arti.
    Post scheletrico e, proprio per questo, affascinante. :-)

    • Scrivere anche di “cranio, colonna vertebrale e arti”? Che aspettativa interessante!
      Spero allora di regalarti belle sorprese ;)

      Sono contenta anche tu abbia subito il fascino dell’osso: del resto quando si riduce qualcosa all’osso si dà particolare spazio a ciò che più è essenziale.

      Grazie del tuo contributo, caro Sempre :)

  8. Cara Monia, dopo molti giorni lontana dal computer, mi sono resa conto di quanti articoli avessi da leggere per recuperare e sono proprio partita dal tuo calamo scrittorio…ovviamente la scelta si è rivelata essere più che giusta ;-)
    Questo tuo post dovrebbe essere consegnato in dotazione ad ogni nuovo blogger che, come accade ad una neo-mamma, è spesso pieno di dubbi e paure sulla crescita della sua creatura.
    Concordo con i tuoi consigli, soprattutto sull’importanza dell’avere radici solide: spesso si aprono blog senza pensare a creare una struttura forte che possa sostenerlo, limitandosi a curare solo le fronde…ma come hai spiegato tu, così facendo la vita del nostro albero sarà tutt’altro che semplice.
    Come una pianta, le cui radici devono assorbire dalla terra acqua e sali per tenerla in vita, così il nostro blog deve saper catturare gli stimoli dalla realtà, rielaborarli e far crescere nuovi fiori.
    E’ la curiosità la nostra linfa vitale.

    Altro splendido post, Monia…brava! :-)

    • Ale ma che onore! Grazie di cuore!

      “Questo tuo post dovrebbe essere consegnato in dotazione ad ogni nuovo blogger che, come accade ad una neo-mamma, è spesso pieno di dubbi e paure sulla crescita della sua creatura.”

      Dato che non potrei mai ringraziarti abbastanza per un complimento così bello passo direttamente a dirti a cosa mi hai fatto pensare: una neo-mamma (okok ci sono anche i neo-papà. Citiamoli per correttezza ;), una volta partorito il blog, si rende conto di essere entrata a far parte di una grande famiglia. Può scegliere di non provare nemmeno a integrarsi, certo, ma a che pro?

      La blogsfera è un grande residence pieno di appartamenti e imparare dai propri vicini. Perfino andarli a disturbare per chiedere loro il sale (come hai ben raccontato tu in quel tuo post che ho adorato) può significare iniziare a costruire un legame.

      Tra blog e social si possono trovare nonni e zie meravigliose per la propria creatura bisognosa di cure. Se si ha la voglia sincera di scoprire continuamente qualcosa di nuovo (la curiosità! Sì! La curiosità è proprio la nostra linfa vitale! Hai assolutamente ragione!) allora si possono trovare mille sostegni per cullare al meglio il proprio sogno.

      Il tuo commento è per esempio un fantastico sostegno per il bimbo calamo scrittorio :D
      Ancora grazie!

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